• Vi invitiamo a prendere visione del Regolamento del Mercatino e delle note recentemente aggiunte - http://www.esigarettaportal.it/forum/vendo-mercatino/339-regolamento-mercatino.html
  • Nicotina: conoscerne i pericoli per utilizzarla in sicurezza - leggi qui: http://www.esigarettaportal.it/forum/eliquidi-mix-e-ricette/28164-nicotina-conoscerne-i-pericoli-per-utilizzarla-in-sicurezza.html - in evidenza nella sezione "Eliquidi Mix e Ricette"

Quadro normativo di riferimento su E-sig, E- liquidi e diritti dei consumatori

Bindolo

Utente con altri interessi economici
Comincio una raccolta normativa che in questo quadro di confusione può aiutare tutti, me compreso, ad orientarci, in una situazione che presenta tanti punti oscuri.

Naturalmente, prego chiunque fosse interessato di integrare/correggere quanto riportato di seguito e reperito tramite ricerca in rete e da qualche mio appunto di lavoro su altre questioni.

Come noto il destino normativo riguardante le e-sig è ampiamente dibattuto in Italia, ma altrettanto sta accadendo in ambito UE in questi ultimi mesi.
In breve queste le problematiche su cui si affrontano diverse correnti:

Il primo importante nodo è infatti relativo all’inserimento o meno dell’ambito di applicazione della Direttiva 2001/37/CE in materia di tabacco, non trattandosi di fatto di tabacco.

Ancora, si discute molto in ordine all’applicabilità della Dir. 2001/83/EC (sui prodotti medicinali ad uso umano) e della 93/42/EEC (sui dispositivi medici), dove nel primo caso si farebbe equivalere il liquido ad un farmaco per sconfiggere la dipendenza da nicotina e nel secondo si stabilirebbe un principio d’uso esclusivamente per “fini medici”.

Se ad oggi non è mai passata questa linea, molto caldeggiata da alcuni, è solo perché sin dalla sua origine nel 2003 la sigaretta elettronica è stata brevettata come un qualcosa di “alternativo” e non “sostitutivo” rispetto alla sigaretta tradizionale che ha proprio lo scopo di permetterne l’utilizzo dove la prima è vietata. Nelle intenzioni degli ideatori insomma non c’’era la volontà di realizzare un dispositivo medico per smettere di fumare.

Ma la battaglia naturalmente continua.

Situazione attuale italiana​

Secondo le indicazioni date dalla Commissione incaricata al Ministero della salute la sigaretta elettronica è da considerarsi “articolo” con cartucce contenenti miscele di sostanze
Di conseguenza la normativa che, allo stato attuale si “ritiene” applicabile sulle esig e sulle confezioni di liquidi è la seguente:

-Direttiva 2001/95/CE sulla sicurezza generale dei prodotti
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2002:011:0004:0017:it:PDF

-Direttiva 1999/45/CE sulla classificazione, etichettatura e imballaggio di sostanze e miscele prericolose
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:1999:200:0001:0068:it:PDF

-Regolamento n. 1272/2008/ CE (CLP)
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2008:353:0001:1355:it:PDF

normativa nazionale:

-D.Lgs 172/2004 di attuazione della direttiva n. 2001/95/CE relativa alla sicurezza generale dei prodotti"

http://gazzette.comune.jesi.an.it/2004/165/2.htm

- D.Lgs 65/2003, di attuazione delle direttive 1999/45/CE e 2001/60/CE

http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/03065dl.htm



Sulla base della normativa citata:

I responsabili dell’immissione in commercio sono tenuti considerare la classificazione ufficiale della nicotina riportata in Allegato VI del Regolamento CLP e dei successivi adeguatamenti.

Allegato VI del regolamento CLP - ECHA )

http://www.enea.it/it/enea_informa/events/reach2012/Alessandrelli_ENEAagg6lu.pdf

il fabbricante/importatore è inoltre responsabile della corretta classificazione ed etichettatura della confezione contenente la miscela di sostanze sulla base della composizione qualitativa e quantitativa.

Non sono invece previsti, ad oggi, procedimenti di tipo autorizzativo. Le miscele in questione non sono soggette a divieti o limitazioni d’uso secondo il Regolamento (CE) N. 1907/2006 concernente la registrazione, la valutazione,l’autorizzazione e le restrizione delle sostanze chimiche (regolamento REACH).



Situazione nel mondo:​

Europa

Paesi in cui c’è libera vendita e utilizzo:
-Repubblica Ceca
-Germania
-Irlanda
-Polonia
-Portogallo
-Spagna

Paesi in cui c’è vendita e utilizzo con limitazioni :

-Inghilterra
-Estonia: Vendita vietata di liquidi contenenti nicotina (comunque acquistabili all’estero)
-Olanda: libera vendita e utilizzo delle e-cig. Pubblicità vietata.
-Norvegia: vendita vietata ma utilizzo e importazione da altri paesi europei consentito.
-Svizzera: libera vendita di prodotti non contenenti nicotina, libera importazione da altri paesi di liquidi con nicotina (limitate di 150 ml o 150 cartucce).
-Danimarca: i tank contenenti nicotina sono considerati presidi medici e necessitano di un’autorizzazione per essere venduti. Sono di libera vendita liquidi ed e-cig senza nicotina.
-Austria: le sigarette elettroniche sono considerati presidi medici.

Mondo​

-USA: In America l’utilizzo e la vendita delle sigarette elettroniche è generalmente consentito.
In alcuni stati è vietata la vendita ai minori: New York, California, New Hampshire, Arizona, Washington, Maryland. In Iowa la vendita è accomunata a quella dei tabacchi
-Canada: l’utilizzo e la vendita sono consentiti
-India: l’utilizzo e la vendita sono consentiti
-Giappone: Le Sigarette Elettroniche ed i liquidi sono vietati in quanto classificati come prodotti medici privi di licenza.
-Messico: Vietata la vendita e l’uso



Altre importanti informazioni normative che ci possono interessare in qualità di consumatori:​

Codice del Consumo (D.Lgs. 2005/206 )
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/normativa/codice_consumo_giu2011.pdf

D.Lgs. 15/02/92 n. 50, (DECRETO LEGISLATIVO 15 gennaio 1992, n.50 - Attuazione della direttiva n. 85/577/CEE in materia di contratti negoziati fuori dei locali commerciali.) attuazione della Dir. 85/577/CEE in materia di "Vendite fuori dai locali commerciali" ora articolo 45 e seguenti del Codice del Consumo

Meritevoli di rilevo le seguenti previsioni:

Obbligo di informazioni al consumatore: In tutti i casi previsti il consumatore gode del diritto di ripensamento, cioè può sciogliere unilateralmente il contratto (recedere) entro 10 giorni senza dover fornire al venditore nessuna giustificazione.
L'operatore commerciale ha l'obbligo di informare con chiarezza il consumatore di questo suo diritto. l'informazione deve essere fornita per iscritto e deve contenere:

a) l'indicazione dei termini, delle modalità e delle eventuali condizioni per l'esercizio del diritto di recesso;
b) l'indicazione del soggetto nei cui riguardi va esercitato il diritto di recesso ed il suo indirizzo o, se si tratti di società o altra persona giuridica, la denominazione e la sede della stessa, nonché l'indicazione del soggetto al quale deve essere restituito il prodotto eventualmente già consegnato, se diverso dal venditore.
Qualora il contratto preveda che l'esercizio del diritto di recesso non sia soggetto ad alcun termine o modalità, l'informazione deve comunque contenere gli elementi suindicati.

Per i contratti che prevedono che sia sottoposta al consumatore una nota d'ordine da sottoscrivere, comunque essa sia denominata, l'informazione deve essere riportata nella suddetta nota d'ordine, separatamente dalle altre clausole contrattuali e con caratteri tipografici uguali o superiori a quelli degli altri elementi indicati nel documento.

Una copia della nota d'ordine, recante l'indicazione del luogo e della data di sottoscrizione deve essere consegnata al consumatore.

Qualora non venga predisposta una nota d'ordine, ma venga presentata dal consumatore una proposta di acquisto, l'informazione deve essere comunque fornita al momento della stipulazione del contratto, ovvero all'atto della formulazione della proposta, ed il relativo documento deve contenere, in caratteri chiaramente leggibili, oltre agli elementi di cui sopra, l'indicazione del luogo e della data in cui viene consegnato al consumatore, nonché gli elementi necessari per identificare il contratto. Di tale documento l'operatore commerciale può richiederne una copia sottoscritta dal consumatore.

Nei casi di vendita tramite catalogo l'informazione sul diritto di recesso deve essere riportata nel catalogo stesso o in altro documento illustrativo della merce o del servizio oggetto del contratto, o nella relativa nota d'ordine, con caratteri tipografici uguali o superiori a quelli delle altre informazioni concernenti la stipulazione del contratto contenute nel documento.

Nella nota d'ordine, in luogo della indicazione completa di tutti gli elementi suddetti, può essere riportato il solo riferimento al diritto di esercitare il recesso, con la specificazione del relativo termine, e con rinvio alle indicazioni contenute nel catalogo o altro documento illustrativo della merce o del servizio per gli ulteriori elementi previsti nell'informazione.

Modalità di esercizio del diritto di recesso: Il consumatore che intenda esercitare il diritto di recesso deve inviare all'operatore commerciale o ad altro soggetto indicato dall'operatore commerciale, una comunicazione in tal senso nel termine di 10 giorni che decorrono:

a) dalla data di sottoscrizione della nota d'ordine contenente l'informativa sul diritto di recesso, ovvero, nel caso in cui non sia predisposta una nota d'ordine, dalla data di ricezione dell'informazione stessa, per i contratti riguardanti la prestazione di servizi, ovvero, per i contratti riguardanti la fornitura di beni, qualora al consumatore sia stato preventivamente mostrato o illustrato dall'operatore commerciale il prodotto oggetto del contratto;

b) dalla data di ricevimento della merce per i contratti riguardanti la fornitura di beni, qualora l'acquisto sia stato effettuato senza la presenza dell'operatore commerciale ovvero sia stato mostrato o illustrato un prodotto di tipo diverso da quello oggetto del contratto.
Qualora l'operatore commerciale abbia omesso di fornire al consumatore l'informazione sul diritto di recesso, oppure abbia fornito una informazione incompleta o errata che non abbia consentito il corretto esercizio di tale diritto, il termine e' di sessanta giorni dalla data di stipulazione del contratto per i contratti riguardanti la prestazione di servizi, ovvero dalla data di ricevimento della merce nel caso di contratti riguardanti la fornitura di beni.

La comunicazione di recesso, sottoscritta dal medesimo soggetto che ha stipulato il contratto o che ha formulato la proposta contrattuale, deve essere inviata mediante lettera raccomanda con avviso di ricevimento, che si intende spedita in tempo utile se consegnata all'ufficio postale accettante entro i termini previsti dalla legge (giorni sette o sessanta) o dal contratto se sono previsti termini più favorevoli al consumatore. La comunicazione può essere inviata anche mediante telegramma, telex o fax, purché spediti entro i termini indicati, a condizione che sia confermata con lettera raccomandata con avviso di ricevimento, con le medesime modalità, entro le 48 ore successive.

Qualora vi sia stata la consegna della merce, la sostanziale integrità della merce da restituire e' condizione essenziale per l'esercizio del diritto di recesso.

Nell'ipotesi di omessa o incompleta informazione sul diritto di recesso e' comunque sufficiente che la merce sia restituita in normale stato di conservazione, in quanto sia stata custodita ed eventualmente adoperata con l'uso della normale diligenza.
Ovviamente per i contratti riguardanti la prestazione di servizi, il diritto di recesso non può essere esercitato nei confronti delle prestazioni che siano state già eseguite.


Effetti derivanti dall'esercizio del diritto di recesso: Con la ricezione da parte dell'operatore commerciale della comunicazione di recesso le parti sono sciolte dalle rispettive obbligazioni derivanti dal contratto o dalla proposta contrattuale, fatte salve le ipotesi in cui le prestazioni di servizi siano state nel frattempo eseguite.
Qualora sia già avvenuta la consegna della merce, il consumatore e' tenuto a restituire all'operatore commerciale o al soggetto da questi designato la merce ricevuta, entro sette giorni dalla data del suo ricevimento ovvero entro il maggior termine convenuto dalle parti.
Ai fini della scadenza del termine la merce si intende restituita nel momento in cui viene consegnata all'ufficio postale accettante o allo spedizioniere. Le spese di restituzione sono a carico del consumatore. L'operatore commerciale entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione di recesso, ovvero dal ricevimento della merce restituita, deve rimborsare al consumatore le somme da questi eventualmente pagate, ivi comprese le somme versate a titolo di caparra.
Dal rimborso sono escluse soltanto le eventuali spese accessorie, a condizione che tale esclusione sia stata espressamente prevista nella nota d'ordine o nell'informativa rilasciata al consumatore, o nel catalogo o altro documento illustrativo.
Le somme si intendono correttamente rimborsate quando vengano effettivamente restituite entro i trenta giorni previsti. Nell'ipotesi in cui il pagamento sia stato effettuato per mezzo di effetti cambiari questi devono essere restituiti; in caso di vendita con finanziamento rateale il recesso scioglie nello stesso modo anche il contratto di finanziamento.

Foro competente: La competenza territoriale inderogabile è del Tribunale del luogo di residenza o di domicilio del consumatore.


Ps che tali informazioni spesso non ci vengano fornite non significa che non abbiamo i diritti sopra descritti ;) ...anzi

Ulteriori fonti normative applicabili:

Codice del Consumo (D.Lgs. 2005/206 )
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/normativa/codice_consumo_giu2011.pdf

Direttiva 85/577/CE concernente i contratti negoziati fuori dai locali commerciali
Direttiva 97/7/CE sui contratti a distanza
Direttiva 2000/31/CE sul commercio elettronico
84/450/CEE del 10 settembre 1984 concernente la pubblicità ingannevole e comparativa
85/374/CEE del 25 luglio 1985 in materia di responsabilità per danno da prodotti difettosi
87/102/CEE del 22 dicembre 1985 in materia di credito al consumo
92/59/CEE del 29 giugno 1992 relativa alla sicurezza generale dei prodotti
93/13/CEE del 5 aprile 1993 Concernente le clausole abusive stipulate con i consumatori
98/27/CE del 19 maggio 1998 relativa a provvedimenti inibitori a tutela degli interessi dei consumatori
98/6/CE del 16 febbraio 1998 relativa alle indicazioni dei prezzi dei prodotti offerti ai consumatori
99/44/CE del 25 maggio 1999 su taluni aspetti della vendita e della garanzia dei beni di consumo


Per la normativa doganale riguardante spedizioni extra UE:http://www.esigarettaportal.it/forum/discussioni-generali/40946-normativa-in-materia-doganale-spedizioni-provenienti-da-paesi-extra-ue.html
 
Ultima modifica:
Bel lavoro, grazie avv!!:tongue:
mi pare che l'inghilterra abbia deciso alcune restrizioni proprio in questi giorni, non so se è ancora il caso di cambiarla di posto nel tuo elenco dei paesi.
 
ma insomma, quando si potrà dare reputazione di nuovo? Grazie [MENTION=16068]Bindolo[/MENTION], te la darò + in là :sorry:
 
Ultima modifica:
ma insomma, quando si potrà dare reputazione di nuovo? Grazie [MENTION=16068]Bindolo[/MENTION], te la darò + in là :sorry:

Grazie, basta anche il pensiero :)
quello che conta è che il post possa essere utile

magari quando ho tempo e testa fresca integro con un pò di normativa doganale sulle spedizioni extra-ue
 
Per allargare la visione della situazione in Europa e nel resto del mondo, qui due tabelle (tratte dal recente rapporto pubblicato dall'ufficio prevenzione tabagismo francese http://www.ofta-asso.fr/docatel/Rapport_e-cigarette_VF_1.pdf , spero siano comprensibili anche se in francese):

sy8yhy3y.jpg


rarategy.jpg



In questo documento del dicembre 2012, a partire da pag. 181 si trova un riassunto della situazione legale nei diversi paesi europei:
http://ec.europa.eu/health/tobacco/docs/com_2012_788_ia_en.pdf

PS: in Svizzera l'importazione di liquidi con nicotina non è libera, ma limitata a 150 ml o 150 cartucce.


Sent using Tapatalk
 
[MENTION=3375]pat71[/MENTION] Svizzera aggiornata :999:

segnalate aggiornamenti e correzioni così integriamo
 
Bel lavoro, grazie avv!!:tongue:

Grazie avvocato.
si, ma non offendiamo però :)
faccio praticamente tutto in ambito legale civile e commerciale....tranne portare parti in causa
ho scelto così dall'inizio e ho sempre tenuto fede.
è più stimolante e umanamente appagante evitare alle parti un conflitto o aiutarle a risolverlo come terzo imparziale :)
 
Ultima modifica:
sbaglierò ma non mi risulta che in Giappone le e-cig siano vietate (anche il doc francese che hai postato dice nessuna interdizione)
 
Non potendolo modificare io, chiedo cortesemente allo staff di aggiornare il mio primo post alla luce delle recenti novità normative:
in particolare dove dico:
"Non sono invece previsti, ad oggi, procedimenti di tipo autorizzativo. Le miscele in questione non sono soggette a divieti o limitazioni d’uso secondo il Regolamento (CE) N. 1907/2006 concernente la registrazione, la valutazione,l’autorizzazione e le restrizione delle sostanze chimiche (regolamento REACH)”

Sarebbe da cambiare in :

"Le miscele in questione non sono soggette a divieti o limitazioni d’uso secondo il Regolamento (CE) N. 1907/2006 concernente la registrazione, la valutazione,l’autorizzazione e le restrizione delle sostanze chimiche (regolamento REACH)”

E immediatamente di seguito (tra questa frase e il quadro mondiale) inserire il teso seguente:


LEXITALIA.IT - DECRETO-LEGGE 28 giugno 2013, n. 76

Con il DECRETO-LEGGE 28 giugno 2013, n. 76, il Governo ha modificato il D.Lgs. 504 del 26/10/1995 nei seguenti termini:

[…]
22. Nel decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni ed integrazioni, dopo l'articolo 62-ter è inserito il seguente:
«Art. 62-quater (Imposta di consumo sui prodotti succedanei dei prodotti da fumo) 1. A decorrere dal 1° gennaio 2014 i prodotti contenenti nicotina o altre sostanze idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati nonchè i dispostivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio, che ne consentono il consumo, sono assoggettati ad imposta di consumo nella misura pari al 58,5 per cento del prezzo di vendita al pubblico.
2. La commercializzazione dei prodotti di cui al comma 1, è assoggettata alla preventiva autorizzazione da parte dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli nei confronti di soggetti che siano in possesso dei medesimi requisiti stabiliti, per la gestione dei depositi fiscali di tabacchi lavorati, dall'articolo 3 del decreto ministeriale 22 febbraio 1999, n. 67.
3. Il soggetto di cui al comma 2 è tenuto alla preventiva prestazione di cauzione, in uno dei modi stabiliti dalla legge 10 giugno 1982, n. 348, a garanzia dell'imposta dovuta per ciascun periodo di imposta.
4. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro il 31 ottobre 2013, sono stabiliti il contenuto e le modalità di presentazione dell'istanza ai fini dell'autorizzazione di cui al comma 2, le procedure per la variazione dei prezzi di vendita al pubblico dei prodotti di cui al comma 1, nonchè le modalità di prestazione della cauzione di cui al comma 3, di tenuta dei registri e documenti contabili, di liquidazione e versamento dell'imposta di consumo, anche in caso di vendita a distanza, di comunicazione degli esercizi che effettuano la vendita al pubblico, in conformità, per quanto applicabili, a quelle vigenti per i tabacchi lavorati.
5. In attesa di una disciplina organica della produzione e del commercio dei prodotti di cui al comma 1, la vendita dei prodotti medesimi è consentita, in deroga all'articolo 74 del decreto del Presidente della Repubblica 14 ottobre 1958, n. 1074, altresì per il tramite delle rivendite di cui all'articolo 16 della legge 22 dicembre 1957, n. 1293.
6. La commercializzazione dei prodotti di cui al comma 1 è soggetta alla vigilanza dell'Amministrazione finanziaria, ai sensi delle disposizioni, per quanto applicabili, dell'articolo 18. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 50.
7. Il soggetto autorizzato ai sensi del comma 2 decade in caso di perdita di uno o più requisiti soggettivi di cui al comma 2, o qualora sia venuta meno la garanzia di cui al comma 3. In caso di violazione delle disposizioni in materia di liquidazione e versamento dell'imposta di consumo e in materia di imposta sul valore aggiunto è disposta la revoca dell'autorizzazione.".
23. All'articolo 51 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, e successive modificazioni, dopo il comma 10, è aggiunto il seguente:
" 10-bis. Il Ministero della salute esercita il monitoraggio, per i profili di competenza, sugli effetti dei prodotti succedanei dei prodotti da fumo, al fine di promuovere le necessarie iniziative anche normative a tutela della salute."


Ricordo che il Decreto Legge potrà essere auspicabilmente modificato prima della sua conversione in legge. Infatti si tratta di un provvedimento provvisorio avente forza di legge, adottato in casi straordinari di necessità e urgenza dal Governo.
Esso entra in vigore immediatamente dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma gli effetti prodotti sono provvisori, perché i decreti legge perdono efficacia sin dall'inizio se il Parlamento non li converte in legge entro 60 giorni dalla loro pubblicazione (a differenza del decreto legislativo o decreto delegato che è un atto normativo avente forza di legge adottato dal Governo per delega espressa e formale del Parlamento.
 
La situazione non è ancora definitiva (anche se il futuro non sembra roseo) e aspettvo che lo fosse, ma effettivamente un piccolo aggiornamento non guasta

Il decreto decreto 76/2013 in merito alle ecig recita:

"a decorrere dal 1° gennaio 2014, i prodotti succedanei dei tabacchi lavorati nonché i dispostivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio, che ne consentono il consumo (c.d. sigarette elettroniche) ad un'imposta di consumo del 58,5 per cento. La commercializzazione di tali prodotti viene sottoposta alla preventiva autorizzazione da parte dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli; la definizione delle norme applicabili alla distribuzione e vendita dei prodotti in esame e ai relativi adempimenti amministrativi e contabili è demandata ad un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, in analogia, per quanto applicabili, a quelle vigenti per i tabacchi lavorati. La vendita delle c.d. sigarette elettroniche è consentita alle tabaccherie."


il decreto 76/2013 nella parte relativa all’attuazione delle previsioni fiscali (introduzione di un'imposta di consumo del 58,5% su ecig, liquidi e accessori) era finito al vaglio dei giudici amministrativi, dopo aver superato indenne quello del Dipartimento delle finanze, e quello della Ragioneria generale dello Stato.

Il “lavoro” del Governo ha poi ricevuto anche il benestare dal Tar del Lazio, investito della decisione in ordine alla legittimità del versamento dell'imposta

Il provvedimento, nell’arco di tempo in cui il TAR ha “lavorato”, è stato tempestivamente aggiornato da un nuovo testo varato dal ministero e approvato con estrema ed inusuale rapidità dagli enti di certificazione statale preposti.

In attesa della versione definitiva del provvedimento (anche alla luce delle novità catastrofiche prospettatesi in ambito UE), i contenuti sono stati anticipati da una circolare emanata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
http://www.aams.gov.it/sites/aams20...L_TABACCO/2014/circolare-14-febbraio-2014.pdf

Alla luce delle modifiche i controlli non saranno svolti più in maniera preventiva, ma solo in seguito all’entrata in vigore delle nuove previsioni normative.
Inoltre, per gli operatori sarà sufficiente presentare apposita domanda per potersi appoggiare a un deposito fiscale, che sarà valida anche con effetto retroattivo, anche per quegli operatori in attesa ancora di risposta, i quali potranno, così, riprendere serenamente l’attività.

Resta dunque vigente il regime fiscale di imposizione confermato dall’ordinanza del Tar che, dando credito l’impianto del decreto 76/2013, ha respinto la richiesta di sospensione, guarda caso…. in virtù delle modifiche introdotte con il decreto ministeriale di cui sopra.

Il 2 aprile (o giù di li) sono previste ulteriori news (almeno spero).

Per quanto riguarda tutti gli altri aspetti, ed in particolare cosa si potrà e non si potrà comprare/fare e presso chi, attendiamo un quadro definitivo


Di questi argomenti si sta discutendo qui:

http://www.esigarettaportal.it/forum/showthread.php?t=45929

http://www.esigarettaportal.it/forum/showthread.php?t=47666

http://www.esigarettaportal.it/forum/showthread.php?t=47328

http://www.esigarettaportal.it/forum/showthread.php?t=48558

http://www.esigarettaportal.it/forum/showthread.php?t=48764&p=739136#post739136
 
Ultima modifica:
Primo ricorso:

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Roma/Sezione%202/2014/201400735/Provvedimenti/201400811_05.XML

REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente
ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 735 del 2014, proposto da:

SOC FLAVOURART S.R.L., SOC SMOOKE S.R.L., SOC SMART EVOLUTION TRADING S.R.L., SOC ARBI GROUP S.R.L. IN LIQUIDAZIONE VOLONTARIA, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dall’Avv. Fabio Francario e dell’Avv. Stefano Vinti, con domicilio eletto presso lo Studio dell’Avv. Fabio Francario sito in Roma, Via della Mercede, 11;

contro
Ministero dell'Economia e delle Finanze, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;
e con l'intervento di
ad adiuvandum:
FIESEL-CONFESERCENTI, FEDERCONTRIBUENTI ITALIA, in persona dei rispettivi rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dall'Avv. Giorgio Fraccastoro, con domicilio eletto presso lo Studio dell’Avv. Giorgio Fraccastoro sito in Roma, Via di San Basilio, 72;
per l'annullamento
previa sospensione dell'efficacia,
- del D.M. 16.11.2013 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana in data 7.12.2013 e delle “Risposte ai quesiti più frequenti” (c.d. FAQ) adottate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e rese note mediante pubblicazione sul sito ufficiale dell'Agenzia delle Dogane in data 03.01.2014;
- di ogni altro atto preparatorio, presupposto, connesso e consequenziale, ivi compresa:
1) la decisione di prevedere che gli operatori già presenti sul mercato che non hanno conseguito alla data del 1°gennaio 2014 l’autorizzazione al commercio di vaporizzatori, della loro componentistica, dei liquidi destinati alla vaporizzazione e dei relativi prodotti accessori e strumentali (ovvero dei prodotti indicati al comma 1, dell’art. 62 – quater, comma 1, del d.lgs. 26.10.1995, n. 504), non possano continuare a commercializzare e vendere tali prodotti;
2) la decisione di assoggettare a regime autorizzatorio e tariffario e all’imposta nelle misura del 58,5% del prezzo di vendita al pubblico (di cui all’art. 62 – quater, comma 1, del d.lgs. 26.10.1995, n. 504) la vendita di prodotti accessori e strumentali all’utilizzo di vaporizzatori (come ad esempio i caricabatteria o le custodie dei vaporizzatori);
3) la decisione di ritenere succedanei del tabacco ed assoggettate a regime autorizzatorio e tariffario e all’imposta prodotti che non contengono affatto nicotina ovvero dispositivi elettronici e loro componenti e accessori a prescindere dal fatto che siano o meno deputati alla vaporizzazione di nicotina ovvero vengano o meno concretamente ed effettivamente adibiti a tale uso da parte dei loro utilizzatori; nonché, comunque
4) la stessa decisione di applicare in via generale sui prodotti indicati al comma 1dell’art. 62 – quater del d.lgs. n. 504/95 la suddetta imposta della misura pari al 58,5 sul prezzo di vendita al pubblico dei prodotti medesimi e di sottoporre gli stessi a regime autorizzatorio e tariffario;
e, infine
5) ove e per quanto occorrer possa, la nota dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli 20.11.2013, prot. n. DAC/CTL/8443/2013;
- il tutto previa ove occorra e ritenuta non manifestamente infondata la relativa questione:
a) rimessione alla Corte Costituzionale della questione di legittimità costituzionale dell’art. 62 – quater del d.lgs. 26.10.1995, n.504, per violazione degli artt. 3, 35, 41, 53 e 97 della Cost.; nonché b) sempre ove occorra, previa rimessione alla Corte di Giustizia della seguente questione “dica la Corte di Giustizia se i principi di diritto europeo in materia di libera circolazione dei fattori e dei prodotti economici, di tutela delle libertà fondamentali e di libera concorrenza nel mercato unico, nonché gli artt. 30, 34, 35 e 110 del TFUE, l’art. 401 della direttiva 112/2006/CE e l’art. 1 della direttiva n. 118/2008/CE, ostino ad una normativa nazionale come quella di cui all’art. 62 – quater del d.lgs. n. 504 del 1995, che: a) introduce un’imposta di consumo con aliquota al 58,5ul prezzo di vendita dei prodotti al pubblico; b) prevede una tariffazione dei prezzi al pubblico, determinando una rigida e predeterminata regolamentazione dei prezzi di vendita; c) impone una serie di obblighi ed adempimenti procedimentali che interferiscono con il regolare ciclo produttivo - distributivo dei prodotti. ”.

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell'Economia e delle Finanze e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli;
Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;
Visto l'art. 55 cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 19 febbraio 2014 il consigliere Elena Stanizzi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto che, contrariamente a quanto eccepito dalla resistente Amministrazione, deve ritenersi la giurisdizione del giudice adito;
Considerato che con decreto datato 12 febbraio 2014 del Ministero dell’Economia e delle Finanze sono stati autorizzati alla commercializzazione dei prodotti sostitutivi dei tabacchi lavorati tutti i soggetti che presentino o abbiano già presentato domanda di autorizzazione ai sensi del D.M. 16 novembre 2013;
Considerato che in ragione del quadro provvedimentale di riferimento, come nelle more modificatosi, non sono ravvisabili quei profili di danno grave ed irreparabile che soli giustificano la concessione della richiesta misura cautelare, connessi alla possibilità di prosecuzione nella commercializzazione dei prodotti;
Considerato che neanche con riferimento al profilo inerente l’applicazione del regime impositivo sono ravvisabili gli estremi per la concessione della richiesta misura cautelare, trovando esso la propria fonte nella contestata norma primaria e venendo al riguardo in rilievo un danno di natura meramente economica, come tale pienamente ristorabile e riferito ad un lasso di tempo comunque limitato, ritenendo il Collegio che le esigenze rappresentate da parte ricorrente possono essere adeguatamente tutelate attraverso la sollecita fissazione dell’esame nel merito della causa, nella cui sede potranno trovare definitiva soluzione tutte le questioni sollevate da parte ricorrente, anche con riguardo alla normativa primaria di riferimento;
Considerato, ulteriormente, che l’eventuale sospensione in sede cautelare degli atti applicativi non potrebbe comunque arrecare alcun vantaggio a parte ricorrente, in quanto inidonea ad incidere sull’applicazione del regime impositivo;
Rilevato che ai predetti fini occorre fissare l’udienza di discussione della causa per il 2 aprile 2014;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
Roma - Sezione Seconda
RIGETTA la proposta istanza cautelare;
FISSA l’udienza di discussione della causa per il 2 aprile 2014;
COMPENSA tra le parti le spese della presente fase cautelare.
La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 19 febbraio 2014 con l'intervento dei magistrati:
Luigi Tosti, Presidente
Salvatore Mezzacapo, Consigliere
Elena Stanizzi, Consigliere, Estensore


L'ESTENSORE IL PRESIDENTE





DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 20/02/2014
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)





Secondo ricorso:

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Roma/Sezione%202/2014/201401165/Provvedimenti/201400803_05.XML


N. 00803/2014 REG.PROV.CAU.

N. 01165/2014 REG.RIC.



REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente
ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 1165 del 2014, proposto da:

SOC BELLINI S.R.L., SOC FUMADOR S.R.L., SOC NEW SMOKE NETWORK S.R.L., SOC FLAVOURLAND S.R.L., SOC VAPORART S.R.L., SOC BIOFUMO S.R.L., SOC 7 HEAVEN S.A.S. DI FOLLIS DARKO & C., SOC ITALECO S.R.L., SOC VIVILAVI' S.R.L., SOC DATASTORE S.R.L., SOC FLATECH S.R.L., SOC BANDZ S.R.L., SOC DEA FLAVOR S.R.L., in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dagli Avv. Paolo Grassi e Massimiliano Nicodemo, con domicilio eletto presso Paolo Grassi in Roma, via G. Avezzana, 8;

contro
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE, PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, AGENZIA DELLE DOGANE E DEI MONOPOLI, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;
per l'annullamento
previa sospensione dell'efficacia,
- del D.M. del 16/11/2013 recante la disciplina della commercializzazione dei prodotti contenenti nicotina o altre sostanze, idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati, nonchè i dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio che ne consentono il consumo;
- di tutti gli atti presupposti, connessi e/o consequenziale.

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell'Economia e delle Finanze, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli;
Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;
Visto l'art. 55 cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 19 febbraio 2014 il consigliere Elena Stanizzi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto che, contrariamente a quanto eccepito dalla resistente Amministrazione, deve ritenersi la giurisdizione del giudice adito;
Considerato che con decreto datato 12 febbraio 2014 del Ministero dell’Economia e delle Finanze sono stati autorizzati alla commercializzazione dei prodotti sostitutivi dei tabacchi lavorati tutti i soggetti che presentino o abbiano già presentato domanda di autorizzazione ai sensi del D.M. 16 novembre 2013;
Considerato che in ragione del quadro provvedimentale di riferimento, come nelle more modificatosi, non sono ravvisabili quei profili di danno grave ed irreparabile che soli giustificano la concessione della richiesta misura cautelare, connessi alla possibilità di prosecuzione nella commercializzazione dei prodotti;
Considerato che neanche con riferimento al profilo inerente l’applicazione del regime impositivo sono ravvisabili gli estremi per la concessione della richiesta misura cautelare, trovando esso la propria fonte nella contestata norma primaria e venendo al riguardo in rilievo un danno di natura meramente economica, come tale pienamente ristorabile e riferito ad un lasso di tempo comunque limitato, ritenendo il Collegio che le esigenze rappresentate da parte ricorrente possono essere adeguatamente tutelate attraverso la sollecita fissazione dell’esame nel merito della causa, nella cui sede potranno trovare definitiva soluzione tutte le questioni sollevate da parte ricorrente, anche con riguardo alla normativa primaria di riferimento;
Considerato, ulteriormente, che l’eventuale sospensione in sede cautelare degli atti applicativi non potrebbe comunque arrecare alcun vantaggio a parte ricorrente, in quanto inidonea ad incidere sull’applicazione del regime impositivo;
Rilevato che ai predetti fini occorre fissare l’udienza di discussione della causa per il 2 aprile 2014;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
Roma - Sezione Seconda
RIGETTA la proposta istanza cautelare;
FISSA l’udienza di discussione della causa per il 2 aprile 2014.
COMPENSA tra le parti le spese della presente fase cautelare.
La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 19 febbraio 2014 con l'intervento dei magistrati:
Luigi Tosti, Presidente
Salvatore Mezzacapo, Consigliere
Elena Stanizzi, Consigliere, Estensore


L'ESTENSORE IL PRESIDENTE





DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 20/02/2014
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)
 
aggiornamento al 3/04/2014

Piccola premessa per capire “a che punto ci troviamo”: cos’è il Tar e perché è intervenuto?


Da un semplice copia, taglia e incolla dalla rete riporto le informazioni di base su questo Organo Istituzionale:

I Tribunali Amministrativi Regionali (TAR) sono organi di giurisdizione amministrativa, competenti a giudicare sui ricorsi proposti contro atti amministrativi da privati che si ritengono lesi (in maniera non conforme all'ordinamento giuridico) in un proprio interesse legittimo.

Si tratta di giudici amministrativi di primo grado, le cui sentenze sono appellabili dinanzi al Consiglio di Stato.

La sfera di competenza di ciascun TAR comprende i ricorsi volti contro atti di enti o di organi la cui sfera di azione si svolga esclusivamente nell'ambito regionale

Il TAR del Lazio è inoltre competente per le controversie relative ad atti provenienti da una amministrazione statale avente competenza ultra regionale (eccezion fatta per gli atti dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, per i quali la competenza spetta invece al TAR della Lombardia).

Con la propria decisione il TAR, ove ritenga fondato il ricorso, annulla e/o sospende il provvedimento impugnato, e l'autorità amministrativa dovrà uniformarsi ai criteri in essa fissati;
Le sentenze del TAR sono immediatamente esecutive e acquistano valore di cosa giudicata: il caso concreto deciso non può essere dedotto in altro giudizio, ove, entro sessanta giorni dalla notificazione della decisione, non sia stato proposto appello.


Veniamo alla nostra Ordinanza:

In questo caso il TAR del Lazio, avendo rilevato possibili motivi di illegittimità costituzionale e non avendo nella realtà dei fatti gli strumenti per intervenire ad un tale livello legislativo, ha disposto la remissione di una serie di questioni alla Corte Costituzionale, ed è intervenuta con l'istituto Cautelare della Sospensiva i cui presupposti devono essere

- le gravi ragioni
- il danno grave ed irreparabile

Questo è quanto chiedevano i ricorrenti:

[…] “l'annullamento previa sospensione dell'efficacia,
- del D.M. 16.11.2013 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana in data 7.12.2013 e delle “Risposte ai quesiti più frequenti” (c.d. FAQ) adottate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e rese note mediante pubblicazione sul sito ufficiale dell'Agenzia delle Dogane in data 03.01.2014;
- di ogni altro atto preparatorio, presupposto, connesso e consequenziale” […]

Questo è quanto rilevato dal TAR:
[…]
Considerato
che l’art. 62 –quater del d.lgs. n. 504/95 sottopone ad una nuova, gravosa imposizione indiretta, nonché al connesso regime autorizzativo, “ i prodotti succedanei dei prodotti da fumo”;
Rilevato che detta normativa:
- non delinea in maniera sufficientemente determinata la base imponibile, né comunque stabilisce specifici e vincolanti criteri direttivi idonei ad indirizzare la discrezionalità amministrativa nella fase di attuazione della normativa primaria;
- consente, conseguentemente, l’applicazione di un’aliquota unica e indifferenziata in relazione ad una serie eterogenea di sostanze e di beni aventi uso promiscuo;

Ritenuto, pertanto, che detta normativa, presenti profili di irragionevolezza tali da giustificare la sottoposizione della relativa questione alla Corte Costituzionale;

Rilevata, infine, l’irreparabilità del pregiudizio allegato dalle società ricorrenti, in quanto - per la rilevante ed immediata incidenza degli adempimenti di ordine amministrativo e fiscale oggetto di impugnativa su tutta la filiera delle c.d. “e- cig” - non si può escludere che, nel tempo necessario alla definizione della questione di costituzionalità, esse possano subire un tracollo economico, con conseguente espulsione dal mercato;

Questo quanto deciso:

[…]
P.Q.M. (Per Questi Motivi)

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, sede di Roma, sez. II^, così provvede:
1) accoglie l’istanza cautelare fino alla decisione da parte della Corte Costituzionale della questione di legittimità costituzionale (che viene rimessa con separata ordinanza), e rinvia il seguito del suo esame alla Camera di Consiglio che verrà fissata dopo la comunicazione di tale decisione;
2) per l’effetto dispone la sospensione dell’efficacia degli atti impugnati con il ricorso principale e con i motivi aggiunti.[…]

In pratica il TAR dice di accogliere la richiesta di sospensiva (l’istanza cautelare) avendo rilevato i presupposti di legge (le gravi ragioni
il danno grave ed irreparabile) , mentre per l’annullamento,a causa delle questione che lo determinerebbero, si dichiara di fatto incompetente e rimette la questione alla Corte Costituzionale.

Il TAR ha individuato "chiaramente" i profili di probabile incostituzionalità, indicandoli in un eccessivo peso dell'imposizione introdotta dalla norma (definedola "nuova", nel senso che si aggiunge ad altre, e "gravosa" nel senso di gravosa), e nell'assurdità di assoggettare tutto, compresi accessori, batterie , ecc alla medesima; oltre a dover ottemperare complesse operazioni di registrazione delle merci in un mercato per sua natura in continua evoluzione (un giudice intelligente queste valutazioni discrezionali può e deve farle)

Immediatamente dopo, lo stesso TAR, ha sentenziato che in conseguenza di quanto detto sono presenti profili di irragionevolezza....[...]

Da notare anche una ulteriore interessante osservazione riportata tra le righe:
dove dice "[...] l’applicazione di un’aliquota unica e indifferenziata in relazione ad una serie eterogenea di sostanze e di beni aventi uso promiscuo", l'ordinanza pone in contrasto tali definizioni con quella di “prodotti succedanei dei prodotti da fumo” rientrante nei limiti della norma

Ora vedremo se seguiranno ricorsi o se, più probabilmente visto l’orientamento del TAR, la Corte C. verrà “sollecitata” quanto prima a prendere una decisione……
 
Ultima modifica:
In linea teorica, anche se il dubbio di costituzionalità' sollevato dal TAR lo rende improbabile, e' sempre possibile una impugnativa dell'ordinanza dinanzi al CdS, il quale, potrebbe riformarla ed annullare la sospensiva concessa.
In ogni caso, i tempi si allungano (il che e' un bene, visto che l'ordinanza e' immediatamente esecutiva e quindi niente tassazione fino ad un'eventuale quanto improbabile sua favorevole impugnazione); senza contate,poi, che l'orientamento manifestato dal TAR lascia ben sperare anche sul prosieguo della questione.
Quindi....giù a comprare tranquilli, che, per ora, il nostro "sacrosanto" diritto all'acquisto compulsivo e' ancora tutelato��


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Ultima modifica:
Riporto le parti rilevanti dell’ordinanza del TAR del 29/4/2014 relativa all'udienza collegiale sul merito fissata dallo stesso TAR il 2 aprile scorso

dopo una lettura abbastanza veloce e qualche nota, spero utile, per renderla più comprensibile a che non è abituato ai testi normativi

Intanto una premessa : la prima udienza di aprile era la “cautelare”, che rispondeva a motivi di urgenza proposti dai ricorrenti ed accolti, questa era l’udienza Collegiale con la discussione nel merito fissata nella prima occasione.

Venendo all’Ordinanza, in primis il Collegio del Tar evidenzia motivando come, a suo avviso, quanto riportato dai ricorrenti (Flavourart s.r.l., Smooke s.r.l., ecc…) in merito al contrasto dell’imposizione fiscale con “altre norme dei Trattati ovvero con principi di carattere generale” di fonte Comunitaria sia infondato
Il Collegio precisa che le norme comunitarie consentono agli Stati membri di introdurre altre forme di imposizione indiretta sui prodotti per i quali già sussiste un’accisa armonizzata nonché di introdurre accise non armonizzate.

Per quanto riguarda la specifica l’imposta di consumo oggetto del ricorso, il Collegio afferma che “Non è necessario che l’imposizione abbia una finalità specifica, né che essa rispetti le regole di imposizione applicabili ai fini dell’Iva o delle accise armonizzate per la determinazione della base imponibile, il calcolo, l’esigibilità ed il controllo dell’imposta.”

[…] reputa il Collegio che l’art. 62 –quater del TUA, non debba essere disapplicato in quanto incompatibile con i parametri comunitari evocati e che, comunque, non sia necessario rimettere alla Corte di Giustizia la questione pregiudiziale posta dalle ricorrenti.[…]

Dopo queste precisazioni il TAR rileva e motiva perchè decide di rimettere parte della normativa alla Corte Costituzionale, ma anche perché respinge alcune delle istanze proposte;
In particolare affonda la lama nella circostanza che il legislatore ha agito per compensare il minor gettito proveniente dai tabacchi lavorati e comunque per far cassa, arrivando a sbugiardare la difesa dell’erario:

“[…] Al riguardo, va detto però che non convince nemmeno la posizione della difesa erariale secondo cui la principale ragione dell’intervento legislativo in esame risiederebbe nella tutela della salute dei consumatori e nel principio di precauzione. Negli atti governativi e parlamentari (in particolare, nella relazione illustrativa al d.d.l. di conversione del decreto legge), si rinviene infatti soltanto il riferimento alla necessità di salvaguardare le erariali derivanti dal consumo dei tabacchi lavorati.[…]

In sostanza poi il TAR rileva che nella norma doveva essere prevista una chiara ed inequivocabile distinzione tra ciò che poteva essere sottoposto ad imposta e ciò che, pur facendo parte del mondo dello svapo, non poteva ricaderci (questo vedremo come in sostanza sarà l’unico motivo di rinvio alla CC)
In particolare il Collegio ha sottolineato come, mentre il legislatore ha precisato che potevano essere assoggettati ad imposta i soli prodotti “succedanei” dei prodotti da fumo, in realtà poi il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha ampliato, illecitamente e a piacimento la definizione

dice infatti: […] appare tuttavia rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale della medesima disposizione, questione che il Collegio intende sollevare, d’ufficio, nei termini di seguito indicati.

[...] è il legislatore ad avere direttamente individuato il presupposto di imposta e la base imponibile (quest’ultima rappresentata dai prodotti “succedanei” dei prodotti da fumo, secondo la definizione recata dal comma 1), mentre alla fonte secondaria è stato rimesso soltanto di disciplinare il “contenuto e le modalità di presentazione dell'istanza ai fini dell'autorizzazione di cui al comma 2, le procedure per la variazione dei prezzi di vendita al pubblico dei prodotti di cui al comma 1, nonché le modalità di prestazione della cauzione di cui al comma 3, di tenuta dei registri e documenti contabili, di liquidazione e versamento dell'imposta di consumo, anche in caso di vendita a distanza, di comunicazione degli esercizi che effettuano la vendita al pubblico, in conformità, per quanto applicabili, a quelle vigenti per i tabacchi lavorati”

Non era quindi nel potere del Ministro dell’Economia e delle Finanze né di specificare quali prodotti debbano ritenersi “succedanei” dei prodotti da fumo, né di stabilire una data diversa dal 1° gennaio 2014, per l’entrata in vigore del nuovo regime autorizzatorio ed impositivo. […]
[…] in assenza di un contenuto prescrittivo sufficientemente determinato, e quindi di una valida base legislativa, l’amministrazione è stata lasciata sostanzialmente libera di includere (o meno) nella base imponibile qualsivoglia bene, che, secondo il suo insindacabile apprezzamento, venga ritenuto idoneo a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati. […]


Si esprime poi in merito alla questione dell’entrata in vigore del regime autorizzativo rilevando che

[…] sebbene l’art. 62 –quater non stabilisca espressamente la data a partire dalla quale la commercializzazione dei “succedanei” dei prodotti da fumo richiede il possesso dell’autorizzazione, essa non può che coincidere con l’entrata in vigore del regime impositivo in quanto l’unico fine dell’autorizzazione, così come strutturata, appare quello strumentale alla vigilanza fiscale. […]



Poi il TAR torna sulla questione di legittimità dell’Imposta, questa volta sotto il profilo Costituzionale dando anche qui ragione al legislatore.

[…] il Collegio reputa non condivisibile, in primo luogo, la prospettazione delle ricorrenti secondo cui l’equiparazione del trattamento fiscale delle sigarette elettroniche a quello dei tabacchi lavorati, determini una violazione del principio di uguaglianza per il fatto che essi costituirebbero beni oggettivamente non assimilabili tra loro.

Come già chiarito, da un punto di vista giuridico – formale, le imposte speciali sui consumi possono colpire qualunque bene che non sia già sottoposto ad accisa, e ciò anche al solo fine di incrementare le entrate del bilancio dello Stato.

Inoltre, allo stato, non vi è ancora una definitiva certezza scientifica circa il fatto che la sigaretta elettronica non presenti alcun rischio per la salute dell’uomo, ovvero che costituisca un presidio utile alla disassuefazione dal tabagismo. […]




quest’ultima precisazione probabilmente perché la finalità delle imposte speciali sui consumi può essere quella di “disincentivare il consumo di beni che generano esternalità negative a danno della collettività”, ovvero soltanto quella di aumentare le entrate pubbliche senza eccessivi costi di accertamento e di riscossione.


Ancora il Collegio respinge le istanze dei ricorrenti sull’entità arbitraria dell’imposta: ma liquida la questione così:

[…] E’ tuttavia evidente che se il legislatore, nell’esercizio della potestà tributaria, fosse vincolato alle regole del mercato, nessun bene potrebbe mai essere assoggettato alle imposte speciali sui consumi. […]

Il TAR vede come detto, quale vero (e in pratica unico) motivo di fondatezza del ricorso quello relativo alla mancanza di distinzione tra prodotti tassabili e non;

[…]il vizio di fondo della normativa, […] consiste, a parere del Collegio, nella violazione dell’art. 3 della Carta fondamentale, per l’intrinseca irrazionalità di una disposizione che non individua in maniera oggettiva, ovvero secondo categorie tecnico - giuridiche, i “prodotti succedanei dei prodotti da fumo” colpiti dall’imposta. […]


[…] assenza di un contenuto prescrittivo sufficientemente determinato, e quindi di una valida base legislativa, l’amministrazione è stata lasciata sostanzialmente libera di includere (o meno) nella base imponibile qualsivoglia bene, che, secondo il suo insindacabile apprezzamento, venga ritenuto idoneo a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati.

Ne consegue la violazione non solo dei già richiamati principi di eguaglianza e ragionevolezza in materia tributaria, ma anche della riserva relativa di legge in materia di prestazioni imposte e di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione (cfr., sul punto, Corte Cost., sentenza n.350 del 26.10.2007 nonché n. 115/2011).

E’ quasi inutile aggiungere che l’indeterminatezza del precetto normativo lede anche il diritto di libera iniziativa economica in quanto gli operatori del settore si trovano nell’impossibilità di pianificare correttamente i propri investimenti e di adeguare le strutture aziendali alla nuova imposizione.[…]

Quindi l’Ordinanza si fonda principalmente sul concetto di “ norma indeterminata” (http://www.altalex.com/index.php?idnot=18246)
 
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