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Discussione: Bella vita e guerre altrui di Betti III, gentilbox

  1. #1
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    Predefinito Bella vita e guerre altrui di Betti III, gentilbox

    Ispirato dal titolo di un bel romanzo di Alessandro Barbero, letto una decina di anni fa (Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo) dove un giovane americano (un po’ scapestrato) viene inviato nella vecchia Europa dei primi dell’800 a vedere cosa accade nelle turbolente cancellerie del vecchio continente, ho trascorso un po’ del mio tempo libero ad effettuare un po’ di misure sulla Betti III (firmware v2), box “sbarazzina” che si è introdotta di soppiatto nel mondo delle box blasonate e si è distinta per le prestazioni del circuito VV che ha a bordo, indifferente ai dubbi che attanagliano molti su cosa sia meglio acquistare fra Vmax e Provari o fra Vinci e Reo.



    La box la conoscete tutti, ci sono tante foto e ampie discussioni al riguardo.
    Mancava qualche misura.
    Quindi eccomi a “rompervi i marroni” con le misure

    Come sapete la Betti può essere regolata fra 4 V e 7,6 V variando il livello di potenza fra 1 e 61 tramite i pulsantini posti sul retro (uno per le decine ed uno per le unità). Come regola mnemonica approssimativa, potete considerare che ogni variazione di una decina (un impulso col tastino sinistro) la tensione effettiva cresce di circa 0,6 V ed ogni tre unità (tastino destro) la crescita è di poco meno di 0,2 V. Ricordando che si parte da circa 4 V al livello 1 avremo (indicativamente):
    Liv 11 : 4,8 V
    Liv. 21: 5,5 V
    Liv. 31: 6,1 V
    Liv. 41: 6,6 V
    Liv. 51: 7,1 V
    Liv. 61 : 7,6 V
    La tabella completa è allegata nelle istruzioni della Betti, per chi la possiede.

    Vorrei porre l’attenzione su alcune caratteristiche importanti del nuovo firmware: oltre alla possibilità di controllare il livello impostato (tramite pressione lunga del tasto destro) c’è la possibilità di resettare al livello 1 con una lunga pressione del tasto sinistro e di “congelare” il settaggio del livello con 4 pressioni in successione del tasto di attivazione (molto utile per evitare innalzamenti accidentali del livello). Il sistema ha inoltre un cut-off di 10 secondi (si disattiva l’alimentazione se il tasto di attivazione viene premuto per più di 10 secondi consecutivi).

    Potenzialmente la Betti è limitata, dal punto di vista della potenza, solamente dalla corrente erogabile dalle batterie. La sto usando con due batterie AW IMR 18350 che garantiscono ottime prestazioni anche con correnti fino a 5 A (che potreste raggiungere con atom da 1,5 ohm se volete “raschiare” il catrame dall’apparato orofaringeo ) e che ora, con il firmware 2 della Betti, in cui è implementata una protezione per le batterie, posso usare con maggiore tranquillità. Infatti nel nuovo firmware è implementata una funzione per cui se la tensione sotto carico delle due batterie in serie scende sotto 6 V, il circuito blocca l’erogazione. Questa funzione, oltre ad avvertire dello stato di batterie che si stanno scaricando, fornisce una sorta di protezione dal corto circuito in quanto se le correnti divenissero troppo elevate (10 A, ad esempio), la resistenza interna delle batterie crescerebbe rapidamente e la tensione scenderebbe sotto i 3 V causando il blocco dell’erogazione. In realtà già a 6,7 V avreste l’avviso di batteria che si sta scaricando con l’accensione del led sinistro. Non è una protezione vera a propria per le sovracorrenti, ma sicuramente è meglio di quello che “non” c’è in una box meccanica. C’è da dire poi che un corto “a monte” del circuito in una box in legno è praticamente impossibile.

    Una delle caratteristiche del circuito della Betti III è che regola la tensione impostata variando il duty-cycle delle pulsazioni del PWM… … oops, mi ero dimenticato di ricordare che la Betti monta un PWM con tensione modulata in uscita. Per chi volesse saperne di più sul PWM vedere QUI, QUI e QUI.

    Insomma, al variare dello stato di carica delle batterie, la durata degli impulsi (duty cycle) cresce per mantenere costante la tensione impostata, anche se la tensione massima (delle batterie) tende a scendere. Ovviamente, se avete impostato una tensione superiore a 6 V (cioè siete parenti del draghetto Grisù….), ad un certo punto piano piano la tensione effettiva erogata scenderà fino a 6 V man mano che si scaricano le batterie, perché il duty-cycle non potrà essere superiore al 100% (tensione continua, non pulsata). In pratica, se avete impostato 7,1 V (Livello 51) perché dovete incendiare vostra suocera con un ruttino, avrete i 7,1 V finchè la tensione sotto carica delle batterie è superiore a 7,1 V (3,55 V per batteria, sotto carico). Quando la tensione delle batterie scende al di sotto di tale valore, anche la tensione effettiva erogata scende fino a che non arrivate 6 V, a cui si ha il blocco per batteria scarica.

    Ho effettuato delle misure sulla Betti eseguendo prove a tutti i livelli di potenza con due atom (da 2,5 ohm e da 5 ohm), in due distinte serie per ciascun atom, al fine di calcolare i parametri prestazionali in due modi diversi (i risultati su ciascun atom sono praticamente coincidenti).
    Il circuito PWM della Betti funziona con pulsazioni a 1223 Hz, il che vuol dire che ogni pulsazione ha una durata complessiva di circa 0,8 millisecondi. La frequenza è costante qualunque sia il livello impostato e lo stato di carica delle batterie, contrariamente ad altri circuiti PWM che ho provato. La rilevazione è stata fatta con una risoluzione di 8 microsecondi, ottenendo circa 100 punti misurati per pulsazione, registrando circa 40-41 pulsazioni per ciascun livello (oltre 4000 punti per ogni livello), per ottenere medie affidabili.

    Insomma, il mio oscilloscopino ha lavorato a “tutta manetta”.

    Evito noiose tabelle e passo ai grafici.
    Ecco il comportamento della Betti III v2 con cartom da 2,5 ohm, batterie mantenute a piena carica, ricaricandole ogni 10 livelli misurati. Nel primo grafico la tensione effettiva (in uscita) rispetto alla tensione teorica (impostata come se le batterie fossero a 8,4 V). Nel secondo grafico le medesime grandezze ma in funzione del livello di impostazione (da 1 a 61). Nel terzo la risposta in termini di potenza (reale e teorica).



    Come si vede c’è linearità fra livello impostato e potenza, mentre tra livello impostato e tensione effettiva c’è una dipendenza dalla radice quadrata del duty cycle, per cui la tensione cresce più rapidamente ai livelli bassi rispetto ai livelli alti.
    Si nota che la regolazione è molto efficace fino al livello 21 per poi perdere qualche “colpo” oltre tale livello. Questo è dovuto sia alla “discretizzazione” del duty cycle (che può cambiare di una unità percentuale per volta, senza decimali, per cui l’arrotondamento delle cifre può portare a sottostimare il valore da impostare) sia all’errore introdotto nella misura della tensione sotto carico delle batterie, sia all’”inerzia” del circuito in cui sono presenti condensatori. Non capendo una cippa di elettronica, mi fermo qui.

    Ma si noti che l’errore, malgrado sembri ampio dal grafico, non supera il 3-4% in tensione (massimo 0,2-0,3 V in difetto) e il 9% in potenza, ad alti voltaggi. Nel senso che avere 7,3 V e 21 W di potenza invece di 7,6 V e 23,5 W di potenza impostata non credo che faccia infuriare il draghetto Grisù che è in voi… .
    Potenzialmente, con un atom da 1,5 ohm potreste arrivare quasi a 40 W: se ci provate e l’atom vi resiste, dopo consiglierei una caramellina al propoli.

    Di seguito le analoghe figure con atom da 5 ohm, in cui si vede che la regolazione è molto più precisa date le minori correnti in gioco. (errore massimo 2-3% sulla tensione e 5% sulla potenza).


    (segue)
    Ultima modifica di giangi; 21-08-2012 alle 12:31


  2. #2
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    Predefinito Bella vita e guerre altrui di Betti III, gentilbox (2)

    (segue)

    Gli impulsi sono molto stabili in tensione, con picchi di +/-1 V all’inizio ed al termine delll’impulso (picchi di durata pari a circa 30 microsecondi, quindi impercettibili.


    La Betti III “vive” e respira anche quando è spenta, con batterie inserite: ho rilevato impulsi con frequenza prossima a 10 Hz (10 impulsi al secondo) e durata di circa 1,2 millisecondi: il circuito quindi non “dorme”, ma è sempre all’erta e controlla lo stato di carica delle batterie. Come suggerito nelle istruzioni, meglio toglierle in caso di inutilizzo prolungato.



    Ultima cosa, una verifica del funzionamento allo scaricarsi delle batterie. Come già detto. Il sistema cerca di recuperare il ridursi della tensione delle batterie aumentando il duty cycle, ovviamente con il limite del 100%, nel senso che se viene richiesta una tensione superiore a quella massima sotto carico delle batterie non sarà possibile ottenerla (il PWM in uscita è uno step-down, ricordiamocelo).

    Il comportamento secondo me è ottimo, e nel grafico seguente vengono confrontati i risultati su un cartom da 2,5 ohm con batterie a piena carica (8.4 V a vuoto, 100%), al 30% di carica (7,4 V a vuoto, per la quale ho stimato una carica residua del 30%) e praticamente scariche (6,6 a vuoto, stima del 5% residuo). E’ presente anche la curva “teorica” basata su una tensione a piena carica di 8,4 V (che non avremo mai sotto carico)


    Si vede dunque che il sistema sfrutta le batterie in maniera molto soddisfacente, il “taglio” ai livelli superiori man mano che si scaricano le batterie è una limitazione delle stesse, non certo del circuito.
    Sono ampiamente soddisfatto della Betti III.

    Se proprio dovessi fare una richiesta a @Thio (già fatta ), sposterei il range 4 - 7,6 V a 3,6-7,2 V, per avere, in partenza un livello comparabile con la eGo, a cui molti sono abituati con atom LR: la durata delle batterie sarebbe notevole e i 4 V potrebbero essere troppi per alcuni. Andare oltre i 7,2 V lo considero veramente inutile (l’intervallo operativo sarebbe comunque unico, attualmente), se non per il paio di draghetti che potrebbero chiedere una versione personalizzata.
    Ho avuto all’inizio qualche problemino di “blocco”, forse dovuto al montaggio e a qualche saldatura, ma ora sembra essersi assestata e non perde un colpo da parecchi giorni.

    Che dire, soldi spesi bene.


  3. #3
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    Ottima spiegazione, l'ho letta appena mi sono svegliato e sono riuscito a capire quello che scrivevi ottimo direi.
    Anch'io avevo preparato l'oscilloscopio, il mio fidato pico a lavoro per vedere come lavorava il circuito sotto stress ma ho già avuto tutte le risposte che cercavo in questa discussione.
    Grazie mille e ottimo lavoro:thumbup:

    Inviato dal mio GT-N7000 con Tapatalk 2

  4. Il seguente User ringrazia :


  5. #4
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    Non posso repparti e lo strameriteresti. Grazie!
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  7. #5
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    Io, invece, potevo repparti, e l'ho fatto!

  8. Il seguente User ringrazia :


  9. #6
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    io la sto provando da alcuni giorni e ne sono molto soddisfatto, le funzioni della V2 sono molto comode.
    ne ho fatta una versione da 18350 e una da 15270 con cui riesco a fare circa 2.5 ml che per me vanno più che bene perché mi basta per un giorno intero.
    le batterie però hanno poche cariche ma due anni alle spalle quindi forse con batterie nuove si può fare di meglio.

    edit dimenticavo una cosa importante, con le 15270 ci faccio circa 2.5 ml con atom da 3.2 ohm al livello 30/35
    Ultima modifica di vale; 22-08-2012 alle 01:44

  10. I seguenti User ringraziano:


  11. #7
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    Grazie mille @giangi, anche io sono in attesa della Betti, mi era sfuggita la novità di controllo della tensione sotto carico che è un ottima cosa dal punto di vista della sicurezza.

  12. Il seguente User ringrazia :


  13. #8
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    rep e grazie per la dettagliata recensione tecnica!

  14. Il seguente User ringrazia :


  15. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da vale Visualizza Messaggio
    io la sto provando da alcuni giorni e ne sono molto soddisfatto, le funzioni della V2 sono molto comode.
    ne ho fatta una versione da 18350 e una da 15270 con cui riesco a fare circa 2.5 ml che per me vanno più che bene perché mi basta per un giorno intero.
    le batterie però hanno poche cariche ma due anni alle spalle quindi forse con batterie nuove si può fare di meglio.

    edit dimenticavo una cosa importante, con le 15270 ci faccio circa 2.5 ml con atom da 3.2 ohm al livello 30/35
    Alla faccia... dimensioni di questa per 15270? Hai delle foto comparative?
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  16. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da gorman Visualizza Messaggio
    Alla faccia... dimensioni di questa per 15270? Hai delle foto comparative?
    qui ci sono tutte e due vicino al reo mini

    più o meno è grande quanto un mini, la profondità però è una volta e mezza.

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