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Discussione: Altro articolo di giornale FUORVIANTE sulla sigaretta elettronica

  1. #1
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    Predefinito Altro articolo di giornale FUORVIANTE sulla sigaretta elettronica

    Sigarette elettroniche, scatta lo stop agli under 16 - Consumi - Kataweb - Soluzioni quotidiane

    Ho trovato il link sulla destra del sito repubblica.it

    Potremmo se non altro inviare una email alla giornalista dicendole che quanto ha scritto in merito all'OMS sulla sigaretta elettronica è palesemente falso e che un giornalista serio non scrive per sentito dire o per aver letto altri articoli ( con notizie false) ma si informa leggendo i documenti alla fonte.

  2. #2
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    Ma non ne avevano già parlato sel divieto agli under 16?

    Comunque la cosa più oscena è la cosiddetta tabella delle e-cig più diffuse pubblicata assieme all'articolo.

    Si commenta da sola.
    Ultima modifica di Patalollo; 11-11-2011 alle 18:08

  3. #3
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    La mia e-mail:
    Spettabile redazione,
    quale convinto utente di sigarette elettroniche da quasi un anno, mi permetto di esprimere il mio rammarico per l'articolo 10.11.11 della Sig.ra Erika Tomasicchio, che affronta il tema tradendo una conoscenza assolutamente superficiale e pregiudiziale dell'argomento in questione.

    A parte laddove riferisce -in maniera obiettiva- del divieto ministeriale alla vendita ai minori di anni 16 (più che giustificato, le e-cig non sono giocattoli nè lecca-lecca), nel prosieguo l'articolo sembra unicamente volto a mettere in cattiva luce le sigarette elettroniche, quali strumenti di dubbia efficacia e forse dannosi, e ciò anche riportando un articolo dell'OMS che è già a sua volta stato divulgato sui media in maniera erronea e con errori di traduzione per acuirne l'effetto disincentivante, nonchè le politiche commerciali restrittive adottate da pochi paesi, alcuni dei quali -guardacaso- tra i maggiori produttori di tabacco.

    La realtà è un' altra. I consumatori di sigarette elettroniche e dei relativi liquidi sono persone che fumavano, ma che hanno poi trovato nelle e-cig un vizio alternativo altrettanto appagante. Se quindi vogliamo chiederci se le sigarette elettroniche servano a smettere di fumare, nel senso di tornare a respirare solamente aria, la risposta è sicuramente dubbia, può accadere ma non è la norma. Se invece per smettere di fumare intendiamo smettere di fumare sigarette vere, quelle che sicuramente sprigionano residui di combustione che si depositano nei polmoni compromettendone la funzionalità, nonchè monossido di carbonio -velenoso- e altre 5.000 sostanze cancerogene e anche radioattive, sostituendole con la vaporizzazione di altre sostanze inerti e già comunemente usate in ambito medico ed alimentare -ma che "forse" all'inalazione non sono innocque al 100%- l'assunto è invece perlopiù valido.

    Non pare superfluo evidenziare che noi utenti di sigarette elettroniche ci siamo organizzati in community online, in forum di discussione (non mi sembra il caso di fare pubblicità, ma una semplice ricerca sul google può portare ai forum in questione) e noi per primi ci imponiamo di fornire agli utenti una informazione corretta su rischi e benefici dell'uso delle e-cig, segnalando prassi commerciali scorrette e eventuali messeggi pubblicitari inadeguati da parte dei rivenditori, nonchè eventuali liquidi di provenienza o composizione sospetti, intavolando un proficuo dialogo coi pochi produttori italiani di liquidi e sollecitando analisi di citotossicità ed altri test per verificare gli effetti sulla salute dei prodotti in circolazione. E i primi risultati sono già disponibili online sui siti degli stessi produttori.

    Certamente si possono sollevare dubbi e obiezioni su tali risultati se i test sono effettuati o commissionati dagli stessi produttori che hanno interesse a vendere, ma non dimentichiamoci che, parallelamente, la legge tutela la segretezza dei componenti delle misture delle sigarette tradizionali, e non è dato sapere quali addittivi sono aggiunti ai trinciati per aumentare l'assorbimento di nicotina e quindi la dipendenza da queste ultime e, trattandosi della salute dei consumatori, ogni "doppiopesismo" pare inappropriato.

    Inoltre, segnalo che la scarsa conoscenza del mondo delle e-cig -anche presso chi effettua le sperimantazioni "ufficiali"- è testimoniata dal fatto che nella stessa tabella riportata nell'articolo sono indiciati come modelli "più diffusi" quelli che in realtà sono pressochè unanimemente ritenuti quelli meno performanti, quelli con cui quasi tutti noi fumatori "elettronici" abbiamo iniziato ma di cui ci siamo presto stancati e che sono poi finiti dimenticati sul fondo di un cassetto.

    Ciò che invece è vero è che quelli indicati sono solo i modelli più visibili, quelli venduti nelle farmacie -fino ad oggi sostanzialmente l'unico canale di distribuzione a parte internet- ma in realtà non costituiscono che la punta dell'iceberg. I modelli più diffusi sono ben altri, si trovano online, disponibili presso shop italiani e stranieri e si tratta di vaporizzatori che in quanto a prestazioni -e quindi appagamento dell'utente- surclassano abbondantemente quelli indicati, anche presentandosi a volte come veri e propri oggetti da collezione artigianali fatti per durare, non come oggetti sin dall'origine destinati ad essere accantonati dopo un periodo più o meno breve di disintossicazione dal fumo, come invece lo sono cerotti, graffette o le e-cig da farmacia.
    Cionondimeno, buona parte di tali sigarette elettroniche sono comunque più economiche di quelle vendute in farmacia, pur avendo gli stessi principi di funzionamento e gli stessi liquidi di queste ultime.
    Assai probabilmente, se i test comportamentali sui fumatori venissero effettuati con tali modelli anzichè con quelli indicati dalla articolista in commento, i risultati sarebbero diversi.

    Per essere conclusivi, sicuramente il fenomeno delle sigarette elettroniche merita un approfondimento, magari anche una regolamentazione -che perlopiù vi è già, trattandosi soprattutto di non lanciare ai consumatori dei messaggi ingannatori (in proposito, il messaggio dei venditori online da me conosciuti suona perlopiù come "e-cig: il nuovo modo di fumare" piuttosto che non "il metodo definitivo per smettere di fumare") ma laddove si intendesse mettere paletti ulteriori quali la parificazione dell'età minima per l'acquisto di sigarette tradizionali e delle sigarette elettroniche e/o l'apposizione obbligatoria di messaggi di pericolo sulle confezioni di queste ultime, bisognerebbe comunque abbandonare o non sopravvalutare l'ottica del disincentivo al fumo dei potenziali nuovi fumatori e rivalutare l'ottica della tutela della salute di chi è già un fumatore.
    Se la sigaretta elettronica non dà l'appagamento sperato o viene tolta dal mercato, chi fumava (e non ha la forza di volontà di smettere di fumare con altri mezzi) non può che tornare alla sigaretta tradizionale, con tutti i rischi che ciò comporta.

    Certamente gli studi sulla possibile pericolosità delle e-cig dovranno continuare, ma non bisogna dimenticare la visione "sinottica" dei risultati con i già dimostrati effetti disastrosi sulla salute che ha la combustione dei tabacchi tradizionali. Se un giorno verrà dimostrato che le e-cig sono parimenti o più dannose delle usuali sigarette ben venga la loro proibizione, ma allo stato mi sembra non giustificabile -in base al solo principio di precauzione o a sporadiche prassi scorrette di alcuni rivenditori cinesi- la attuale levata di scudi contro le stesse, quando l' "alternativa" non solo è lecita, ma sulla stessa lo Stato ci lucra pure.
    Ritenendo, in coscienza, di potere ad oggi affermare che sia meglio un vizio "alternativo", di non dimostrata pericolosità, piuttosto che il ritorno al pacchetto di bionde giornaliero che mi fumavo in precedenza, concludo dicendo che, nella mia modesta opinione, fintantochè il consumo di sigarette non sarà messo al bando totale, ovvero per la vendita quelle non sarà richiesta la ricetta medica, nessun ostacolo maggiore rispetto alla vendita di tabacchi possa essere ragionevolmente posto alla vendita delle sigarette elettroniche, ed anche eventuali diciture di pericolo dovranno essere graduate rispetto alla diversa -comprovata- pericolosità dei due prodotti.

    All'opposto, demonizzare le sigarette elettroniche, perchè forse non sono innocue, equivale a fare il gioco delle multinazionali del tabacco, che lucrano sulla salute dei consumatori, e incentivare o consolidare il mercato delle sigarette tradizionali, che senza ombra di dubbio invece uccidono.

    Distinti saluti.

    Xxx Xxx

  4. #4
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    E qui la mia.

    Onestamente, mi chiedo spesso come fanno certi giornalisti a scrivere di tutto senza spesso conoscerne neanche i fondamenti.
    Cosi com'é capitato alla vostra Erika Tomasicchio, che scrive in questo articolo

    Sigarette elettroniche, scatta lo stop agli under 16 - Consumi - Kataweb - Soluzioni quotidiane

    cosi tante inesattezze da stravolgere del tutto l'oggetto di riferimento dal quale nasce la notizia.
    Nello specifico, le sigarette elettroniche non sono destinate ai non fumatori, che non dovrebbero neanche iniziare, e non sono un rimedio per smettere di fumare. Casomai un diverso e sicuramente meno nocivo modo di farlo.
    Le sigarette elettroniche, insomma, sono casomai un buon surrogato a quelle tradizionali: ma solo per chi quelle le fuma già perché schiavo di quel vizio. Cosi come l'uso della Nicotina può essere mediato e regolato dallo stesso utilizzatore e che può essere fatto solo con questi oggetti. Di certo non con le sigarette tradizionali, nelle quali ci ritroviamo di tutto a parte le minime e anch'esse dannose quantità di tabacco ormai residue; come oggi sappiamo con assoluta certezza.
    Anche mia moglie ed io usiamo la sigaretta elettronica da oltre 2 anni con successo e diminuendo man mano anche le quantità di Nicotina che aggiungo ai liquidi che usiamo, e ripeto autonomamente

    Infine, sarebbe stato anche facile approfondire la questione visto che bastava collegarsi su Internet al sito più popolato e visitato d'Italia che tratta di questi oggetti e del loro uso - Esigarettaportal.it - Sigaretta Elettronica Forum Italia - Sigarette Elettroniche - oltre che degli effetti che le migliaia di utenti iscritti hanno riscontrato empiricamente su se stessi negli anni. In quel sito, la nostra sarebbe stata messa a parte anche della sperimentazione scientifica che l'università di Catania sta effettuando su 50 militari, tutti già grandi fumatori, della base NATO di Sigonella, e questo solo dopo che già quella preliminare non aveva lasciato evidenziare nulla di dannoso. Ma anche che questa si concluderà proprio alla fine di ques'anno.

    Dunque approfondite, se potete. O fate sapere alla nostra di indagare e approfondire meglio prima di trattare di sigarette elettroniche, facendo cosi inconsapevolmente solo il gioco delle tristemente famose multinazionali del tabacco.

    PS: A scanso di equivoci, dev'essere chiaro che io non ho nessun interesse di alcun tipo per le sigarette elettroniche se non come mero utilizzatore, che però sono state per me la fonte di ogni migliorato benessere fisico dal momento che ho potuto smettere con quelle tradizionali. Meditate.
    Ultima modifica di Chrom; 11-11-2011 alle 20:59

    Bene, andrò all’inferno.

  5. #5
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    Predefinito ehehehe...no dai che la licenziano

    scherzavo eh... ...
    oramai siamo dei consumatori lobbisti ....

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