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Acroleina

M

marfhi

Guest
L'acroleina (anche 2-propenale o 2-propen-1-aleo o acrilaldeide) è una sostanza tossica per il fegato e irritante per la mucosa gastrica. Viene prodotta dalla disidratazione del glicerolo, reazione che si presenta durante la frittura oltre il punto di fumo dell'olio utilizzato.
Se sottoponiamo un olio a un deciso innalzamento termico, per effetto della temperatura l'olio è prima idrolizzato in glicerolo e acidi grassi. La degradazione dell'olio avviene poi per trasformazione del glicerolo (con perdita di acqua) in acroleina (aldeide acrilica); tale fenomeno è visibile perché l'acroleina appare sotto forma di fumo che abbandona l'olio. La formazione di acroleina è tanto maggiore quanto più l'olio è ricco di acidi insaturi (più sensibili al calore) e determina il punto di fumo dell'olio in questione. L'acroleina è irritante per la mucosa gastrica e nociva per il fegato: la somministrazione di oli mantenuti al punto di fumo per due ore provoca un danno epatico facilmente riscontrabile.
Si noti come il processo di formazione dell'acroleina sia a due stadi; qualunque fattore inibisca all'aumentare della temperatura la scissione dei trigliceridi in glicerolo e acidi grassi ritarda il secondo stadio con formazione di acroleina.
Un esempio: la chiarificazione del burro - Ciò che complica il discorso è che il punto di fumo può variare per piccoli dettagli. Per esempio il burro italiano che ha una notevole quantità d'acqua (è infatti meno calorico degli oli) ha un basso punto di fumo (130 °C) perché l'acqua facilita l'idrolisi degli acidi grassi che diventano così liberi. Il burro francese (che invece non contiene acqua) ha un punto di fumo molto più alto e quindi può essere usato per friggere. Nel caso si usi burro italiano si può chiarificare, eliminando l'acqua e innalzando il suo punto di fumo (che arriva fino a 200 °C e quindi può essere usato per friggere). Per chiarificarlo basta metterlo in un pentolino e farlo sciogliere a bagnomaria per circa 15 minuti, senza farlo bollire. Si formano degli agglomerati di materia bianca (in gran parte caseina) che vanno eliminati filtrando il tutto con un colino a trama fitta. Il burro raffreddato si conserva poi in frigorifero.
Da cosa dipende il punto di fumo – In base a quanto detto, è molto importante conoscere il punto di fumo dell'olio che si va ad usare. È un grave errore scegliere un olio a caso in base a sole considerazioni organolettiche. Purtroppo le informazioni che circolano sono spesso inquinate da interessi commerciali o da errori grossolani (come quelle che parlano di punto di fumo dell'olio di oliva di oltre 300 °C, forse per una banale confusione fra gradi Celsius e gradi Fahrenheit; la formula di conversione è GC=5/9*(GF-32), per esempio 113 °F corrispondono a 45 °C).
Il punto di fumo dipende dal contenuto di acidi grassi liberi. Per esempio con un contenuto dello 0,04% il punto di fumo è di 220 °C, mentre con un contenuto dell'1% è di 160 °C. Poiché la raffinazione (come si vede, anche ciò che è negativo ha dei punti a suo favore!) elimina una buona parte degli acidi grassi liberi,

gli oli non raffinati hanno punti di fumo decisamente più bassi.
Come cambia – Alcuni fattori possono cambiare nettamente il punto di fumo (PF).

La miscela di oli diversi
La presenza di batteri
La presenza di sale
La durata del riscaldamento (il PF si abbassa)
Il numero di volte che l'olio è usato (il PF si abbassa)
La conservazione dell'olio (ossigeno, luce, temperatura ecc.)
Dimensione e forma del recipiente di cottura (il PF si abbassa se la padella di frittura è ampia)
La presenza di acqua (come nel burro italiano; il PF si abbassa)
La presenza di mono e digliceridi (il PF si abbassa)
La presenza di acidi grassi liberi (il PF si abbassa)

Nelle tabelle che seguono sono elencati i punti di fumo degli oli più comuni.

Punto di fumo dei grassi/oli raffinati più comuni
Arachide 230
Avocado 270
Canapa 165
Canola 200-235
Cartamo 265
Cocco 175
Colza 225
Cotone 215
Girasole 225-245
Mais 230
Mandorla 220
Margarina 150
Nocciola 220
Noce 200
Oliva 190-240
Palma 240
Riso 230-255
Sesamo 215-230
Soia 230-240
Vinacciolo 245
Punto di fumo dei grassi/oli non raffinati più comuni
Arachide 160
Burro non chiarificato 110-130
Burro chiarificato 180
Canola 110
Girasole 110
Lino 110
Mais 160
Noce 160
Oliva extravergine 160-210
Sesamo 175
Soia 160
Strutto 180-210
 
L’acroleina è una sostanza chimica presente in generale nei processi di combustione, nei prodotti di combustione delle sigarette, e in casa l’acroleina si può creare durante il processo di frittura.
Bisogna prestare attenzione nella scelta dell’olio: sarebbe opportuno usare oli extravergini di oliva, perché hanno un punto di fumo più elevato (210-260 °C) di altri oli come quelli di semi (110-160 °C).
La scelta di quest’ultimi è solamente conveniente dal punto di vista economico e non salutistico. Il punto di fumo si verifica quando l’olio incomincia a idrolizzarsi diventando tossico e formando una sostanza chiamata acroleina, che è fortemente tossica, come constatato da numerose ricerche.
Quindi il punto di fumo risulta essere un parametro importante e cioè quella temperatura alla quale si sviluppano sostanze nocive; il punto di fumo in realtà varia a seconda di molte condizioni, alcune indipendenti dall’olio stesso (per esempio l’uso di una padella più ampia abbassa il punto di fumo) e, per quanto importante, non è il solo fattore che descriva la degradazione dell’olio. Il punto di fumo dipende dal contenuto di acidi grassi liberi. Per esempio con un contenuto dello 0,04% il punto di fumo è di 220 °C, mentre con un contenuto dell’1% è di 160 °C. Poiché la raffinazione (come si vede, anche ciò che è negativo ha dei punti a suo favore!) elimina una buona parte degli acidi grassi liberi, gli oli non raffinati hanno punti di fumo decisamente più bassi. Secondo gli studiosi, la molecola non ha solo un odore acre e pungente, ma può causare irritazione delle mucose, dermatiti ed è da tempo sospettata di provocare danni irreversibili all’apparato respiratorio umano oltre all’aumento dell’incidenza di tumori negli animali.
La Commissione Consultiva Tossicologica Nazionale del Centro Studi del Ministero della Salute Italiano (Cctn) ha classificato l’acroleina «3B da considerare con attenzione per i possibili effetti cancerogeni per l’uomo».
I filtri come quelli ai carboni attivi, attualmente in uso nelle cucine domestiche o nei ristoranti, assorbono queste sostanze in modo reversibile: cioé esiste un potenziale rischio di rilascio delle molecole nocive. Dal punto di vista della prevenzione è dunque particolarmente importante non riutilizzare l’olio, né rabboccarlo, in quanto si deteriora più rapidamente, e si raccomanda per la frittura l’uso di olio di arachide e olio extra vergine di oliva.

Grave errore è poi cuocere la carne alla brace: questo tipo di cottura libera infatti sostanze cancerogene, come è anche errato l'abuso di fritture: l'alta temperatura libera infatti acroleina sostanza altamente cancerogena.
Le emissioni del biodiesel, spiega il professore, non sono nel complesso assai migliori di quelle del gasolio debitamente raffinato. Accanto a buone qualità, quali l’assenza di zolfo e l’alto potere lubrificante, il biodiesel ne ha di sgradevoli : minore contenuto di energia e gas di scarico inquinati da formaldeide e acroleina."
accanto a buone qualità, quali l’assenza di zolfo e l’alto potere lubrificante, il biodiesel ne ha di sgradevoli: minor contenuto d’energia (occorre dunque più carburante per far la stessa strada), e gas di scarico inquinati da formaldeide e acroleina. A sostanze di questo tipo, notoriamente nocive, è collegato l’odore di patatine fritte, presentato dai giornali (anche a proposito del motoscafo della Coldiretti) come effetto curioso e simpatico."
Allora mi sa che non è chiara la questione:questo è terrorismo psicologico... perchè?
Mai capitato di passare un periodo in casa, magari ammalati, un lungo periodo, Possibilmente in una zona non molto inquinata?
Ecco, se capita, prima di andare/tornare in città, cercate un mezzo, anche euro4, Diesel, e annusate un pò il gas di scarico...
Se è un pezzo che l'odoraccio della nafta bruciata non la si sente, non c'è + l'abitudine, e ci si rende conto di DOVE e COME viviamo e respiriamo.
In città oramai non ci si accorge dell'odoraccio che abbiamo sotto al naso, perchè è sempre lì.

Questo per far notare che dallo scarico dei diesel alimantati con gasolio esce un odore particolare, che ormai abbiamo catalogato cone "aria di città".
Se l'odore è di patatine fritte spicca perchè strano, non perchè l'aria senza quell'odore era pura.

Poi cerco: Acroleina...il nome non è dei + simpatici...
Altamente infiammabile;
Miscele vapore/aria sono esplosive. Rischio di incendio ed esplosione quando miscelata con alcali, acidi o forti ossidanti;
Temperatura di auto-accensione: 234°C;

Allora, avrò la 3a media ma cretino non sono...
Il gas di scarico di un motore diesel contiene SEMPRE OSSIGENO, TANTO ossigeno.
Se no il motore dal tubo di scarico FUMA...
Il gas di scarico ha una temperatura sempre superiore ai 250°...e se così non fosse, comunque c'è il kat, che viaggia intorno ai 7-8-900...
Diciamo anche 500, che tanto è il doppio della temperatura di autoaccensione dell'acroleina.
Che è esplosiva, quindi fino a prova contraria dovrebbe essere abbastanza"reattiva" quando miscelata con ossigeno in presenza di una fonte di accensione/temperature maggiori di quella di autoaccensione...sbaglio?
Anche perchè "Rischio di incendio ed esplosione quando miscelata con alcali, acidi o forti ossidanti" a casa mia vuol dire che se prendi acroleina e la metti vicino a qualcosa di ossidante, esplode/si incendia.

Allora, in un tubo di scarico di un Diesel abbiamo, nell'ordine ossigeno(meno che nell'aria ambientale, ma c'è), acroleina e CALORE.
Dovrebbe bruciare, ergo decomporsi.

Ma sfugge un'altra cosa...
Il gas di scarico viene dal motore...e DENTRO al motore le condizioni sono ancora diverse.
fa + caldo, c'è + ossigeno(almeno all'inizio della combustione), molta, ma molta + pressione (= reazioni chimiche + veloci)...come faccia l'acroleina eventualmente prodotta dirante la combustione ad uscirne indenne, per me, è un mistero.

Uno studio di laboratorio ha esaminato l’associazione tra il fumo di sigaretta, il danno causato dai radicali liberi e la degenerazione maculare senile (una grave malattia della retina che porta alla cecità) e l’effetto dell’acroleina, un tossico presente nel fumo di sigaretta, capace di danneggiare gravemente le cellule epiteliali pigmentose della retina e l’eventuale effetto protettivo dell’acido alfa lipoico ottenuto dal pomodoro. Si è visto che l’acroleina a dosi medie o ancor più elevate (intossicazione acuta) causava danni cellulari gravi e alterazioni della capacità delle cellule di difendersi dai radicali liberi. A dosi minori ma protratte per 30 giorni (intossicazione cronica) l’acroleina causava danni simili anche se più sfumati. Il pretrattamento delle cellule con l’acido alfa lipoico riduceva notevolmente i danni provocati dall’acroleina sia in acuto sia in cronico.
 
da Wikipedia: "Il punto di fumo è una caratteristica del grasso, che varia con la miscela di acidi grassi contenuti, della percentuale in acqua, e di altri fattori: pertanto può essere stimato solo come media per tipologia di grasso. Inoltre va dato scarso credito a quanto si legge in proposito su giornali e riviste, o su internet, in quanto esistono versioni molto contrastanti sui vari olii, dettate più che altro dal marketing di un certo tipo di grasso piuttosto che di un altro. Tanto per fare un esempio: su Albanesi.it, un sito di nutrizione, lo strutto ha un punto di fumo tra 180 e 210° C, e l'olio di arachide 230° C, per cui conviene usare questo, mentre secondo il sito di e-learning dell'Università di Napoli l'olio di arachide ha 180 °C, il burro 260 °C e lo strutto più di 260 °C. Una circolare del Ministero della Sanità, la n° 1 dell'11 gennaio 1991, dice invece che gli olii adatti alla frittura sono l'olio extravergine di oliva e l'olio di semi di arachide."
Solo per dire che, quando si generalizza o si schematizza, quasi sempre si rischia di non considerare molte variabili che potrebbero contraddire quel che lo schema sembra indicare.
Per l'olio di oliva, ad esempio, la raffinazione che elimina acqua ed altre micro impurità cambia radicalmente il punto di fumo, tanto che può passare da 160 a 210 gradi.
Secondo me cosa migliore è usare olio d'oliva non extravergine, ovverosia raffinato, per friggere le cose che possono reggere il sapore che quel tipo d'olio gli lascia inevitabilmente addosso; ed olio d'arachide, organoletticamente più neutro, per tutte le altre.
Discorso a parte per lo strutto, che avendo un punto di fumo molto elevato (sempre se correttamente raffinato, cosa piuttosto semplice da fare anche producendolo in casa) è sempre un gran bel sistema per friggere se solo si ha l'accortezza di farlo scaldare fin quasi al suo massimo prima di metterci dentro la frittura. Questo accorgimento, valido comunque per tutti i sistemi, limita al massimo l'assorbimento del grasso da parte del fritto, riducendo quindi sia l'apporto calorico del piatto che la cessione di sapore da parte del "fluido friggente".

L’aglio, la mostarda e il peperoncino rosso piccante o pepe di Caienna, contengono composti chimici in grado di stimolare i recettori dolorifici (nocicettori) innescando dolore, infiammazione ed ipersensibilità. Tali molecole agiscono sui recettori TRP (da transient receptor potential), una famiglia di canali ionici ripartita in sei sub-famiglie di sensori cellulari con ruoli diversi (si veda Note e Notizie 26-11-05 La canfora è antalgica agendo su due termocanali). Si ritiene che l’identificazione del recettore TRP specifico per ciascuna molecola possa contribuire alla comprensione dei meccanismi che mediano la percezione delle sensazioni dolorose.

I risultati di una ricerca condotta da Bautista e collaboratori presso il Dipartimento di Farmacologia Cellulare e Molecolare dell’Università della California a San Francisco, delineano un ruolo di grande rilievo per un recettore-canale TRP già noto per la partecipazione ai processi di trasduzione della stimolazione dolorifica, il TRPA1 (TRPA1 mediates the inflammatory actions of environmental irritants and proalgesic agents. Cell 124, 1269-1282, 2006).

Dagli esperimenti risulta evidente che l’allil-isotiocianato della mostarda e l’allicina dell’aglio si legano al recettore TRPA1, generando le sensazioni dolorose.

Nelle prove effettuate su colture di neuroni trigeminali, mediante live-cell calcium imaging, solo le cellule nervose provenienti da topi con deficit di TRPA1 erano insensibili ad entrambe le molecole. Si è osservato che la delezione del gene che specifica per questo recettore-canale determinava anche cambiamenti comportamentali nei topi. Infatti, se si applica l’olio di mostarda su una zampa di un topo normale, si assiste quasi invariabilmente al rapido ritrarsi riflesso dell’animale, che tende a sottrarsi ad ulteriori esperienze dolorose e a leccare rapidamente la zampa secondo un altro fixed action pattern tipico del contatto con agenti irritanti o con fonti di dolore urente. Queste risposte erano del tutto assenti nei topi privi di TRPA1. Come è noto, l’espressione locale delle risposte tessutali allo stimolo dolorifico è costituita da edema, infiammazione e ipersensibilità al dolore; segni evidenti sulle zampe dei topi del gruppo di controllo trattati con l’olio di mostarda, ma quasi assenti in quelli con deficit di TRPA1.

In precedenti studi era stata dimostrata la partecipazione di TRPA1 al dolore derivante da freddo estremo o da stimoli uditivi straordinariamente intensi. Per verificare se l’intervento del recettore-canale riguardasse la componente termica ed uditiva della sensazione, oppure solo quella dolorifica, i ricercatori di San Francisco hanno sottoposto i topi con deficit genetico a prove di sensibilità per entrambi i canali sensoriali. I topi privi di TRPA1 hanno dato risposte del tutto normali, dalle quali si deduce che la partecipazione di questi recettori è limitata alla componente dolorosa della sensazione.

L’attivazione delle terminazioni nervose sensitive del polmone da parte di agenti irritanti, innesca un’infiammazione neurogena che può aggravare la patologia asmatica. Uno di questi agenti, l’acroleina, noto anche come responsabile dell’azione irritante di alcuni gas lacrimogeni, presenta similitudini strutturali con l’allicina dell’aglio e l’allil-isotiocianato della mostarda, per cui Bautista e i suoi colleghi hanno esplorato la possibilità che anche questo composto avesse lo stesso recettore. La sperimentazione ha dato risposta affermativa, mostrando che solo le cellule esprimenti TRPA1 presentavano un’intensa e rapida risposta all’acroleina. Poiché l’acroleina è anche un prodotto tossico del metabolismo di farmaci chemioterapici antiblastici, si comprende il rilievo che può avere questo dato nel trattamento di pazienti oncologici.

In altre ricerche il TRPA1 è stato implicato nella depolarizzazione dei nocicettori per effetto di agenti proalgesici come la bradichinina, perciò i farmacologi molecolari di San Francisco hanno sottoposto a verifica sperimentale anche questo dato, trovandone conferma nelle basse risposte dei topi con deficit del recettore-canale alla stimolazione con bradichinina.

In conclusione, vogliamo rilevare che non era mai stato dimostrato in precedenza che i composti dell’aglio e della mostarda avessero lo stesso recettore, che questo legasse anche l’acroleina e non partecipasse alla trasduzione di segnali specifici per altre modalità sensoriali. Questi dati, insieme con la conferma dell’intervento del TRPA1 nell’azione della bradichinina, disegnano per questo recettore un profilo funzionale di “mediatore comune” per molti agenti dolorifici, aspetto di grande interesse nella farmacoterapia del dolore.
 
Il glicerolo si trasforma in acroleina a 200°C

http://www.farmaciespaziosalute.ch/pdf/olio d'oliva.pdf

I nostri atom paiono avere come resistenza un flamento di Nichelcromo

Nichrome - Wikipedia, the free encyclopedia

Chi sa leggere la tabellina si wiki in inglese ed estrinseca quanti ampere ci vogliono per portare a 200° i nostri atomizzatori mi dica
dato che sono allergico al PG e che non voglio fumare nemmeno una molecola di acroleina se è il caso di smettere con le ecig

grazie :)
 
l'ACROLEINA DERIVA DALL'IDROLISI DEI TRIGLICERIDI E DA UNA PARZIALE DISIDRATAZIONE DELLA GLICERINA. Essendo una sostanza molto reattiva può considerarsi un agressivo chimico per gli occhi e le vie respiratorie. Infatti venne usato questa sostanza (acroleina) come arma chimica nella prima guerra mondiale.
 
Il glicerolo si trasforma in acroleina a 200°C

http://www.farmaciespaziosalute.ch/pdf/olio d'oliva.pdf

I nostri atom paiono avere come resistenza un flamento di Nichelcromo

Nichrome - Wikipedia, the free encyclopedia

Chi sa leggere la tabellina si wiki in inglese ed estrinseca quanti ampere ci vogliono per portare a 200° i nostri atomizzatori mi dica
dato che sono allergico al PG e che non voglio fumare nemmeno una molecola di acroleina se è il caso di smettere con le ecig

grazie :)

questo per dire che voi l'acroleina la ingurgitate ogni santo giorno in un miliardo di modi
la e-cig sara' uno dei tanti
qualora fosse vero che l'atom raggiunge 200 gradi
 
questo per dire che voi l'acroleina la ingurgitate ogni santo giorno in un miliardo di modi
la e-cig sara' uno dei tanti
qualora fosse vero che l'atom raggiunge 200 gradi

Abto in campagna, lavoro da casa, il fritto me lo fa solo mammà con tutti i crismi essendo che è in perenne dieta e che ha le nozioni praticamente di una nutrizionista vuoi che non sappia fare un fritto, la cipolla mi fa schifo e la mostarda per me è vomitevole.
Ho il vizio del fumo invece
 
Abto in campagna, lavoro da casa, il fritto me lo fa solo mammà con tutti i crismi essendo che è in perenne dieta e che ha le nozioni praticamente di una nutrizionista vuoi che non sappia fare un fritto, la cipolla mi fa schifo e la mostarda per me è vomitevole.
Ho il vizio del fumo invece

i pesticidi?
la carne alla brace?
solo olio d'arachide e olio d'oliva raffinato hanno soglia del fumo alta...........ma non invalicabile.
poi ci sarebbe lo strutto.
smettiamola di dire cavolate,pure io abito in campagna,ma campagna significa migliore che in citta non immune da tutto.
nutrizionista_/dieta ma che c'azzecca, non ha nulla a che fare con cio' che stiamo discutendo,dubito che sappia il soglia di fumo di tutti gli olii e/o grassi..........vabbe'.
se non volete usare le e-cig liberi,
ma non dite castrionerie,ripeto l'acroleina la ingurgitiamo ogni giorno in un miliardo di modi,la e-cig sara'(forse) uno dei tanti.
 
l'ACROLEINA DERIVA DALL'IDROLISI DEI TRIGLICERIDI E DA UNA PARZIALE DISIDRATAZIONE DELLA GLICERINA. Essendo una sostanza molto reattiva può considerarsi un agressivo chimico per gli occhi e le vie respiratorie. Infatti venne usato questa sostanza (acroleina) come arma chimica nella prima guerra mondiale.

Interessante questo passaggio, da quando fumo l' e-cig ho spesso dei problemi con le lenti a contatto ( occhi arrossati e che bruciano specie verso pomeriggio/sera tanto da doverle toglierle e mettere gli occhiali ) ho sempre dato la colpa a inavvertiti " tocchi " con le mani sporche di liquido, ora mi viene un qualche dubbio........
 
Io mi pongo un altra domanda.

Appurato che l'acroleina e' tossica,
Appurato che in qualche modo noi la assorbiamo,
Appurato che agisce in determinati modi e da' determinati disturbi
mi chiedo:
noi facciamo svaping da 1/2/3 mesi,non siamo sprovveduti ma gente abbastanza matura,facciamo dei controlli clinici piu' o meno un tot di volte all'anno,ammesso che abbiamo assimilato acrolena dovremmo quantomeno avere dei valori sballati.

Qui' viene il bello,come dicevo ieri ho visto(non qui') persone che stavano svapando da 467 giorni,non penso siano sprovveduti e incoscienti,faranno pure loro dei controlli,perche' nessuno ha mai detto qualcosa sulla tossicita dell'acroleina?sono tutti pazzi?ragionano come facevano con le sigarette normali?

questo mi inquieta molto,noi fumatori siamo abili nel darci giustificazione sebbene sappiamo che fumare e come scavarsi la fossa.:mad:
 
Scusami, come fai a scrivere "appurato che l'assorbiamo"?
perche come ho scritto ieri,la carne alla brace,l'olio se non e' di arachidi o d'oliva raffinato per le fritture,questa estate hai voglia di quante grigliate mi sono abbuffato:D,acroleina o no alle grigliate non rinuncio!!!!
 
L'atomizzatore non supera i 200° neanche a secco.
L'ho sperimentato tenendolo alegramente tra le dita mentre soffiavo sulla batteria e diventava bello rosso.
Nessuna scottatura, che per induzione termica ci sarebbe dovuta essere...
Niente di tutto ciò.
 
Dr Adrian Payne is the Managing Director of Tobacco Horizons,a Tobacco Harm Reduction Consulting Agency. During a post-doctoral career spanning more than thirty years, he has worked for both tobacco and pharmecutical companies, often in the field of Tobacco Harm Reduction.

ECD: How harmful is the electronic cigarette when compared to a regular cigarette?

Adrian: Based on the safety profiling data on E-cigarettes that has been published so far, I think it’s reasonable to say that they are probably at least two, if not three, orders of magnitude less harmful than regular cigarettes. The key reason for this huge difference is that E-cigarettes don’t generate harmful tobacco smoke. But it’s important to understand that ‘no smoke’ doesn’t necessarily translate into ‘no harm’; it’s possible that some risks might emerge from studies into their long-term use.

However, it’s hard to imagine that any such risks would even begin to approach those of smoking cigarettes. Indeed, probably the issue of main concern with E-cigarettes is that children might ingest the E-cigarette cartridges. So along with the necessary internal quality control checks, it would seem sensible for the various manufacturers to use childproof packaging as a design feature.

ECD: Do we have any idea of the effect of heating up nicotine prior to inhaling it? How is the heating of nicotine by the electronic cigarette different to setting fire to tobacco and inhaling the resultant smoke?

Adrian: The end result of tobacco combustion and nicotine vaporisation is basically the same, i.e. generation of a nicotine-containing aerosol that can then be inhaled by the user. Both processes involve heat, but they are otherwise very different in that the aerosol generated by the E-cigarette does not contain within it the thousands of other chemicals, many of which are thought to be extremely harmful, that result from the combustion of tobacco. It’s true that concerns have been expressed about possible harmful effects of some of the chemical components other than nicotine in the E-cigarette aerosol, for example propylene-glycol. But based on current knowledge, these concerns seem vastly overplayed when compared to the risks of cigarette smoking.

ECD. One criticism that has been leveled at the e-cigarette is that it could encourage youngsters and other non-smokers to take up smoking. Are young people more likely to take up smoking with an electronic cigarette than with a regular cigarette?
I’m not aware of any evidence of adult non-smokers using either E-cigarettes ...in any number as a gateway to smoking – if there were I’m sure we would have heard of it by now. Bad news travels fast!

Adrian: As a parent myself, I understand concerns that young people might be attracted to E-cigarettes and then move on to conventional cigarettes. But I’m not aware of any evidence that this is, or is even likely to be, the case. In the first place, E-cigarettes are not ‘pocket-money’ devices. Secondly, I don’t think anyone has raised the same concerns about pharmaceutical nicotine inhalators which, in the UK at least, are available over the counter. Similarly I’m not aware of any evidence of adult non-smokers using either E-cigarettes or pharmaceutical nicotine inhalators in any number as a gateway to smoking – if there were I’m sure we would have heard of it by now. Bad news travels fast!

ECD: You have worked with both the tobacco industries and the pharmaceutical industries. Do you think there is any justification in e-smokers’ beliefs that Philip Morris is interested in snuffing out alternatives to cigarettes via the Tobacco Bill it supports in the US? And are large pharmaceutical companies encouraging public health groups in America to campaign against the devices?

Adrian: To my knowledge, Philip Morris was involved in discussions on the Tobacco Bill it supports in the US long before the advent of E-smoking so I don’t think that these beliefs are justified in the case of E-cigarettes. But what I think are justified are the widely-held beliefs that if this Tobacco Bill is signed into law as currently drafted, E-cigarettes along with other innovative products would face an almost impossible task to get regulatory approval and would therefore be banned.
"E-cigarettes are at risk of being caught in a regulatory trap, with consumers being denied the choice of a far safer product than regular cigarettes..."

This would in effect freeze the market and divide it between regular cigarettes (for those who either want to smoke or partake in the quasi-smoking experience which E-cigarettes provide), smokeless tobacco products (less harmful than cigarettes, but a completely different consumer experience) and pharmaceutical nicotine products (for those want to quit smoking entirely or at minimum cut-down their consumption). So E-cigarettes are at risk of being caught in a regulatory trap, with consumers being denied the choice of a far safer product than regular cigarettes that might meet their smoking abstinence needs better than either smokeless tobacco or pharmaceutical nicotine products.

It would make a lot more sense if a separate regulatory category were to be carved out for cross-over products like E-cigarettes and I’d like to see the manufacturers of these products being more pro-active in this regard. I’m certain such a move would find support from those members of the public health community who see E-cigarettes as potential life-savers rather than as regulatory upstarts. Development and application of an appropriate regulatory package wouldn’t have to be done all at once; it could be incremental, thereby allowing the products to stay on the market in the meantime.

Certainly large pharmaceutical companies with interests in stop-smoking medicines provide very substantial financial support to some of the public health groups that are calling for E-cigarettes to be banned. Incidentally these are the very same public health groups that support the Tobacco Bill backed by Philip Morris. But I’m not aware of any evidence of specific encouragement from these pharmaceutical companies for those groups to take such an antagonistic position. Nor have I seen any position statements on E-cigarettes from the companies themselves. That doesn’t mean to say of course that they are not keeping a close eye on what is happening on the E-cigarette front – I’m sure they are!

ECD: The reaction in the UK seems to be that these devices might help, but that more research is needed. Should more research be done into electronic cigarettes before we allow them to be used by smokers?
"...current smoking prevalence rates are proving surprisingly stubborn to conventional public health interventions."

Adrian: Well, it’s certainly good that some commentators think that E-cigarettes might help; current smoking prevalence rates are proving surprisingly stubborn to conventional public health interventions. Apart from the reduced harm aspect, E-cigarettes do offer that touchy-feely behavioural aspect of cigarettes that for the most part other alternative products don’t. When it comes to the need for more research, I agree with this, but it should not be at the expense of taking the products of the market in the meantime. If this were to be the case, it really would be a cruel irony if smokers who had switched to E-cigarettes were, as a result, forced to revert to smoking regular cigarettes.

ECD: Should health groups help to fund this expense, as they should also be un-biased. Also, should the e cigarette be taxed by the government to compensate for potential loss in revenue?
"I’d hope that governments would use tax policy to steer smokers towards safer products rather than drive them away from them."

Adrian: At a time of economic crisis when many health groups are under financial pressure, the funding may have to come from elsewhere. But it would be entirely appropriate, if not essential, for health groups to be involved in the design of protocols and the undertaking and review of research to evaluate more fully the long-term potential of E-cigarettes as less harmful alternatives to cigarettes. Yes there might be a revenue loss from fewer cigarettes being smoked if E-cigarettes took off in a big way. But I’d hope that governments would use tax policy to steer smokers towards safer products rather than drive them away from them.

ECD: The current advice for smokers from bodies like ASH UK is that nicotine replacement aids should be used by smokers instead of electronic cigarettes. How effective are these aids in helping smokers give up over the long term?

Adrian: Nicotine replacement aids clearly work for some people, but overall these aids are much less effective than one might anticipate, especially over the long–term. For example, in a recent study they were found to be effective in only 1.6% of users, although this admittedly this was better than the 0.4% achieved with placebo treatment.

It’s of course feasible that the development of newer nicotine replacement aids that more closely reproduce the pharmacokinetic profile of the intake of nicotine from cigarettes might improve on this, and currently there is a lot of interest in testing this concept. But at the end of the day it seems the most important thing that helps smokers to give up is having the willpower to do so. If E-cigarettes prove over time to be an effective transition tool in enabling smokers thinking about quitting to develop and build on the willpower to help them do so, then it would be an obvious benefit. I’d hope that if this is the case, bodies like ASH UK would recognise it as such and respond positively by revising their advice accordingly.

ECD: Of course, e-cigarettes are not the only alternative to smoking. Snus is regarded as one of the safest alternatives and some experts we have interviewed believe it contains no measurable risk at all. In your opinion, has the banning of Snus caused the death of smokers in the UK?
"...the reasoning for maintaining the ban [on snus] seems more political than scientific...Quite bizarre really!"

Adrian: Times have changed since the EU ban on snus was originally imposed and even hard-line tobacco control advocates now acknowledge that snus is much safer than cigarettes. So the reasoning for maintaining the ban seems more political than scientific, especially given that some smokeless products that are potentially much more harmful than snus are legally on sale. Quite bizarre really!

Perhaps the best answer would be to replace the specific EU ban on snus with a comprehensive overhaul of EU tobacco and nicotine regulation. I’d hope that this would put all nicotine-containing products under the same regulatory umbrella, classify them according to risk, and ensure that consumers are informed accordingly so that they can self-regulate their risk.

To get back to your question, according to one study over 200,000 premature deaths might be avoided annually in just fifteen EU countries if smoking rates were as low as in Sweden, which is attributed in large part by many observers to the Swedish preference for snus instead of cigarettes. So intuitively, it’s very tempting to say ‘yes’. However, without snus having been on sale legally in the UK it’s not really possible to give a definite answer. This is because we don’t know what the UK consumer reaction might have been to snus being made available as an alternative to cigarettes.
"...public health backing, rather than criticism, of the launch of such products can play a vital role in getting the message across to the consumer, even if these products originate from the tobacco industry."

It’s not sufficient to just put a less harmful product like snus on the shelves in the hope that consumers will buy it; it has to have consumer relevance and sufficient utility to stimulate trial and repeat purchase. The same is of course true for E-cigarettes and any other less harmful cigarette-alternative. This is where public health backing, rather than criticism, of the launch of such products can play a vital role in getting the message across to the consumer, even if these products originate from the tobacco industry.

ECD: Do you see parallels between Snus and E-Cigarettes?

Adrian: Absolutely, there are definite parallels here. Both products offer smokers nicotine-providing alternatives to cigarettes at a vastly reduced relative risk, primarily because of users not having to inhale tobacco smoke. Both products also offer the consumer some elements of the ritualistic aspects of smoking that medicines don’t. And Sweden offers a good example of how preferences have changed when consumers are given the choice. That doesn’t mean to say that either type of product would necessarily have a universal attraction for smokers. But even if only a small minority of smokers switched, the public health benefits could still be considerable.
"Prohibition didn’t work for alcohol in the US and I see no reason why it should work for tobacco either."

A regrettable parallel is that the opposition of some to cigarette alternatives such as snus and E-cigarettes seems to be born out of an absolutist view that the use of tobacco products (or anything resembling them) should be eradicated from modern-day society. Prohibition didn’t work for alcohol in the US and I see no reason why it should work for tobacco either. Some detractors claim that making cigarette alternatives like snus and E-cigarettes available encourages dual-use in combination with cigarettes and thus delays quitting smoking. But the same criticism could equally well be directed towards medicinal nicotine products marketed to relieve cravings during temporary abstinence from smoking.
"...the current controversy about both snus and E-cigarettes is indicative of the fact that current models of tobacco and nicotine regulation have outlived their usefulness."

Finally, I’d say that the current controversy about both snus and E-cigarettes is indicative of the fact that current models of tobacco and nicotine regulation have outlived their usefulness. Urgent revision is required to help, rather than hinder, consumers being able to make healthier choices if they either don’t want to, or can’t, quit their nicotine dependence entirely. E-cigarettes and the voices of the many E-cigarette users world-wide could prove to be a powerful catalyst for change in this regard; as someone who has long had a passionate interest in tobacco harm reduction, I certainly hope so!
 
Various scientific research has shown that cigarette smoke contains approximately 4,800 chemical substances & compounds, many of which are harmful to the human body, with 25 diseases directly related to smoking. The carbon monoxide, polycyclic aromatic hydrocarbon and nitrosamine in cigarette smoke are considered the most dangerous carcinogenic substances.
Second-hand or passive smoking has allegedly caused serious health issues for men, women and children. Many countries have already or will soon be banning smoking in public places. A ban came into force in the UK on 1st July 2007.
The Electronic Cigarette is the result of research and development of a non-flammable cigarette substitute. You can use the Electronic Cigarette for many purposes and you can enjoy your pleasure in a healthier manner.
It has been found that there are approximately 4,800 chemicals in regular cigarettes and in the smoke they produce. Out of those 4,800 chemicals, 43 have been specifically identified to cause cancer.

Below is a list of 20 ingredients (out of 4,800!) of regular cigarettes. Each of these is described alongside:-
Acetone: One of the active ingredients in nail polish remover.
Ammonia: A caustic agent used in fertilisers and household cleaners. Is added to enhance the flavour of a cigarette, but also helps the smoker to absorb more nicotine thereby enhancing addiction.
Arsenic: Makes your lips burn and is responsible for giving you bad breath.
Benzopyrene: One of the most potent cancer-causing chemicals in the world. Found in coal tar and cigarette smoke.
Benzene: An industrial chemical and a constituent of gasoline. It is a group 1 carcinogen and is responsible for causing leukemia and aplitic anemia.
Butane: A key component of gasoline, it’s highly flammable.
Carbon Monoxide: A colourless, odourless gas, which starves the body of existing oxygen.
Cadmium: Used in batteries and oil paint. It is a group 1 carcinogen. It damages the liver, kidneys, and brain and remains in the body for years (>10 years). Is also excreted in the breast milk of nursing mothers.
Formaldehyde: Used in embalming (preserving tissue). Causes cancer and damages the lung, skin, and digestive tract.
Hydrogen Cyanide: A colourless poisonous gas. Short-term exposure causes headaches, dizziness, nausea and vomiting.
Lead: Of the heavy metal group. Stunts growth and damages the brain, kidneys and nervous system. Lead is more easily absorbed in the growing bodies so children are particularly vulnerable. Exposure in children can result in development delays, lower IQ levels, shortened attention spans and increased behavioural problems
Methoprene: An insecticide used to kill fleas on your pets.
Mercury: A heavy metal, affects the central nervous system. Exposure causes tremors, memory loss and kidney disease.
Nickel: A heavy metal, affects the central nervous system. Exposure causes increased susceptibility to respiratory infections.
Nitric oxide: Produces short-term effects on airway activity. High concentrations can lead to acute lung dysfunction.
Phenol: Used in disinfectants and plastic. Exposure causes skin, eye, and mucus membrane irritation.
Polonium: A cancer causing radioactive element.
Styrene: Found in insulation material. Causes headaches, fatigue, weakness, and depression.
Toluene: Embalmers glue, which is a central nervous system depressant. Exposure causes ataxia, tremors, cerebral atrophy, nystagmus, impaired speech, hearing and vision, headaches, dizziness and difficulty sleeping.
Turpentine: A toxic chemical used in paint stripper


The intelliCIG
Here is a list of the main ingredients (over 90%) of an intelliCIG cartridge:-
PROPYLENE GLYCOL (Approx 50%) which is an odourless and colourless viscous liquid, Propylene glycol is commonly used in food, cosmetics and medicines and as a food colouring and flavouring. It is also present in regular cigarettes used to maintain a dampness in the tobacco.
GLYCEROL (Approx 8%) occurs naturally in the human body and is made during the hydrolysis of vegetable or animal fat or oil. It is used extensively in mouthwash, toothpaste, medecines and in nutritional products.
PURE WATER (Approx 18%) this needs little explanation!
VANILLA (<5%) Comes from the plant ‘Vanilla planifolia’ which is used extensively in foods and scents.
MENTHOL ( Approx 4%) is used extensively in sweets, chewing gum, and many other common use products.
LINALOOL is a tertiary alcohol and has a pleasant, rose smelling scent. It is used largely as a raw material in the production of Vitamin E. It is used often as a fragrance and flavour.

It should be noted that any long term effects of propylene glycol being inhaled (and for that matter the other few ingredients in an intelliCIG) are unanswered at this time. What is known and certain is that regular cigarettes are certainly known without doubt to stand a good chance of causing one of many diseases many of which can be fatal.
 
ECOpure è il nuovo e totalmente e-liquido Intellicig sviluppato e prodotto interamente all'interno del Regno Unito UNIQUE. Esso può essere utilizzato per ricaricare il vostro Intellicig cartucce EVO. Offriamo l'e-liquido in un certo numero di sapori semplici per mantenere il suo gusto pulito e puro. La maggior parte dei liquidi disponibili in tutto il mondo viene esportato dalla Cina. ECOpure è il più pulito e più pura disponibile!

Nicotina utilizzato per ECOpure è la più pura disponibile al 99,8%
ECOpure è prodotto interamente nel Regno Unito dalla Intellicig.
Intellicig hanno sviluppato il loro liquido usando solo prodotti di qualità prodotti alimentari acquistati dal Regno Unito.
Fabbricazione di e-liquido viene condotta in strutture di partecipazione ISO 9002 - BRITISH MEMBRI DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA - COMAH (sito di secondo livello) - DGSA - ISO 14000 (lavorando)

ECOpure Concept:

Stabilire il nostro laboratorio proprio qui, nel Lancashire nel Regno Unito
Sviluppare il più pulito e SANO E-liquidi disponibili in tutto il Mondo!
Mantenere la nostra reputazione di fama mondiale di qualità.
Utilizzare il minor numero possibile di ingredienti.
Evitare l'uso di glicole propilenico come base, utilizzata nella maggior parte degli altri e-liquido.
Utilizzare solo FCC Aromi alimentari grado di purezza minimo del 99% La nicotina utilizzato nel nostro e-liquido è 99,8% allo stato puro!
Fornire ai clienti con una e-liquido possono assolutamente TRUST il contenuto di
Mantenere la qualità dei lotti e dei lotti per garantire la qualità di tutti gli ingredienti con NMR e metodi di GCMS.
Il liquido è stato testato da una Università del Regno Unito e un rapporto è ora disponibile.
Questo pezzo l'ho tradotto notate il grassetto!!!!!!!
 
La glicerina/glicerolo si trasforma in acroleina oltre i 280°C.
Vedi http://membership.acs.org/c/ccs/pubs/CLIPS/JCE20030025.pdf.
Interessante anche ATSDR - MMG: Acrolein. In particolare, posto che

Respiratory

Acrolein produces irritation of the respiratory tract, increases airway resistance and tidal volume, and decreases respiratory frequency. It is also ciliastatic. Exposure to acrolein vapor concentrations as low as 10 ppm can lead to pulmonary edema and death. Inhalation may also cause an asthmatic reaction in sensitized individuals.

poi leggo che

Chronic Exposure

Apart from rare cases of sensitization, no adverse effects in humans chronically exposed to low concentrations of acrolein have been reported.

Chronic exposure may be more serious for children because of their potential for a longer latency period.

Carcinogenicity

The Department of Health and Human Services has determined that acrolein may possibly be a human carcinogen. The International Agency for Research on Cancer has determined that acrolein is not classifiable as to its carcinogenicity to humans.

Reproductive and Developmental Effects

No studies were located that address reproductive or developmental effects of acrolein in humans. Acrolein caused developmental effects when injected into rats, but did not cause developmental effects when ingested by rabbits. No information was found as to whether acrolein crosses the placenta, but it has been measured in breast milk.

Acrolein is not included in Reproductive and Developmental Toxicants, a 1991 report published by the U.S. General Accounting Office (GAO) that lists 30 chemicals of concern because of widely acknowledged reproductive and developmental consequences.

Comunque, ci vogliono temperature oltre i 280° (e non 200) per produrla.
 
Capito tutto, a te potrebbero vendere anche l'acqua fresca e dirti che è miracolosa...

No ma io non ho certezze,tu si;),date da cosa non si sa l'importante e' averle,;),
pero' non si deve tendere a voler far valere le proprie solo su supposizioni,o cose non provate,finora l'unica cosa certa e' che il glicole puo in taluni dare incompatibilita e/o allergie,questo provato e scritto,qui' chiudo e mi dedico ad altro.il resto si suppone,non si sa, forse,potrebbe,vediamo non puo' condizionare la realta'!!!!!
Il glicole non e' mio nemico e la glicerina mia amica.
 
Io mi facevo rosso per non ridere...
C.V.D
Basta poco che ce vo'

pensavo fosse anche di semplice comprensione,gli aromi alimentari non sono sicuramente gli aromi tabacco,ma si da il caso che come tutti sanno un liquido per e-cig si possa preparare con 1 miliardo di aromi,1 miliardo di gusti,1 miliardo di colori.
eccetto aromi tabacco il resto e' aroma alimentare,a meno che non si scelga l'aroma formalina.............

Rien ne va plus, les jeux sont faits

impuntarsi e lecito,disimpuntarsi cortesia oltre che salutare,fastidioso e' vedere cio' che e' scritto,provato da studi,magari faziosi,di parte,sempre sminuito da Ragu' vari,ma non da altrettanti scritti faziosi,di parte.

Buon Svaping
:D:D:)
 
Che cavolate dici? Induzione termica? MA DOVEVI METTERE IL DITINO SULLA RESISTENZA ROSSA... Il liquido va sulla resistenza, e se è rossa è almeno a 500gradi!
Forse confondi induzione con dissipazione.... Ti ripeto, mettici il dito sulla resistenza rossa, poi mi fai sapere "l'allegria!".... Puoi anche mettere un cucchiaino da caffè sul fornello fino a farlo diventare ROSSO! Poi mettici il dito e mi fai sapere....

L'induzione termica ci influisce e come.
Il corpo dell'atomizatore e di metallo e il calore per "induzione si diffonde a tutto il corpo, tant'è vero che lo puoi sentire scaldarsi.
Per quello che riguarda il rosso, rimane nell'interno, la parte che "atomizza" o vaporizza che dir si voglia è quella specie di retina metallica, che non ce l'hanno messa per figura. E quella diventa rossa solo se ci metti un accendino sotto.
L'ho anche toccata mentre si vedeva il rosso che tu dici, e il mio ditino è ancora bello sano.
Mi sembra che abbiamo un'altro luminare nel forum, vabbè...
Me ne sto zitto che è meglio
 
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