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Allergia

mordr3d

Esperto di Medicina
Scrivo questo post, con la speranza di chiarire, almeno a grandi linee, i meccanismi (complessi) che portano allo sviluppo di una reazione allergica.
questo con lo scopo di chiarire le dinamiche specifiche e le funzioni coinvolte nei giusti tempi.

una reazione allergica, è una reazione che l'organismo mette in atto nei confronti di qualcosa che non è per lui pericoloso.
l'anomalia risiede proprio in questo aspetto e definisce la natura patologica del comportamento intrapreso dal sistema immunitario.
la sostanza o bersaglio della risposta immunitaria, prende il nome di antigene (accento sulla i) .
nei confronti di questo bersaglio, l'organiso sviluppa una risposta anticorpale (produce cioè anticorpi).
questo succede sempre (o quasi ) nei confronti di un antigene nemico (batteri, virus, funghi, tumori) e purtroppo succede raramente anche nei confronti di antigeni non nemici, provocando da un lato le allergie (antigeni estranei ma innoqui) e le patologie autoimmuni (antigeni self, quindi l'organismo attacca se stesso)

esistono numerose regole cmq che il sistema immunitario deve rispettare, e ritengo importante sottolinearne un paio, a mio parere cardinali.

1: qualunque antigene, l'organismo incontri, sevono almeno 2 settimane perchè si sviluppi una risposta immunitaria (allergica o meno)


2: nessuno può sviluppare una reazione allergica nei confronti di un antigene che non ha mai incontrato prima (quindi la prima volta si va tranquilli)

3: poichè un antigene possa produrre una risposta immunitaria, deve possedere l'antigenicità (che è la capacità di legarsi in modo specifico agli anticorpi) e l'immunogenicità (che è la capacità di indurre e stimolare una risposta immunitaria). le molecole molto piccole, mancano dell'immunogenicità e non sono in grdo da sole di indurre una risposta immunitaria. questi piccoli antigeni prendono il nome di Apteni. un aptene ha bisogno di legarsi a qualcosa di più grosso per diventare immunogeno (questo complesso si chiama aptene-carrier)

la glicerina, è un componente di tutte le membrane cellulari (dai batteri all'uomo) e per le sue dimensioni, potrebbe essere un aptene ma non un antigene. tuttavia essendo così abbondante nel corpo, difficilmente l'organismo la riterrà estranea e svilupperà una risposta.
il glicole propilenico, pur essendo una molecola estranea, è comunque molto picola e quindi anch'esso un aptene, non in grado di indurre da solo una risposta immunitaria.

tutti i fenomeni, che non coinvolgono il sistema immunitario, rientrano nella categoria delle intolleranze e sono mediate in modo totalmente diverso e vario.
 
grande come sempre,doc!!
mi dispiace non poterti dare reputazione,ma consideralo fatto!
[OT]
ma siamo sicuri che questo sistema di reputazione sia attendibile?
nel senso: se paradossalmente non riterrò + opportuno elargire reputazione ad altri,non potrò mai + dare reputazione a Mordr3d?
[/OT]
 
Complimenti a mordr3d per la sua chiarezza su argomenti così importanti.
Mi permetto di aggiungere che un'altra caratteristica delle allergie consiste nel non essere direttamente dipendenti dal quantitativo di antigene/allergene con cui il corpo viene a contatto, mentre le intolleranze hanno una sintomatologia la cui intensità è direttamente collegata al quantitativo di sostanza che il corpo è incapace di metabolizzare o assimilare, in genere per carenze enzimatiche congenite o acquisite, in casi più rari.
Quindi in una reazione allergica ad un antigene sufficientemente grande(che non sia un aptene), la risposta immunitaria è comunque in genere esagerata anche in presenza di piccolissime quantità di allergene e può degenerare in una reazione anafilattica, cioè che anziché difendersi da un problema(profilassi ovvero difesa), lo aggrava(anafilassi ovvero anti-difesa).
Le intolleranze invece sono caratterizzate dal non coinvolgere il sistema immunitario, ma scaturiscono in genere da carenze enzimatiche congenite o anche patologie che le causano e la sintomatologia è delle più variegate possibili, ma in genere meno grave delle reazioni allergiche che spesso possono degenerare in veri e propri shock anafilattici che in mancanza di rapido intervento con cortisone o adrenalina, possono rapidamente portare alla morte per calo pressorio ed arresto cardiocircolatorio.
I meccanismi che regolano l'intensità della sensibilizzazione ad un allergene da parte di un individuo dopo la prima volta che ne è entrato a contatto, dovrebbero essere in parte non ancora chiariti da parte della scienza.
Il fatto che in alcuni casi si può assistere ad una sensibilizzazione parziale nei confronti di un antigene ed in altri ad una sensibilizzazione fortissima che può portare alla morte, credo sia ancora da spiegare.
Ma di questo potrà trattare mordr3d certamente meglio di me che non sono un medico, ma solo un consulente informatico.
 
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