Quando sembrava che gli Aerosmith avessero esaurito tutte le loro potenzialità artistiche dopo che Joe Perry aveva spezzato la doppia firma lasciando la band (Tyler-Perry non è come Lennon-McCartney, Jagger-Richards o Page-Plant ma siamo sulla buona strada), col rientro in formazione di Perry e Brad Whitford il gruppo da alle stampe il sorprendente “Done With Mirrors” nel 1985.
È un disco che non godrà dei favori del pubblico in termini di vendite ma sarà ben apprezzato e osannato dalla critica e non posso far altro che accodarmi a questa considerazione. Perché torna la magia e la forza dei primi lavori degli Aerosmith, quelli degli anni 70 che li imposero all’attenzione di pubblico e critica con la loro geniale formula a metà fra i riff dei Led Zeppelin e il rock’n’roll bianco venato di black dei Rolling Stones.
“Done With Mirrors” sembra un disco in ritardo che sarebbe dovuto appartenere al decennio precedente, un hard blues molto rock’n’roll che da qui in poi gli Aerosmith non saranno più capaci di riproporre; o che non vorranno, vista la loro propensione futura a frequentare i piani sempre più alti delle classifiche.
“Shame On You” è solo una delle belle perle contenute in questo disco.



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