Nella storia della musica abbiamo avuto ogni sorta di cosiddetti “supergruppi”, formazioni che univano musicisti già provenienti da esperienze di grande rilievo. Abbiamo già citato supergruppi folk-country-rock (Crosby, Stills, Nash & Young), progressive (Emerson, Lake & Palmer), rock-blues (i Cream di Eric Clapton, Jack Bruce & Ginger Baker).
Nel 1973 si forma il primo supergruppo hard, Beck, Bogert & Appice.
Se Jeff Beck non ha bisogno di particolari presentazioni vista la sua militanza nel periodo migliore degli Yardbirds e le due edizioni del suo Jeff Beck Group – il primo di matrice rock blues tradizionale con in formazione gente come Rod Stewart e Ron Wood, in seguito negli Stones, il secondo più black e votato al funky rock con alla batteria un certo Cozy Powell – Tim Bogert e Carmine Appice hanno dato il loro contributo a formazioni meno conosciute come i Cactus e i più fortunati Vanilla Fudge.
Tim Bogert, come possiamo sentire in questa poderosa “Lady”, è un bassista vigoroso e potente come pochi al periodo e Carmine Appice è batterista virtuoso, pestone e tecnico, fra i primi (se non il primo in assoluto) ad utilizzare la doppia cassa e ad essere batterista e cantante solista.
Il trio pubblica un unico album di studio, omonimo, contenente dieci canzoni piuttosto altalenanti per qualità compositiva. Spiccano “Lady”, gran prezzo hard ruffiano quanto basta, “Black Cat Moan”, un hard blues venato di southern e una notevole ed interessante cover di “Superstition” di Stevie Wonder in chiave hard-rock-blues, pezzo di punta dei loro spettacoli live.
Pubblicheranno poi un live di mediocre qualità poi ognuno per la propria strada. Posso azzardare un’ipotesi sul perché: grandi musicisti ma nessun autore di pregio. E una band così alla lunga non si regge.



Beck, Bogert & Appice - Lady - 02 - YouTube