Peperoncini Rossi Piccanti.
Ci hanno messo otto anni e cinque album per sfornare il loro capolavoro.
È il 1991 e i Red Hot Chili Peppers danno alle stampe “Blood Sugar Sex Magik”. Rock robusto, asciutto, secco e privo di qualsivoglia fronzolo. Musica per headbangers ma anche per chi vuole ballare e sudare con borchie catene. La commistione di generi e stili raggiunge in questo disco una perfezione invidiabile. E infatti il suo successo sarà devastante; l’amalgama fra le performance dei quattro, l’equilibrio nei suoni, la sezione ritmica dinamica e inamovibile allo stesso tempo, e la chitarra dell’amatissimo Frusciante porteranno questo disco nel mito; fino a farlo considerare da molti come uno dei migliori dischi rock di tutti i tempi, fondendo rock’n’roll, punk e funky con accenni hip hop, in una vulcanicità e spontaneità non comune.
E siccome anche certi rockers, pur nel crossover, sanno di possedere un cuore, sono capaci di canzoni come “I Could Have Lied”: basso e batteria che pulsano asciutti, la voce trasformista di Kiedes e un soffice e sottilmente penetrante assolo di chitarra di Jack Frusciante.
Sono diventati leggenda, architetti solidi e arditi.



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