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La vaghezza delle probabili verità.

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Personalmente, suggerirei a tutti di imparare, e a farlo molto in fretta, che malgrado chiunque possa metterci la sua più spiccata attenzione, già uno come me per riuscire ad ammantare di verità una sua qualsiasi teoria sia pur a partire da un vaghissimo punto A, sarebbe capace di tracciare una linea cosi contorta da passare anche attraverso la sua più palese improbabilità e in più tracciando una linea mediana perfino in mezzo alla sua intrinseca inesistenza senza che qualcuno se ne accorga, pur di approdare ad un apparentemente razionale punto B per sostenerla. E mi verrebbe facile se quell'apparentemente razionale punto B che offrirei fosse anche gradito e ancor meglio se si trattasse proprio si quello che alcuni più d'ogni altro gradirebbero.

Figurarsi ora di cosa sarebbero capaci persone altamente specializzate nella pratica del più classico sofismo, oltre che in quello della mistificazione, per convincere dei comuni cittadini come noi della validità di una loro teoria, sia pur sviluppata a partire da un vago punto A. Infatti, riescono spesso a trasformarla nella più probabile realtà, malgrado rimanga pur sempre una teoria. E possono farlo perché certi che i comuni cittadini sono impossibilitati a scrutare fino in fondo una qualsiasi teoria a loro sconosciuta e lo sono proprio da quella stessa inevitabile limitatezza delle loro conoscenze su quella teoria; comuni cittadini convinti poi definitivamente della validità di quella teoria irretendoli con l'insistenza della sua ripetitività.

Tutto questo senza subire significative conseguenze, ne sociali ne tantomeno legali, come abbiamo potuto constatare in tanti casi, dal momento che viene rappresentata pur sempre come una probabile conclusione a partire da una teoria; magari infarcita qua e là da altri fatti vaghi, purché assodati, a suo sostegno. Nascondendosi cosi grettamente dietro a quella che in fondo viene mostrata sostanzialmente solo come una loro probabile opinione e che in quanto tale può essere addirittura veicolata anche sotto forma giornalistica ancorché non sia suffragata da una qualsiasi legittimità probatoria, dal momento che la forma gionalistica non ne ha un bisogno assoluto se quella probabile teoria viene rappresentata come possibile verità scaturita dalla loro opinionistica teoria. E infatti viene avvalorata sempre con la solita, facilissima e autoreferenziale semplificazione: "...beh, ma se tanto mi dà tanto... vuoi che non sia davvero cosi?" Pur sapendo che proprio e solo nei fatti umani due più due non sempre riesce a far quattro.

Ma in questo modo, dovrebbe capire chiunque che ad un uomo basterebbero anche un paio di infignificanti "nefandezze" commesse durante la sua vita, sia politica che imprenditoriale, professionale o sociale, e di più se ad alto livello, per rendere possibile ai professionisti di cui sopra di poterci agganciare l'inizio, lo svolgimento e in qualche caso più sfortunato addirittura anche una probabile fine di un qualsiasi teorema costruito a tavolino, facendolo passare cosi per verità perfino acquisita. Se poi sono motivazioni e interessi personali a muoverli, diventano anche capaci di agire avvalendosi della più pura perfidia nel farlo. Attenzione!...
Infine, se si pensa che è per impedire anche queste pratiche che dovrebbe esistere una Legge, mi sembra ovvio che qualcuno comincia a non stupirsi più dell'andazzo di questa legge...

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Aggiornato il 12-01-2013 alle 08:41 da [ARG:5 UNDEFINED]

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Commenti

  1. L'avatar di mulhollandriver
    In fondo al cittadino poco importa della "verità" assoluta. All'essere umano è sempre interessato di più il convincimento pubblico, l'omologazione di pensiero, la confortevole e funzionale ragionavolezza comune. L'eterno conflitto tra doxa e paradosso. Niente di nuovo sotto il sole.

    Questo per dire che gli artefici dell'informazione offrono proprio quello che gli uomini, o almeno la maggior parte di essi, in fondo desiderano.

    Mi fai ricordare quello che diceva un grande pensatore del nostro secolo. Copio ed incollo da wiki:

    "Infeudarsi, assoggettarsi, ecco l'occupazione principale di tutti. E proprio questo lo scettico rifiuta. Eppure sa che decidersi a servire equivale a salvarsi, perché significa aver fatto una scelta; e ogni scelta è una sfida al vago, alla maledizione, all'infinito. Gli uomini hanno bisogno di punti d'appoggio, vogliono la certezza a ogni costo, anche a spese della verità. Poiché essa è corroborante, e loro non possono farne a meno anche quando sanno che è menzognera, non ci sarà scrupolo capace di trattenerli dallo sforzo di procurarsela." Cioran

    Grazie per l'articoletto Chrom, fa riflettere.