Fra le migliori canzoni “stradaiole” italiane che si ricordino, “Diesel” di Eugenio Finardi del 1977 è un brano di grande qualità e perizia strumentale.
Finardi è reduce dal grande riscontro avuto con “Sugo”, contenente l’inno generazionale “Musica Ribelle”, un disco e una canzone più ribelle nei fatti che nel titolo, anche se a tratti fin troppo intellettuale.
Entrambi i dischi sono incisi per la Cramps, un ambiente di grandi musicisti e grandi innovatori. Su “Diesel” suonano l’ossatura degli Area, Tofani, Fariselli, Tavolazzi, e poi Walter Calloni, Alberto Camerini ed altri.
La canzone è un omaggio e un riconoscimento verso chi si fa un gran culo per vivere, spesso avendo in cambio meno di quanto speso.
È un brano che, nonostante l’evidente peso degli anni, ascolto ancora volentieri, perché quel trio di basso, piano elettrico e batteria, potrebbe ancora fare invidia anche ai più grandi.
E se non siete d’accordo con me “bruciate questa pagina e ascoltatene l’odore”.



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