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Maschilismo all'abbisogna...

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Da tempo mi chiedo come mai cosi pochi uomini riescono a farsi carico fino in fondo delle proprie responsabilità, in particolare quando si contrappongono alle donne. E non solo… Perché in fondo, seppur la questione sia atavica e di certo più generale, nasce e si sviluppa comunque tutta nel rapporto duale tra l’uomo e la donna e fin dalla notte dei tempi. Poi si allarga, si espande, ma rimane pur sempre in questo rapporto la sua origine e l’avvio del suo problematico sviluppo.

L’uomo da sempre si arroga con la forza il diritto naturale di condurre questo mondo, relegando la donna a ruoli del tutto subalterni quando non proprio schiavizzati. Salvo assegnarle da sempre la responsabilità perfino delle colpe proprie dell’uomo quando il rapporto si sfascia. Senza appello.
La domanda, però, in special modo nel momento in cui accade, dovrebbe nascergli spontanea: ma se sono io a dirigere il gioco, come fanno ad essere sempre sue tutte le responsabilità principali? In estrema sostanza: ad essere sua anche la colpa del mio fallimento? Un mistero, verrebbe da dire scanzonandolo.

Tuttavia, non riesce ancora a liberarsi di questa debolezza concettuale; e per questo mi spingerei a dire perfino strutturale. Crea logica e razionalità, li sviluppa all’inverosimile, plasma cosi il pensiero e influisce sulla vita stessa anche dei posteri, ma non riesce a liberarsi di questa sua intrinseca debolezza prettamente intellettuale. Impoverendoci tutti, peraltro...
Per gli uomini, sarebbe bene riflettere meglio sul loro necessario maschilismo preteso però solo all’abbisogna, che di certo non gli fa onore.

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Aggiornato il 21-12-2013 alle 10:48 da [ARG:5 UNDEFINED]

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