LA NOVITÀ. In stradella dei Nodari è nata l´associazione che mira a raggruppare commercianti e gestori di negozi

Elettrosigarette, rivenditori in rete


di Roberto Luciani

Il presidente del “Rise”: «Tanti in questa attività ma serve informazione per garantire la qualità»

Rivenditori di sigarette elettroniche unitevi. È il messaggio che Moreno Gorza e Gianfranco Vivian, fondatori del Rise (Rivenditori italiani sigarette elettroniche) lanciano non solo ai 300 commercianti vicentini ma a tutti i 1500 gestori di negozi sparsi sulla Penisola.
«Abbiamo deciso di creare - spiegano - un´associazione che diventi da una parte una sorta di sindacato per gli associati e dall´altra un punto di riferimento per il consumatore che vuole smettere di fumare e si affida al nostro prodotto ritenendolo più salutare». Niente importatori, dunque, che hanno già una loro sigla e interessi diversi, e due tipologie di adesione. La sede è a due passi da Piazza dei Signori, in Stradella dei Nodari 3, ed il sito ormai pronto.
«Abbiamo sentito l´esigenza di raggrupparci - spiega il presidente Gorza - per la grande diffusione che sta ottenendo questo tipo di attività. Ci sono tante persone che decidono di aprire un negozio ma spesso senza una preparazione specifica. Il nostro scopo è quello di dare informazioni e consulenze di ogni tipo, perché c´è kit e kit».
Si fa presto a dire sigaretta elettronica. Il guaio è che sul mercato si trova di tutto, dall´azienda produttrice seria a quella fai-da-te. Ma essendo i liquidi associabili ai prodotti alimentari ed entrando nell´organismo per via respiratoria è necessario sapere quello che si compra per poi rivenderlo al tabagista pentito.
«Vogliamo informare e formare. Una delle nostre battaglie è quella sulla qualità certificata. Sappiamo che si possono acquistare i componenti a prezzi modici dal mercato cinese ma sappiamo altresì che le plastiche riciclate, di cui la Cina è il primo importatore, non possono essere trattate sommariamente. Faccio un esempio: i materiali usati in agricoltura hanno pesticidi e questo rimane nel polimero se non viene sciacquato bene. Ciò significa che dopo le 12-24 ore la plastica trasmigra rilasciando per prima cosa tossine». La salute, prima di tutto. Gorza, passato da informatore scientifico e vasta competenza sul fumo e i suoi effetti, sottolinea che in una sigaretta normale ci sono quasi 5000 tossine e 18 metalli pesanti: «Provate a fumare vicino a una centralina antismog e vedrete che succede. Le dichiarazioni degli ex ministri Veronesi e Sirchia sul fatto che il fumo elettronico è innocuo, se vengono rispettati tutti i canoni, è una base importante. La sfida del resto è sulla salubrità. Somministrare prodotti di dubbia provenienza rischia di mandare in fumo, anzi in cenere tante prospettive di sviluppo. Come Rise siamo pronti a dare tutte le risposte necessarie, non a caso già collaboriamo con ordini dei medici e università».

Il Giornale di Vicenza, mercoledì 26 giugno 2013 – CRONACA – Pagina 15