Organizzatevi. Affiliatevi. Accodatevi.
Insomma, se avete a cuore la libertà di Internet, e quindi anche la vostra, partecipate... quanto più numerosi.
Stoppiamo l'accordo ACTA!!!
Io lo farò, a Milano, con la mia maschera e coinvolgendo anche tanti amici... e non solo in piazza...![]()
ACTA, l’11 febbraio l’Europa scende in piazza
[05/02/2012]
Siete preoccupati dai vari SOPA/PIPA/ACTA/TPP? Segnatevi questa data sul calendario: 11 febbraio 2012. Dopo aver paralizzato in parte la Rete lo scorso 18 gennaio, i mediattivisti europei si preparano a scendere letteralmente nelle piazze per far sentire la propria voce ai rappresentati del Parlamento Europeo che, tra maggio e giugno, si troveranno a discutere del documento finale del trattatoACTA.
Per chi si fosse perso le puntate precedenti, ricordiamo che ACTA è un accordo commerciale anticontraffazione internazionale che secondo alcuni introdurrebbe misure liberticide volte ad arginare la diffusione di contenuti illeciti in Rete. Lo scorso 26 gennaio, al termine di quasi 5 anni di negoziazioni a porte chiuse, gli stati membri dell’Unione Europea hanno sottoscritto l’accordo. Ora ACTA si appresta ad essere sottoposto al vaglio del Parlamento Europeo, e le possibilità di intervenire per modificarlo sono prossime allo zero.
“Il Parlamento Europeo, che rappresenta i diritti della popolazione, non ha avuto accesso a questo mandato, e nemmeno è stato messo al corrente della posizione difesa dalla commissione o delle richieste avanzate dagli altri firmatari” ha dichiarato Kader Afif, l’europarlamentare francese che in questi giorni ha lasciato per protesta l’incarico di relatore su ACTA “La Commissione Europea lo ha già negoziato per conto dell’UE, sulla base di un mandato degli stati membri nel 2007.”
Le alternative che rimangono ai parlamentari europei, quindi, sono due: 1-Accogliere ACTA. 2-Respingere ACTA.
L’11 febbraio chi intende battersi perché ACTA finisca nello stesso cassetto di SOPA scenderà a protestare in piazza. Una protesta fisica, che esce dai confortevoli steccati digitali per riversarsi in decine di piazze europee. Gli attivisti occuperanno le piazze di Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Francia, Germania, Inghilterra, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Scozia, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Svizzera. In Germania le città che aderiranno alla protesta saranno 20, in Francia quasi 40.
E in Italia?
Sulla mappa interattiva del sito che coordina le mobilitazioni spuntano per ora due bandierine: una a Roma e una ad Asti. In attesa che anche i motori dell’attivismo nostrano si mettano in moto, e che altre piazze si aggiungano alla lista, chi fosse interessato a far sentire la propria voce può firmare la petizione internazionale.
Si prevede dunque una settimana di acceso dibattito in Rete. Se da un lato la Commissione Europea ha pubblicato un documento intitolato I 10 miti su Acta, dall’altro giuristi, attivisti ed europarlamentari stanno spulciando il documento ufficiale di ACTA, per esaminare ogni possibile corollario.
“Il problema con ACTA è che, concentrandosi sulla lotta contro la violazione dei diritti di proprietà intellettuale in generale, arriva a considerare un farmaco generico come un farmaco contraffatto. Questo significa che il proprietario del brevetto può bloccare il trasporto di un farmaco in un paese in via di sviluppo.” spiega ancora al Guardian l’europarlamentare Kader Afif, che non esita a intravedere in ACTA un pericolo per gli utenti della Rete “Se un ufficiale di dogana decide che tu possa stare gestendo un’attività commerciale solo perché hai un film o una canzone sul tuo computer, potresti incorrere in sanzioni penali. [...] Io non voglio che le persone vengano fermate alla frontiera per frugare nei loro laptop e lettori MP3.”
Chi volesse arrivare all’11 febbraio preparato sull’argomento, e decidere con coscienza da che parte stare, può leggersi il documento integrale di ACTA, in italiano, scaricando il pdf dal sito del Consiglio dell’Unione Europea.







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