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Discussione: Il Pifferaio Ai Cancelli Dell'Alba

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    Predefinito Il Pifferaio Ai Cancelli Dell'Alba

    Il 1967 è un anno fra i più prolifici dei ’60, sia in termini di quantità che di qualità (ben tredici, i dischi che sono intenzionato a proporre).
    E nel 1967 la primigenia lezione psichedelica di Beatles, Kinks, Byrds, Beach Boys e tutti gli altri confluirà prepotentemente nella creatività di una formazione emergente del rock psichedelico inglese: i Pink Floyd guidati da Syd Barrett.
    Hanno già pubblicato due singoli che però non riescono a manifestare appieno il potenziale creativo e artistico del quartetto. Sarà quindi sulla lunga distanza, con il primo 33 giri, “The Piper At The Gates Of Dawn” che i Pink Floyd ci consegneranno la loro personale visione di rock psichedelico a metà fra il fiabesco e lo spaziale. Come se assistessimo ad una rappresentazione sonora con protagonisti fauni dei boschi, elfi e gnomi alle prese con un viaggio intergalattico all’interno dell’Enterprise di Star Trek.
    L’elemento cosmico spaziale è sostanzialmente affidato a due brani, “Astronomy Domine” e la strumentale “Interstellar Overdrive”. La prima, con la sua chitarra affilata e acida immersa nell’eco, evoca avventure di respiro siderale; la seconda che si apre con un riff granitico anticipatorio di certi temi cari all’hard e contiene nel mezzo una lunga e straordinaria improvvisazione quasi rumoristica.
    Ma “The Piper At The Gates Of Dawn” contiene una serie di splendide canzoni come “Lucifer Sam”, graffiante nella sua acidità lisergica con tanto di assolo centrale affidato al basso di Roger Waters, e altrettanto splendide melodie di ambientazione fiabesca come la “distratta” “Matilda Mother”; “Chapter 24”, ondivaga e stupenda; o la follia penetrante ma innocua di “Flaming”, “The Gnome” o “Bike”.
    “The Piper” diventerà uno dei dischi più influenti per gli appassionati di rock psichedelico tanto che le sue ambasce saranno percepibili per tutti i decenni a venire, fino ad arrivare ai giorni nostri.
    I Pink Floyd in seguito prenderanno una direzione completamente diversa ma questo primo “The Piper At The Gates Of Dawn” rimarrà un disco immortale per il rock di ogni genere o epoca.
    L’acidità delle sue canzoni è quanto di meglio si possa ascoltare della nascente psichedelia inglese, così genuinamente fuoriscita dalla mente di Barrett. Bizzarra e inspiegabile.
    Come il gatto di “Lucifer Sam”… “questo gatto è qualcosa che non riesco a spiegare”.








    Pink Floyd - 03 - Matilda Mother (by EarpJohn) - YouTube

    Pink Floyd - 05 - Pow R. Toc H. (by EarpJohn) - YouTube

    The Pink Floyd - Interstellar Overdrive (mono) - YouTube

    The Gnome - Pink Floyd - YouTube
    Ultima modifica di A-come-A; 14-11-2013 alle 09:24

    free your mind & your ass will follow...

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