Volevo essere un saggista

Oggi l'aria Ŕ immobile, un contrasto assolutamente ingestibile con il turbinio di pensieri che sovraccarica il cervello. Oggi Ŕ un giorno come tanti, come tutti del resto, dato che gli accadimenti si vivono sempre a posteriori, allora oggi Ŕ un giorno speciale, perchÚ penso a ieri e ci penso con maggiore consapevolezza rispetto al presente, che poi il presente non si pensa...
Quindi Ŕ normale svegliarsi su di giri, con una certa irrequietezza propria del bambino a cui Ŕ stato promesso di andare che so, al mare.
...ma si, Ŕ normale.
Ho comprato il giornale questa mattina e ci ho trovato ieri, pure questo potrebbe sembrare ovvio, ma non accade sempre. Oggi si. Forse ieri Ŕ stato veramente importante per ritrovarlo nel mio oggi in maniera cosý dirompente, eppure cambiano i protagonisti, difficilmente gli eventi. Quando voglio rivivere delle suggestioni mi aggrappo a una canzone, alle volte riprendo in mano un vecchio libro e preferisco evitare il suggerimento esplicito. Quindi mi impongo di non accendere la televisione; tra l'altro mi ci potrei anche scontrare duramente, perchÚ la TV (cosý la chiamano gli amici) Ŕ prepotente e si pone sempre con una discreta altezzositÓ, ci vuole poco a farti passare per ignorante e allora io non mi ci metto proprio a giocare con chi non ama il duello leale e preferisco la musica o le parole, le sento molto pi¨ vicine ai limiti umani e molto pi¨ pronte a sforzarsi per capire e farsi capire. E poi si sanno adattare, vivono in compagnia e non disdegnano la solitudine e in entrambi i casi resta immutato il loro valore espressivo, d'altronde entrambe sono generate nella solitudine della soggettivitÓ.
Come al solito emergono tutti i miei limiti: non sono capace di descrivere gli eventi in maniera asettica e distaccata, ho una forte idiosincrasia per la cronaca da ansa e questo mi blocca e parlo di me.
l'altro giorno leggevo Palahniuk, anzi Chucky P (lui preferisce essere chiamato cosý) e mi ha destabilizzato proprio sul rapporto tra cronista e scrittore, perchŔ dopo tre pagine intense non ho capito la differenza, perchŔ cpmunque l'atto creativo avviene con se stessi e comunque entrambi, pur scrivendo in solitudine necessitano del rapporto con gli altri per attingere; forse il punto Ŕ qui, perchÚ lo scrittore attinge dalla realtÓ per uscirne a favore di un altro mondo, mentre il cronista la realtÓ la fotografa...boh sembra quasi che uno sia la metafora dell'altro, spero non si offendano le categorie!
Volevo scrivere un saggio una volta, ma un saggio Ŕ una cosa seria, un punto di vista che va argomentato e sostenuto, meglio di no perchŔ non sono in grado di credere in tutto quello che scrivo.
Fa caldo qui, anche con l'aria condizionata e io non avrei mai pensato di arrivare a tanto: mettermi a nudo e raccontare questa recondita frustrazione, ma la colpa Ŕ solo del barista, perchÚ volevo una bottiglia di acqua tonica al limone da 750 e lui mi ha proposto una volgare lattina di Sprite e, volendo fare il simpatico, mi ha detto ôsempre con la S iniziaö e io non ho capito. Poi un collega mi ha spiegato che si riferiva alla marca.