Di solito quando inizio ad ascoltarlo ho difficoltà a smettere...

"Muslimgauze è stato il progetto musicale di Bryn Jones, un artista sperimentale molto sottovalutato che morì nel 1999 per problemi di salute.


Jones pur non essendo un mussulmano praticante, senza neppure aver mai viaggiato in Medio Oriente, fu uno degli artisti occidentali più schierati a favore del movimento di liberazione palestinese.


Il musicista britannico concepì negli anni una miriade di uscite discografiche (a volte addirittura a cadenza settimanale) e questo fu il suo più grande difetto, disperse la qualità nella quantità, molte idee geniali si perdettero tra le sue continue ed ossessive produzioni.


L’ensemble Muslimgauze nacque quando Jones sentì la forte ispirazione nel ricercare le origini del conflitto israelo-palestinese, questione che lo portò in breve tempo a divenire un convinto sostenitore della causa palestinese a cui spesso dedicò le registrazioni (in particolare all’ organizzazione per la liberazione palestinese).


Nel tempo il suo studio si estese sino a comprendere altri conflitti di paesi a maggioranza musulmana tra cui l'Afghanistan, il Pakistan, l'Iran e l'Iraq ma anche dedicandosi ad altre fedi ed etnie: induisti, buddhisti e tibetani in particolare.


Musicalmente fu multiforme, sperimentò in ambito elettronico, ambientale ed etnico.


Inizialmente il materiale prodotto fu un mix industriale di percussioni e melodie mediorientali attraverso campionamenti, overdub e manipolazione di nastri, poi nel tempo vennero inserite gradualmente nuove componenti.


Difatti oltre alle influenze già citate, Jones inserì costantemente elementi da generi differenti come la techno, l’ house, la musica etnica tradizionale, il dub giamaicano, il funk ed il jungle.


Muslimgauze fondamentalmente produsse musica con l'uso di synth, di drum machine, di moduli sonori, di nastri, di Digital Audio tape(DAT), di campioni che gli giungevano dal Medio Oriente, dall’Africa e dall’Asia meridionale, di loop di ogni genere, di oggetti rudimentali come pentole e padelle, oltre ad una vasta gamma di percussioni e campane.


Le influenze principali furono certamente i Throbbing Gristle, i Can e i Faust.


Il suo onirico e allucinato mix di voci, ritmi e droni raggiunse l’apice in dischi come Hebron Massacre (un drone infinito dalla tensione crescente), Izlamaphobia e Flajelata, ma risulta ad ogni modo davvero impossibile indicare quali siano le uscite più interessanti dal momento che in commercio ci sono più di 150 dischi targati Muslimgauze.


Tra titoli espliciti come “Fatah Guerrilla” o “Vote Hezbollah”, Brian Jones produsse in una quindicina d’anni esperimenti di vario genere.

Partendo da basi di melodie electro-arabeggianti, andò ad incidere sul ritmo alterando tramite l'elettronica i suoni di strumenti mediorientali testimoniando a modo proprio i disagi del Medio Oriente contemporaneo."
Da: Weltanschauuung.it