per la morte di Vincenzo Cerami ho avuto la possibilità di rivedere un bellissimo film che era da tempo che non vedevo.
Dal romanzo di Cerami "un borghese piccolo piccolo" con un grande Albertone dove le vittime sono i carnefici, un film grottesco per alcuni versi vedi la scena delle camera mortuaria che a tratti mi ha ricordato Roma di Fellini, o del discorso di commiato fatto dal protagonista Alberto Sordi nel suo ultimo giorno di lavoro, o della mano sul cuore come segno di appartenenza ad una fantomatica massoneria dove ci si dovrebbe aiutare ma in pratica non lo si fa.
Secondo me l'estrema drammaticità e duttilità di Alberto Sordi non avrebbero potuto esprimersi meglio che non in quessto film, secondo me superiore nei ruoli drammatici che in quelli "da ride".
Voleva pure sottolineare la scena in cui pur non dicendo nulla ti colpisce con un pugno la grande umanità e senso paterno quando pur avendo davanti a se l'assassino di suo figlio per un attimo lo cura come se fosse suo figlio asciugandogli le ferite e pulendole ed ecco che riemerge ancora la dualità.
ce ne sarebbe da dire ancora ma mi fermo qui evitando di annoiarvi, ma secondo me un GRAN BEL FILM.