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La e-sigaretta vittima dell’Europa

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Dal blog del Dr. Philippe Presles [1]

La Commissione e il Parlamento europeo sono in contrasto sullo status della sigaretta elettronica. Alla fine i buoni propositi limitano il suo potenziale per farne un prodotto del tabacco. Eppure il suo libero sviluppo potrebbe salvare molte vite.

Quando l'Unione europea ha vietato lo snus nel 1992 (ad eccezione della Svezia), gli argomenti erano gli stessi che sentiamo oggi contro la sigaretta elettronica:
- Non ne conosciamo la pericolosità a lungo termine ;
- Potrebbe favorire l’iniziazione al tabagismo degli adolescenti e aumentare il numero dei fumatori.

Lo snus è fatto di piccoli sacchetti di tabacco che vengono posti contro la guancia. In assenza di combustione, non producono nessuno dei tre grandi mali della sigaretta tradizionale, vale a dire niente catrame (responsabile del cancro), niente ossido di carbonio (responsabile degli infarti), e nessun particolato (responsabile delle broncopatie croniche). Come lo snus, le sigarette elettroniche non producono combustione, e quindi nessuno dei tre grandi flagelli. A differenza dello snus non contengono neppure tabacco.

In Svezia, dove il consumo di snus è molto importante, si registra la metà della mortalità per tumore del polmone rispetto alla Francia, 29 casi per 100.000 abitanti contro il 57 in Francia [2]. È stato anche dimostrato che per un fumatore, convertire le sue sigarette in tabacco da fiuto ha avuto lo stesso impatto positivo sull’aumento della durata di vita come smettere di fumare [3] .

Oggi, in Svezia fuma il 17% della popolazione, due volte meno che in Francia. Lo snus ci ha quindi confermato che i timori degli esperti e dei politici europei erano infondati: la realtà è meno cancro e meno fumatori .

Oggi, la sigaretta elettronica è ancora più promettente. Il numero di utenti o "svapatori" raddoppia ogni anno e supera il milione e mezzo quest’anno in Francia. Allo stesso tempo, le vendite di tabacco in Francia sono diminuite del 9 % dall'inizio del 2013. È quindi possibile considerare che la sigaretta elettronica, che non contiene tabacco, è un vantaggio per la salute pubblica e questo sarebbe sufficiente a promuoverne la crescita .

Ahimè, la Commissione europea non la vede così e si prepara a ripetere la disavventura dello snus sulla base degli stessi due argomenti, il pericolo supposto e la protezione dei giovani:
- Come primo passo, la Commissione ha integrato la sigaretta elettronica nel suo progetto di direttiva sui prodotti del tabacco dal 21 giugno 2013, nonostante questa non contenga tabacco. Ha chiesto che venga considerata come dispositivo farmaceutico.
- Come secondo passo, l'8 ottobre 2013, il Parlamento europeo, ascoltando i 7 milioni di vapers del continente, ha lasciato la sigaretta elettronica in una cornice di prodotto di consumo, favorevole allo sviluppo del mercato attuale, pur lasciando la porta aperta all’industria farmaceutica .
- Come terzo passo, la commissione incaricata di redigere il testo finale, si appresta a pubblicare il 3 dicembre una versione completamente ridisegnata in cui la sigaretta elettronica non è più un prodotto di consumo, ma un prodotto del tabacco o un medicamento. Per conficcare il chiodo, vengono proibiti i modelli attuali che fanno il successo della sigaretta elettronica oggi in Francia, vale a dire, i modelli ricaricabili, la libera scelta degli aromi, ecc .

In altre parole, questa nuova versione della direttiva distruggerà il libero mercato che prevale attualmente in Francia a beneficio dei fumatori, favorendo in tutti i casi l'industria del tabacco. Questo poiché il parlamento non potrà più modificare il testo, potrà solo votare si o no .
- in caso di SI, sarà de facto distrutto il mercato attuale e preparato quello per l'industria del tabacco. I modelli Vype della British American Tobacco e Vuse di Reynolds, per citarne solo alcuni, corrispondono pienamente a questa nuova versione della direttiva.
- in caso di NO, cadranno tutte le altre misure anti-fumo che costituiscono il resto del testo della direttiva.

La Francia aveva già anticipato questa trappola esprimendo la sua posizione dopo la proposta di direttiva del 21 giugno sui prodotti del tabacco, sostenendo il suo rammarico "non vi è stato nessun accordo in questa fase sull’esclusione delle clausole sulle sigarette elettroniche".

Questo è il messaggio lucido e coscienzioso per la salute della popolazione che la Francia deve riaffermare chiedendo che l'articolo 18 venga escluso dal voto e venga fatto oggetto di una direttiva specifica. Al minimo, questa presa di posizione potrebbe favorire la successiva creazione di due direttive, una sui tabacchi, che è pronta, e una sulla sigaretta elettronica da rifare daccapo.

Tale posizione consentirebbe alla Francia di attuare una politica ambiziosa di riduzione del numero di fumatori e di decessi dovuti al tabacco, integrando la sigaretta elettronica come un mezzo efficace per raggiungere questo obiettivo.


________________________________________
[1] Tabaccologo, Economista (MBA), Istituto Moncey, Parigi
- Promotore e coordinatore dell’appello dei 100 medici francesi in favore della sigaretta elettronica del 15 novembre 2013.
- Autore del libro «La cigarette électronique. Enfin la méthode pour arrêter de fumer facilement». Edizioni Versilio 2013.
- Senza conflitti d’interesse con l’industria delle sigarette elettroniche, farmaceutica o del tabacco.
[2] Cifre del 2009. Basate sui dati dell’OCDE sulla salute 2011; IS-GBE (2011).
[3] Gartner E.G., Hall W.D., et al. Assessment od Swedish snus for tobacco harm reduction: an epidemiological modelling study. Lancet. 2007;369:2010-14.

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Commenti

  1. L'avatar di Bindolo
    purtroppo c'è molto poco da commentare