Dopo “Shamal” anche Steve Hillage lascia i Gong e con lui si dissolve anche l’ultimo legame con la “propaggine francese” di Canterbury, l’inquietante ma divertente follia dei loro primi dischi.
Con la guida del gruppo sempre più saldamente nelle mani di Pierre Moerlen e di Mike Howlett, i Gong diventano sempre più un gruppo di jazz-rock-fusion, di gran qualità e di grande fascino dove le loro tipiche atmosfere esotiche sono rese ormai soltanto dalle percussioni della Bauer e dal sax di Malherbe, anche quest’ultimo dimissionario dopo l’uscita di “Gazeuse” nel 1976.
“Gazeuse” è un disco fatto con buon mestiere che mette in risalto la base ritmica Moerlen-Howlett e il pregevole lavoro alla chitarra di Allan Holdsworth, dotato di grande tecnica e buon gusto. Ma. Ma c’è un ma.
I Gong con l’assenza dei membri fondatori hanno pesantemente perso in termini di fantasia, estro e capacità compositive fuori dal comune, negando quella freschezza che faceva gridare alla meraviglia. E con l’andar del tempo sarà sempre peggio, nonostante gli sforzi di Moerlen.
Godiamoci “Expresso”, un bel brano pulito e preciso ma non molto di più.



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