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L'architettura dello Stato dei miei sogni...

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Citazione Originariamente Scritto da Chrom Visualizza Messaggio
Vi presento i punti salienti della prima parte del programma di governo dei miei sogni: l'architettura.

Io sono sempre stato per l'elezione diretta del Presidente della Repubblica, con doppio turno di ballottaggio e mandato della durata di 5 anni. Turno secco per i deputati, invece, candidati nominalmente in macroaree di 200.000 abitanti. Cosi risulterebbero eletti 300 deputati, che potrebbero percepire un massimo di 6.000 euri al mese e un rimborso per le sole spese necessarie al personale fabbisogno nell'espletamento del mandato elettorale e ottenuto a fronte di documentazione giustificativa inoppugnabile. In ogni caso, tetto massimo per gli stipendi di chi lavora per lo Stato, a qualsiasi livello, sia esso eletto o meno, fissato a un massimo di 100.000 euri annui più eventuali rimborsi spese della qualità definita sopra, magistrati compresi. Per gli incarichi a tempo non elettivi, invece, un massimo di 200.000 euri, sottoposti però alla verifica del risultato. Punto.

Diritto di nomina e revoca dei componenti del Governo - di qualsiasi livello - e diritto di veto sulle singole iniziative parlamentari se in contrasto con la Costituzione, previo avallo della Corte Costituzionale, per il Presidente della Repubblica, che può sciogliere anche le camere a seguito di un voto di sfiducia ma con l'obbligo di indire nuove elezioni entro i primi 15 giorni, nel caso di mancata ricomposizione della sua maggioranza, e comunicare ai cittadini una data per le elezioni fissata non oltre i 60 giorni dal voto di sfiducia, se non ricomposto nei primi 15 giorni.

Premio di maggioranza del 51% dei seggi totali al partito che sostiene il candidato presidente vincitore, nel caso non li avesse ottenuti dal voto, cosi almeno saremmo sicuri che chi prende comunque più voti ha vinto davvero. Il restante 49% dei seggi suddivisi tra gli altri.
Il Presidente della Repubblica ottiene la fiducia dal risultato elettorale, e quindi dalla maggioranza relativa dei cittadini, e può essere solo sfiduciato con voto palese in aula.

Una sola camera legiferante, affiancata da una camera delle regioni con funzioni di indirizzo per il parlamento e diritto di voto per gli affari regionali, rappresentata come obbligo di carica dai vari governatori che per assolvere anche a questo compito percepiscono solo il rimborso spese direttamente dalle loro stesse casse regionali.

Divieto di permanenza in parlamento per i deputati che si dissociano dai partiti con i quali sono stati eletti.
Gruppi parlamentari di sola emanazione dei partiti con i quali sono stati eletti i deputati e in numero non inferiore a 50. Tutti gli altri devono essere inglobati in un solo gruppo misto, con divieto di formarne di nuovi.

Rimborsi elettorali ai partiti fissati inderogabilmente a 50 centesimi per elettore, con obbligo di spesa per i soli fini politico-elettorali del partito e pubblicazione della rendicontazione analitica, certificata da terzi indipendenti con cadenza annuale.

Il presidente della Corte Costituzionale viene eletto dal parlamento a maggioranza assoluta e la durata della sua carica è triennale. Cosi anche il Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, la quale carica è invece di 5 anni e decade comunque con il parlamento che lo elegge nel caso di scioglimento anticipato.

Reinserimento della piena immunità parlamentare per i deputati eletti e istituzione di un vero e proprio tribunale dei ministri presieduto da un giudice ordinario nominato dal presidente del Parlamento, dal presidente del Consiglio Superiore della Magistratura e dal presidente della Corte Costituzionale, all'unanimità, con compiti di giudizio inappellabili a carico di tutti i componenti eletti dello Stato.

Niente statuti speciali, per nessuno.

Incandidabilità perpetua per quelli che hanno subito condanne penali superiori a 3 anni di carcere passate in giudicato. Per quelli che hanno subito condanne con pene da 2 a 3 anni di carcere, deve essere trascorso un periodo di almeno 10 anni dalla fine della pena per potersi candidare. Per tutti gli altri deve valere la riabilitazione completa dopo 5 anni dalla fine della pena o la presunzione di innoccenza sempre e comunque nel caso la condanna non sia ancora passata in giudicato, qualunque sia il grado di giudizio. Decadenza immediata per chi subisce una condanna penale passata in giudicato di qualsiasi entità durante il mandato elettorale, con interruzione immediata anche degli emolumenti percepiti.

Una sorta di democrazia diretta in salsa italiana. Che ne pensate?

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Aggiornato il 06-01-2013 alle 11:47 da [ARG:5 UNDEFINED]

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Commenti

  1. L'avatar di NickDack
    Non sarebbe male, anzi, se si dovesse partire da zero.
    Inserirla in un contesto avviato, come il nostro attuale, è un pò più complicato.
    Io cmq opterei per meno di 300 deputati, ma di fatto è il tuo pensiero, perchè tu hai fatto i conti con i 60.000.000 circa di popolazione, trascurando che i votanti sono circa 47.000.000, quindi a circa 200.000 per deputato sono 235.

    Ottimo esercizio di politica, ma vuoi candidarti ?

    Bye
  2. L'avatar di Chrom
    ...bene, sarò stato un pò troppo precipitoso nei calcoli, ma secondo me sarebbe anche meglio.

    Per il resto, no! Non ci penso nemmeno. Sono una persona seria, io...