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Discussione: Le Pietre Rotolanti

  1. #1
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    Predefinito Le Pietre Rotolanti

    “Tell Me” è l’unica canzone a firma Jagger-Richards del primo album dei Rolling Stones del 1964, ingenua promessa di capolavori futuri.
    È il 1964, è il mio anno di nascita, e la musica rock comincia a meglio definirsi tracciando in modo sempre più preciso la/le direzione/i che prenderà.
    I Beatles hanno già cominciato a frequentare i piani alti delle classifiche sempre più avvicinandosi al genio, in modo sempre più deciso e spedito.
    E nel 1964 gli utenti della musica giovanile devono obbligatoriamente fare i conti con i Rolling Stones, questa nuova formazione di cinque ragazzotti inglesi (“England’s Newest Hit Makers” è la promessa della copertina), morbosamente innamorati della musica dei padri neri americani; e a parte “Tell Me”, “The Rolling Stones” è uno straordinario e personale omaggio fatto con le cover delle canzoni dei loro Maestri. Si suona la musica di Chuck Berry, Rufus Thomas, Willie Dixon, James Moore e tanti altri.
    Ma Gli Stones non si limitano a scimmiottare i grandi, personalizzano le cover nel modo che poi in futuro sarà sempre meglio riconoscibile nelle loro composizioni originali.
    Personalmente ritengo che, a parte il sound e il piglio della band, personale ed originale, il punto di forza della band e del loro album d’esordio sia la straordinaria voce di Mick Jagger; ruvida e animalesca quanto basta, potente e graffiante, fortemente nera e sensuale pur essendo bianca, e queste sono tutte doti naturali.
    “The Rolling Stones” rappresenta un momento importante nel percorso evolutivo del rock, non perché particolarmente geniale dal punto di vista musicale, o particolarmente innovativo (difficile, essendo un album composto di cover), ma perché traccerà per sempre il sentiero del “piglio”, dell’”atteggiamento”, dell’”approccio” con cui ci si confronterà con il rock, musica nera, ribelle, bollente e sfacciatamente americana.
    E non sarà un caso se gli Stones, assieme a Beatles, Kinks, Who, i maggiori protagonisti della scena della prima metà dei ’60, creeranno un fermento formidabile, inaugurando una stagione irripetibile per la musica inglese e britannica in genere, che non si vedrà mai in nessun’altra parte del mondo al di fuori degli States.



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  3. #2
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