Paul Simon è quello dei Simon & Garfunkel, il celebre duo folk artefice di capolavori come “The Sounds Of Silence” e “The Boxer”.
Nel 1986 da alle stampe l’incredibile e sorprendente capolavoro di musica etnica che è “Graceland”. Per realizzarlo si avvale della collaborazione in egual misura di musicisti di studio e musicisti africani e ospiti illustri. Ne deriva un indirizzo stilistico del tutto nuovo che collocherà Paul Simon nel novero di artisti con la sensibilità giusta per le tematiche del terzo mondo al pari di gente come Peter Gabriel, Talking Heads, Brian Eno. Ma al contrario degli altri non ci sono elementi mistico-ancestrali o psico-intellettuali. La musica di “Graceland” è fisica, muscolare, fatta di polvere e sudore, radicalmente estratta dalle viscere della terra.
In questo disco l’Africa è più presente che in qualsiasi altro lavoro prodotto da un artista occidentale. Musica corale e comunicativa, storie semplici e umane, dolci e tormentate allo stesso tempo.
“Homeless” è un trionfo di voci nere, melodie africane miscelate a quelle anglosassoni, solari ma intime, in cui si interseca alla perfezione la stessa voce di Simon.



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