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Discussione: mercato e-liquid in italia

  1. #21
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    Numenor,come hai precisato hai detto il tuo pensiero anche egoisticamente ma è un tuo pensiero da rispettare.
    Però bisogna capire che se tu non hai il liquido subito,puoi perdere 10-20 euro?un'azienda chiude,perde un sacco di soldi,è una famiglia che non mangia,non è che sono fesserie,se in italia continuiamo a pensare sempre agoisticamente e cerchiamo sempre di far più soldi possibili,allora non andremo mai avanti.
    Poi un negozio come faceva a prevedere tutto questo boom di vendite?
    chi ha previsto il capodanno cinese?
    non credo che tutti sti negozianti,sia fisici che sul web siano tutti fessi
    Non c'è nessuno o quasi nessuno che ha liquidi Fa un motivo ci sarà?
    e poi vedo privati con i liquidi a casa,non è giusto,io negozio faccio una collaborazione con una azienda di liquidi,questa inizia a prendere ordini a destra e a manca per far più soldi senza riuscire a tener testa al volume di mercato e mi lasci il negozio vuoto per 2 mesi?
    mha pensatela come volete ma per me stanno sbagliando tantissimo.

    HO SPESO 181.69 EURO

  2. Il seguente User ringrazia :


  3. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da Numenor Visualizza Messaggio
    Per es. un venditore (online) di cui si parlava poco fa in QUI.
    Poi c'è questo sito che con ogni probabilità effettua miscelazioni (almeno per quanto riguarda gli aromi TPA...).
    E poi anch'io ho acquistato un paio di aromi, come Arancia, che scadevano dopo pochi mesi (quindi erano stati tenuti in magazzino per più di un anno); ma purtroppo nel marasma di liquidi e aromi che ho, non posso dire concertezza su quale sito li acquistai (sono certo solo che fossero siti UE), quindi per correttezza non faccio nomi.

    Comunque periodicamente si sente di siti che fanno miscelazioni o... travasi , non è una novità.
    ah ok...forse avevo capito male io...
    avevo capito che parlavi di (negozi online e non) che vendono liquidi scaduti reimbottigliati, invece parliamo di improvvisatori che si mettono a miscelare liquidi spacciandoli per prodotti ufficiali oppure che vendono liquidi prossimi alla scadenza.
    non che il secondo comportamento sia migliore del primo ma nel secondo caso c'è diciamo il concorso di colpa da parte di chi acquista... un po' come quando compriamo il latte che scade domani al supermercato... mentre il primo caso imho è piu grave, sempre per fare l'esemio del supermercato è come quando compri i formaggi che vengono riconfezionati dal supermercato con una nuova scadenza e quando li apri sono ammuffiti e scopri che quei geni si sono anche scordati di togliere la vecchia etichetta originale con la data scadenza gia passata da un pezzo

  4. #23
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    da Ataman in giù... :D
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    Citazione Originariamente Scritto da marchese jtd Visualizza Messaggio
    ....io negozio faccio una collaborazione con una azienda di liquidi,questa inizia a prendere ordini a destra e a manca per far più soldi senza riuscire a tener testa al volume di mercato e mi lasci il negozio vuoto per 2 mesi?...
    @marchese, in parte ha risposto @lordbyron77 sulla 'spartizione' delle responsabilità... la sua analisi a mio avviso è 'lucida' quanto vera.
    Siccome viviamo in un mondo 'non' perfetto io sono tendenzialmente dalla parte dei meno forti, ovvero i negozianti ancorché piccoli, quindi quoto la tua considerazione.
    Inoltre (essendo milanese) so bene che la realtà 'lumbard' non la si può sovrapporre al resto del paese.... a Milano non manca nulla, in un modo o in un altro si trova sempre tutto perché ci sono i 'numeri' per fare commercio. Almeno lì la 'filiera' regge e se il negoziante non è proprio un 'sarchiapone' ce la fa.
    Secondo me il retailer è da proteggere e valorizzare in ogni modo, anche con l'aiuto dei produttori i quali devono vedere in quel canale il vero 'futuro' del settore.
    Quale futuro?....la prima cosa che mi viene in mente è la...'tabaccheria' di domani, dove i clienti entrano chiedono pagano e se vanno in pochi secondi, proprio come accade quando si compra un pacchetto sigarette.
    Come aiutarli a crescere imprenditorialmente? (ammesso che non siano già preparati).... beh il produttore stesso deve chiarire le dinamiche di produzione e distribuzione per indirizzare ad ordini 'ragionati', e nel caso il retailer non avesse la 'forza' commerciale di reggere certi volumi d'investimento, stockaggio e vendita, in quel caso indirizzarli alla rete del gross market.

    Detto questo, è di stamani la replica di un retailer che mi ha eccepito verbalmente che diversi 'noti' grossisti hanno da tempo difficoltà di rifornimento dai produttori e, a cascata, di distribuzione ai retailers.
    Come se (ma andrebbe documentato) i produttori tendessero a massimizzare il profitto vendendo direttamente ai retailers senza pianificare un adeguato ciclo produttivo in grado di gestire in modo valido e continuativo 'quel' tipo di rapporto commerciale.

  5. I seguenti User ringraziano:


  6. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da mpanda Visualizza Messaggio
    @marchese, in parte ha risposto @lordbyron77 sulla 'spartizione' delle responsabilità... la sua analisi a mio avviso è 'lucida' quanto vera.
    Siccome viviamo in un mondo 'non' perfetto io sono tendenzialmente dalla parte dei meno forti, ovvero i negozianti ancorché piccoli, quindi quoto la tua considerazione.
    Inoltre (essendo milanese) so bene che la realtà 'lumbard' non la si può sovrapporre al resto del paese.... a Milano non manca nulla, in un modo o in un altro si trova sempre tutto perché ci sono i 'numeri' per fare commercio. Almeno lì la 'filiera' regge e se il negoziante non è proprio un 'sarchiapone' ce la fa.
    Secondo me il retailer è da proteggere e valorizzare in ogni modo, anche con l'aiuto dei produttori i quali devono vedere in quel canale il vero 'futuro' del settore.
    Quale futuro?....la prima cosa che mi viene in mente è la...'tabaccheria' di domani, dove i clienti entrano chiedono pagano e se vanno in pochi secondi, proprio come accade quando si compra un pacchetto sigarette.
    Come aiutarli a crescere imprenditorialmente? (ammesso che non siano già preparati).... beh il produttore stesso deve chiarire le dinamiche di produzione e distribuzione per indirizzare ad ordini 'ragionati', e nel caso il retailer non avesse la 'forza' commerciale di reggere certi volumi d'investimento, stockaggio e vendita, in quel caso indirizzarli alla rete del gross market.

    Detto questo, è di stamani la replica di un retailer che mi ha eccepito verbalmente che diversi 'noti' grossisti hanno da tempo difficoltà di rifornimento dai produttori e, a cascata, di distribuzione ai retailers.
    Come se (ma andrebbe documentato) i produttori tendessero a massimizzare il profitto vendendo direttamente ai retailers senza pianificare un adeguato ciclo produttivo in grado di gestire in modo valido e continuativo 'quel' tipo di rapporto commerciale.
    quoto tutto il tuo discorso ma certe volte io penso che le persone sono un pò furbette
    facciamo un esempio,se io ho una ditta di liquidi,la chiamo marchese spa,e rifornisco tutti i negozi di italia,allora il mercato si evolve all'improvviso e mi trovo spiazzato,non faccio prima a rifornire i negozi così guadagnano tutti?
    cioè l'utente privato può comprare anche dai negozi,sia fisici che dal web,o sbaglio?
    se invece non faccio così,cerco di accumulare più ordini possibili,maggiore profitto,le consegne si allungano ma tanto sono il migliore,secondo me è un comportamento poco educato nei confronti degli altri,cioè chi ha un negozio

    HO SPESO 181.69 EURO

  7. #25
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    @marchese jtd : Da un lato capisco il tuo ragionamento, ma in parte ha un vizio logico... La FlavourArt ha una data capacità produttiva, che non può essere espansa; se gli svapatori (unici soggetti che "consumano") vogliono più liquidi di quelli che FA riesce a produrre, comunque rimarranno a secco, e dovranno ripiegare su altri produttori. Se l'intera produzione FA fosse venduta solo ai negozi, comunque la richiesta sarebbe eccessiva, i negozi venderebbero immediatamente tutte le scorte e rimarrebbero a secco, come ora. In questo scenario ipotetico, non cambia niente rispetto alla situazione attuale: FA produce la stessa quantità di prima, gli utenti acquistano e svapano la stessa quantità di prima, ma la devono comprare da negozi fisici (pagando il giusto ricarico al negoziante); oppure la devono comprare online (pagando le spese di spedizione).

    Quindi, ci sarebbe solo un aumento dei costi a vantaggio dei negozi e del servizio postale, senza vantaggi in termini di approvvigionamento.

    Io sono dottore commercialista, sono assolutamente dalla parte delle aziende, ma le aziende devono avere un ruolo all'interno dell'economia, non possono essere solo meri intermediari di cui si potrebbe fare a meno (ribaltando il tuo discorso, si potrebbe ipotizzare lo scenario in cui FA venda SOLO ai privati: venderebbe comunque l'intera sua produzione...).
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