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Spunti di riflessione... 26

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Veloci devianze...


Quanti inutili tentativi di cambiare continuamente e velocemente la nostra vera natura. Tanti che infine stiamo rischiando davvero di perderci. Tuttavia insistiamo nell'essere e volere tutto e subito, anzi prima.

L’accelerazione evolutiva delle società in questi ultimi anni ci sta portando a sbattere contro noi stessi e non ce ne accorgiamo. In ogni cosa che elaboriamo a questa velocità, troviamo nostro malgrado un’infinità di contraddizioni: a volte cosi macroscopici da perderci nello stupore per non averli considerati prima e comunque anche dopo incapaci di capire perfino da dove e da cosa derivano, quando e perché ci sono sfuggiti. Spesso, non appena siamo convinti di averne tirata fuori una pur eticamente evoluta, elaborandola scopriamo di poterla contraddire con se stessa. E malgrado questo reiteriamo con identica velocità. Non ci rendiamo conto di volere o dover essere continuamente e velocemente qualcosa che non siamo, almeno la maggior parte di noi. E che non siamo fatti per vivere cosi velocemente. Infatti, siamo sempre pronti a qualsiasi bassezza, o altezza se nel caso, pur di potere o dover essere velocemente qualcosa di diverso. Ciò che desideriamo, o di cui sentiamo necessità, qualunque cosa sia.

Ci siamo abbandonati perfino all’irrefrenabile voglia di appropriarci di un’esistenza erga omnes, nell’illusione di poter spostare sempre più in la i nostri confini esistenziali; sperando magari di poterli far diventare multidimensionali. Prova ne siano i tentativi dei più di accedere con ogni mezzo a partecipazioni televisive o giornalistiche che li possano divulgare meglio e dovunque, essendone lo specchio più eclatante oltre che più fedele. E non ultime le partecipazioni esponenziali ai social virtuali come questo a cui ci sottoponiamo senza reagire, allontanandoci sempre di più dalle nostre vite reali. Mentre invece ognuno dovrebbe essere ciò che è, oltre che essere orgoglioso di esserlo. Occuparsi di migliorare se stesso a partire dalla propria natura e dimensione, non di volere o dover esibire dovunque e comunque ciò che vorrebbe essere contro natura. Causando cosi in ogni caso solo un pericoloso scollamento dal rapporto con il Se reale, col Se più vero.

La mancata accettazione di se stessi, in se stessi, è forse la vera trappola che sta portando la società dell’informazione a non sapersi più elaborare e, per conseguenza, a una preoccupante devianza intellettuale e addirittura percettiva di se stessa. Queste informazioni sembrano troppe e troppo velocemente acquisite per troppe menti incapaci di comprenderle, oltre che di classificarle correttamente. Il paradosso di una società impreparata alla sua stessa evoluzione e alle aumentate conoscenze che da questa derivano. Un paradosso certamente causato dell’ingordigia dei più che sta invadendo una società dotata di pochi preparati a comprenderlo per troppi ancora incapaci di riconoscerlo.
Eppure non rallentiamo, non ritorniamo in noi…

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Aggiornato il 21-11-2014 alle 10:50 da [ARG:5 UNDEFINED]

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