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Discussione: Considerazioni su lamelle e materiali di contatto

  1. #1
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    Predefinito Considerazioni su lamelle e materiali di contatto

    Alcune esperienze fatte con la ESP71
    Mi sono trovato due volte ad avere problemi di contatto dopo circa 20 ml: se una volta può essere casuale due meritano una indagine.
    Da notare che in queste prove il contatto del nuovo è ottimale; quello che manca è l'affidabilità sul lungo (si fa per dire) periodo.
    La prima lamella aveva un riporto in rame, con la superficie massima possibile. Pressione di attivazione circa 850 gr.
    Forse una grande superficie significa bassa pressione specifica, così l'ho semplicemente ridotta con qualche colpo di dremel a circa 3x3 mm
    Decisamente meglio; la necessità di pulizia si è ridotta; o almeno dopo 100 ml non ne sento la necessità.
    Ho voluto provare con ottone, sempre 3x3 mm ca.
    Ed è venuto fuori un altro problema: con contatto "grezzo" percepivo un surriscaldamento della lamella.
    Nella 71 il dito è praticamente a contatto con il fondo batteria, e il surriscaldamento è minimo. Con un foglio di carta in mezzo non si nota.
    Ma ovviamente c'è una perdita. Non riesco a capire perchè con il rame percepisco il cattivo contatto ma non il surriscaldo.
    Adattando (con taaanta pazienza) la planarità del contatto il surriscaldo è sparito. Per ora almeno.

    Considerazioni IMHO
    - La superficie di contatto deve essere ridotta, proporzionata alla pressione, altrimenti i due metalli non hanno pressione sufficiente per assicurare un buon passaggio di corrente.
    - Uno dei due metalli deve essere (relativamente) morbido, per adattarsi alle irregolarità dell'altro.
    Se la lamella deve essere elastica, e il punto di contatto "morbido" un singolo materiale tipo rame-berillio (@Yerakon) non ha i due requisiti, almeno con un contatto tipo ESP71.

    Alternative possibili
    Qui un interessante articolo su metalli e contatti. L'ottica è quella dei contatti con un carico di lavoro (cicli) elevati, che non è il nostro caso.
    Qui invece alcune considerazioni che riporto perché si tratta di una box con contatto diretto sulla batteria, come la ESP71:

    This is the same original firing mechanism used on all previous Freehand S mods. Pressing the button, the silver plated pin under the Stainless Steel switch plate touches the battery top and conducts the electricity directly to the 510 connector. The switch has a spring like feel when pressing and requires 600g of force to activate meaning it has a nice stiff throw. Like any mechanical device, the switch will require periodical cleaning as arcing between the firing pin and the battery may cause build up and drop in performance of the switch.
    Stona un pochino la richiesta di pulizia di un metallo placcato (argento). Un paio di grattatine e si volatilizza

    Il problema potrebbe essere l'ossidazione, e il canditato ideale è l'oro, ma:
    a) non ne ho
    b) dovrei saldarlo alla lamella, e non so come fare

    Mi restano l'argento e lo stagno. Questo è molto interessante perché pare che l'ossido di stagno durante la pressione formi delle crepe che permettono il passaggio della corrente.
    Perfetto, ma quanta pressione occorre non l'ho capito.

    Non resta che provare.
    Al momento ho in uso due box con contatto in rame (ridotto) e ottone.
    Tutte e due hanno superato i 100 ml, un mese per me, quindi sono due mesi di confronto.
    Le sfidanti sono argento 800 e stagno.
    Da sx: Stagno, ottone e argento



    Quella in rame è qui #614

    L'argento l'ho ricavato da un anellino graziosamente ceduto dalla mia compagna. Avevo di quelle perle che si utilizzavano per il res-no_res. Sono morbidissime, ma troppo piccole.

    In realtà tifo per lo stagno, che sarebbe semplice da utilizzare anche per altre lamelle (@Strange) depositandone una goccia sul pin.

    Per la pulizia e l'assestamento uso una batteria con un dischetto abrasivo, e biadesivo



    Vedremo.
    Moebius
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  2. #2
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    Nessuna conclusione degna di nota.
    Rame, ottone, argento e stagno si sono comportati tutti allo stesso modo.
    In sostanza, dopo aver assestato la superficie di contatto, non ho riscontrato alcuna differenza.
    Forse con più di 100 ml, o con altre potenze sarà diverso, ma per me equivale a circa un mese di utilizzo, e ravvivare il contatto quando rigenero non è gran cosa.
    Riporto una segnalazione di un user: "la lamella diventa incandescente". Problema sparito dopo una ravvivatura del contatto.
    Interessante: quello che a prima vista è un difetto, il surriscaldamento della lamella, possa essere invece un plus, l'immediata percezione del problema.
    L'unico elemento che darei per certo è che la superficie di contatto ottimale è attorno ai 5 mm2, ma è possibile che con batterie differenti, con il c**o più sottile ed elastico o più rigido, neppure questo sia certo
    Comunque creare una goccia di stagno adeguata non è così semplice come ci si immagina; perché sia una goccia deve essere sotto.
    Quindi per praticità la accantono.
    Moebius
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  3. #3
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    Ebbene sì, sono ancora qui a provare.
    Ma ho dei dati. Il miglior materiale per un contatto diretto sul Fe della batteria è lo stagno, o meglio la lega stagno-piombo da saldatura.
    Criterio: surriscaldamento del contatto, sul lungo periodo di utilizzo.
    Potenza: circa 15W
    Valido solo per contatto diretto sul culo della batteria.
    Mi piacerebbe spiegare il perché, ma c'è altro a parte l'ovvia plasticità dello stagno.
    Succede che con altri metalli il contatto genera surriscaldo, ma pulendo SOLO la batteria (o cambiandola) questi problemi si attenuano di più che pulendo il metallo di contatto.
    Vabbè, empirico e grezzo. Però è così.

    Altro: superficie di contatto.
    L'ottimale sembra sui 4 mm2, alle stesse condizioni di cui sopra.
    Un abbraccio a tutti.
    Moebius
    Inaugurato DSE 901 l'11/06/2010

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