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Discussione: Perchè un giorno si e l'altro pure c'è qualcuno che viene etichettato come "omofobo"?

  1. #1
    nano nano
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    Predefinito Perchè un giorno si e l'altro pure c'è qualcuno che viene etichettato come "omofobo"?

    mi sta un po' salendo la bile ogni volta che leggo di frasi dette da qualcuno, anche senza nessuna voglia di offendere chicchessia, dalle quali poi nasce l'etichetta appioppata dai media: "omofobo !"

    ma scusate ? ma uno è libero di dire questo mi piace quest'altro no senza essere per questo giudicati ed etichettati ? Capisco se uno offende in qualche maniera ma altrimenti per me è solo speculazione mediatica.

    se non mi piacciono i carciofi sono etichettato come "carciofobo" ?

    se non mi piace la patonza vengo etichettato come "patonzofobo" ?

    se faccio una battuta, anche cretina o sprezzante, sul calcio devo essere etichettato come "calciofobo" ?

    io ritengo che chiunque debba essere libero di fare quello che gli pare, sotto le lenzuola o anche altrove, ma basta con questa ipocrisia dilagante, ormai chiunque parli di omosessualità e non si dichiari apertamente gay viene tacciato di omofobia, perchè magari ha fatto una battuta !

    bisogna essere liberi anche di poter parlar male di qualcosa, se si vuole, senza per questo essere giudicati in questo modo odioso.

    i veri omofobici per me sono proprio quelli che ti etichettano in tal senso !

  2. #2
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    Mi inviti a nozze.
    La risposta è perchè il termine "omofobia" ha assunto vita propria, è uscito dai confini definitori in cui è relegato nei vocabolari (Omofobia: intolleranza, diffidenza, sospetto nei confronti delle persone omosessuali) ed è diventato una definizione "omnia".
    Il bello però è che, a parte casi di aggressione e violenza nei confronti delle persone omosessuali perpetrati da chi -se non esistessero i gay- se la prenderebbe con le persone di colore, con i disabili e quant'altro, e che più che "omofobia" dovrebbero essere etichettati come "imbecillità pura", il bello è -dicevo- che l'omofobia non esiste.
    Mi spiego. Ci sono persone che anzichè accettare serenamente come tale una loro caratteristica "pregiudizievole" che ben sappiamo, e quindi accettare sè stesse come io accetto la mia intolleranza al latte e derivati, preferiscono identificarsi con una più "appagante" immagine che si sono autocostruite, preferiscono disconoscere il loro problema come tale, preferiscono nasconderlo sotto il tappeto.
    Ciò però genera conflitto sociale perchè impone loro di trovare un "colpevole" da accusare di essersi inventato il loro problema per sopraffarli ed emarginarli: la Chiesa, la destra conservatrice, Berlusconi e via discorrendo. E impone loro altresì di ridisegnare la società e i suoi valori per eliminare tutto ciò che gli ricorda il loro problema, anche a costo di disconoscere i diritti altrui: bisogna zittire, ridicolizzare le voci di dissenso (ledendo il diritto di opinione ed espressione); bisogna emarginare chi propone soluzioni "sgradite" al loro problema (lesione dell'autodeterminazione dei singoli e della libertà di ricerca scientifica), bisogna indottrinare la gente possibilmente fin dalle elementari (lesione al diritto ad una corretta informazione), bisogna eliminare le normali distinzioni con forzose parificazioni della loro situazione a chi in tale situazione non si trova, con l'istituzione di matrimoni e adozioni omosessuali (lesione dell'identità della famiglia e disconoscimento del diritto dei minori ad avere un padre e una madre) e l'elenco può continuare.
    In tale contesto diventa omofobia tutto ciò che va in senso opposto al loro "programma" per cui se uno crede, ad esempio, in un determinato modello tradizionale di famiglia si trova ad essere "omofobo" tanto quanto uno che esce di casa la sera per dare la caccia ai gay con spranghe e bastoni e anche una madre che dice "preferirei che mio figlio fosse etero piuttosto che gay" si trova a dire, di questi tempi, una "enormità" e a subire il pubblico disprezzo.

    Per fortuna non tutti "stanno al gioco" e anche lo scrivente -che da sempre condanna apertamente le ingiuste discriminazioni e ogni forma di violenza, predicando invece l'accettazione del prossimo quali che siano i suoi "gusti" ed eppure spesso viene tacciato di omofobia- in un simile contesto non può che prendere atto che se rifiutarsi di mettere il cervello in stand-by ed accettare supinamete certe idee è essere omofobi, allora viva l'omofobia, omofobi lo siamo tutti...
    Ultima modifica di Patalollo; 11-11-2011 alle 13:05

  3. #3
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    l'omofobia ? e che è ?
    fobia è sinonimo di paura...
    paura di chi ? delle persone che vengono picchiate a sangue tanto per il gusto di farsi una risata ?

    o forse la paura nasce dal fatto che un giorno o l'altro un gay o un nero o un qualunque altro emarginato si inkazzi come una bestia e li sgozzi tutti.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Patalollo Visualizza Messaggio
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    La risposta è perchè il termine "omofobia" ha assunto vita propria, è uscito dai confini definitori in cui è relegato nei vocabolari (Omofobia: intolleranza, diffidenza, sospetto nei confronti delle persone omosessuali) ed è diventato una definizione "omnia".
    Il bello però è che, a parte casi di aggressione e violenza nei confronti delle persone omosessuali perpetrati da chi -se non esistessero i gay- se la prenderebbe con le persone di colore, con i disabili e quant'altro, e che più che "omofobia" dovrebbero essere etichettati come "imbecillità pura", il bello è -dicevo- che l'omofobia non esiste.
    Mi spiego. Ci sono persone che anzichè accettare serenamente come tale una loro caratteristica "pregiudizievole" che ben sappiamo, e quindi accettare sè stesse come io accetto la mia intolleranza al latte e derivati, preferiscono identificarsi con una più "appagante" immagine che si sono autocostruite, preferiscono disconoscere il loro problema come tale, preferiscono nasconderlo sotto il tappeto.
    Ciò però genera conflitto sociale perchè impone loro di trovare un "colpevole" da accusare di essersi inventato il loro problema per sopraffarli ed emarginarli: la Chiesa, la destra conservatrice, Berlusconi e via discorrendo. E impone loro altresì di ridisegnare la società e i suoi valori per eliminare tutto ciò che gli ricorda il loro problema, anche a costo di disconoscere i diritti altrui: bisogna zittire, ridicolizzare le voci di dissenso (ledendo il diritto di opinione ed espressione); bisogna emarginare chi propone soluzioni "sgradite" al loro problema (lesione dell'autodeterminazione dei singoli e della libertà di ricerca scientifica), bisogna indottrinare la gente possibilmente fin dalle elementari (lesione al diritto ad una corretta informazione), bisogna eliminare le normali distinzioni con forzose parificazioni della loro situazione a chi in tale situazione non si trova, con l'istituzione di matrimoni e adozioni omosessuali (lesione dell'identità della famiglia e disconoscimento del diritto dei minori ad avere un padre e una madre) e l'elenco può continuare.
    In tale contesto diventa omofobia tutto ciò che va in senso opposto al loro "programma" per cui se uno crede, ad esempio, in un determinato modello tradizionale di famiglia si trova ad essere "omofobo" tanto quanto uno che esce di casa la sera per dare la caccia ai gay con spranghe e bastoni e anche una madre che dice "preferirei che mio figlio fosse etero piuttosto che gay" si trova a dire, di questi tempi, una "enormità" e a subire il pubblico disprezzo.

    Per fortuna non tutti "stanno al gioco" e anche lo scrivente -che da sempre condanna apertamente le ingiuste discriminazioni e ogni forma di violenza, predicando invece l'accettazione del prossimo quali che siano i suoi "gusti" ed eppure spesso viene tacciato di omofobia- in un simile contesto non può che prendere atto che se rifiutarsi di mettere il cervello in stand-by ed accettare supinamete certe idee è essere omofobi, allora viva l'omofobia, omofobi lo siamo tutti...
    io non credo.

    credo invece che sia difficile stabilire quanto sia speculazione sull'argomento o tentativo di far emergere un problema che rimane evidentemente poco presidiato a livello culturale. certo che è un argomento che va a toccare sensibilità profonde.
    Ultima modifica di yanez; 15-11-2011 alle 18:08

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  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da yanez Visualizza Messaggio
    io non credo.

    credo invece che sia difficile stabilire quanto sia speculazione sull'argomento o tentativo di far emergere un problema che rimane evidentemente poco presidiato a livello culturale. certo che è un argomento che va a toccare sensibilità profonde.
    E infatti è un argomento in relazione al quale, a parlarne, una parola è poca e due sono troppe, e si rischia il ban.

    Ma è oggettivo che il termine "omofobia" sia così inflazionato da avere perso la sua natura originaria.

    Un po' come dare del "fascista" a chi -per esempio- non crede nella collettivizzazione dei mezzi di produzione o crede nel rispetto della legalità e ritiene giusto che -per esempio- nelle manifestazioni di piazza sia legittimo l'uso della forza pubblica a presidio dell'ordine pubblico, senza sfociarsi nelle provocazioni o nella gratuita repressione.

    Però non è solo questione di non offendersi più se qualcuno ci dà del fascista o dell'omofobo per i pensieri che esprimiamo.

    Il problema sorge se a fronte di definizioni "vaghe" ci sono persone che dicono apertamente che uccidere un fascista non è reato, o che bisogna imporre leggi penali speciali contro l'omofobia, o che giustificano ogni prevaricazione degli altrui diritti per la asserita lotta contro l'omofobia.

    E allora, per esempio, va bene sputtanare ed esporre al pubblico ludibrio i politici omosessuali di destra, o citare in giudizio il titolare di un noto cinema per omofobia perchè aveva fatto la serata promozionale "lui e lei" con ingresso ridotto alle coppie, o fare radiare da facebook migliaia di utenti -con centinaia di anonime segnalazioni di abuso nei loro confronti- perchè erano iscritti a dei gruppi di discussione sgraditi, oppure fare rimuovere dall'AppStore la applicazione del gruppo Exodus International, e centinaia di piccoli abusi simili.

    E fin qui, tutto sommato, sono cazzatine, potrei anche sopravvivere al fatto di dovere ricominciare con la mia Farmville oppure di dovere istituire, per la par condicio, la serata "lui & lui" nel mio cinema, ma se si parla di farsi dei mesi di reclusione per un reato di presunta omofobia che neppure si sa bene cos'è, allora il discorso cambia.

    In definitiva "omofobia" è il comodo paravento per gridare "dagli all'untore" agli avversari di una certa ideologia, e purtroppo la cosa è sempre più diffusa.
    Ultima modifica di Patalollo; 15-11-2011 alle 19:46

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Patalollo Visualizza Messaggio
    Un po' come dare del "fascista" a chi -per esempio- non crede nella collettivizzazione dei mezzi di produzione o crede nel rispetto della legalità e ritiene giusto che -per esempio- nelle manifestazioni di piazza sia legittimo l'uso della forza pubblica a presidio dell'ordine pubblico, senza sfociarsi nelle provocazioni o nella gratuita repressione.
    nessuna delle cose che hai citato è indicativa di ideologia fascista, l'attuale maggioranza di destra per esempio ha dimostrato che la legalità non è patrimonio della destra

    Il problema sorge se a fronte di definizioni "vaghe" ci sono persone che dicono apertamente che uccidere un fascista non è reato, o che bisogna imporre leggi penali speciali contro l'omofobia, o che giustificano ogni prevaricazione degli altrui diritti per la asserita lotta contro l'omofobia.
    non capisco il parallelo, esistono leggi contro la discriminazione sessuale e nessuno si è scandalizzato se ci sono norme specifiche per la parità dei sessi (che spesso non sono applicate) l'estensione di queste norme all'orientamento sessuale non è certo paragonabile all'istigazione all'omicidio per motivi politici

    E allora, per esempio, va bene sputtanare ed esporre al pubblico ludibrio i politici omosessuali di destra
    il cane che morde il padrone non fa notizia, fa notizia invece il padrone che morde il cane
    se queste persone si comportassero in maniera coerente al loro essere non ci sarebbe nessuno scandalo, a chi interesserebbe sbattere in prima pagina che grillini o luxsuria sono omosessuali ?
    lo scandalo è perché sono proprio quelli che più si espongono contro i cosiddetti "diversi" che il fatto di essere loro "diversi" fa notizia e crea scandalo
    come se giovanardi tirasse di coca ogni mattina

    In definitiva "omofobia" è il comodo paravento per gridare "dagli all'untore" agli avversari di una certa ideologia, e purtroppo la cosa è sempre più diffusa.
    sono d'accordo con tutti voi sull'uso scorretto della parola "omofobia" paura dell'uguale, che significa ?
    in fondo significa che gli omosessuali sono uguali agli eterosessuali, non è una xenofobia, paura del diverso in quanto straniero, ma è proprio paura di chi è uguale a te e che di diverso ha un orientamento che è al pari di un orientamento politico o orientamento religioso, solo che il suo è sessuale e a qualcuno questo diventa incomprensibile o peggio ancora è consciamento o inconsciamente attrattivo e quindi genera fobia

    a me il termine omofobia non piace, preferisco parlare di discriminazione, discriminazione per origini, lingua, religione, orientamento politico, orientamento sessuale è esattamente la stessa cosa, cosa cambia nel discriminare una donna, un nero o un omosessuale ?
    ci sono norme contro la discriminazione, dovrebbero essere sufficienti, basta aggiungere l'orientamento sessuale alle norme contro discriminazione o un aggravante (come è stato proposto) per la discriminazione su base di identità e/o orientamento sessuale

    riguardo al regolamento del forum, cosa di cui sono stato promotore, non è niente altro che questo ... come non sono ammesse espressioni discriminatorie e razziste su altre basi non sono ammesse per l'orientamento sessuale, o verso le donne (ricordo le battaglie di @electricaurora e @lunettablu contro il machismo di alcuni forumisti)
    sarei sicuramente indisciplinato se il mio ruolo lo concedesse

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Lonegunman Visualizza Messaggio
    nessuna delle cose che hai citato è indicativa di ideologia fascista
    Si, ma stavamo apunto dicendo che il termine "fascista" è spesso usato ed abusato per insultare/delegittimare chi col fascismo non ha nulla a che vedere...

    non capisco il parallelo, esistono leggi contro la discriminazione sessuale e nessuno si è scandalizzato
    Se si tratta di criminalizzare condotte concrete ben determinate o determinabili quali le discriminazioni sul luogo di lavoro o altro per il sesso, la pelle o l'orientamento sessuale del prossimo penso che possiamo essere tutti d'accordo, ma se mi parli di istituire il reato di "omofobia", quale fattispecie onnicomprensiva indeterminata in cui incorre chi, per esempio, chi racconta una barzelletta sui gay o chi fa la serata "lui e lei" al cinema, scusami ma mi viene quantomeno la pelle d'oca. Il parallelismo è nel fatto che ci sia chi intende infliggere gravi sanzioni legali o extralegali ad altri per punire condotte assolutamente "evanescenti" per la loro indeterminatezza, quali l'essere "fascisti" od "omofobi", e mi sembra abbastanza grave.

    se queste persone si comportassero in maniera coerente...
    Coerente a che, scusa? L'omosessualità è una caratteristica personale, il razioncnio e le convinzioni politiche sono altro. Se un omosessuale dovesse per "coerenza" aderire ad ogni capriccio delle associazioni LGBT, allora io che ho gli occhi azzurri e i capelli biondi (?) dovrei per la stessa coerenza propagandare la superiorità della razza ariana.

    lo scandalo è perché sono proprio quelli che più si espongono contro i cosiddetti "diversi"
    E che hanno fatto di "contro", a parte il non votare una legge che, così com'era, aveva forti profili di incostituzionalità? Il problema non è che qualcuno si scandalizza, si scandalizzino pure quanto vogliono, il problema è che qualcuno si sente in diritto di sbatterli in copertina esponendo aspetti della loro vita che sono coperti dalla massima privacy (il chè è reato) in nome della lotta alla presunta "omofobia".

    Il problema è quindi che tu -ovviamente è un tu impersonale- prima ti arroghi il diritto di bollarmi come "omofobo" sulla base di non si sa bene cosa e poi, sulla base della etichetta che tu stesso mi hai affibiato, ti arroghi il diritto di compiere qualsiasi violazione nei miei confronti. Di questo passo, quand'è che si dirà che "uccidere un omofobo non è reato"?

    Spero di essermi spiegato bene e senza offendere la sensibilità di nessuno.
    Ultima modifica di Patalollo; 16-11-2011 alle 15:23

  8. #8
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    secondo me alcune impuntature (caso del cinema, battuta di di pietro e altro) degli anti-omofobi sono viste come necessarie rispetto ad altri esempi di derive sull'argomento.
    esempio: il fenomenale sottosegretario corsaro, a gad lerner che gli chideva un'opinione sulle donne del berlusca, è riuscito a dire (l'ho udito in diretta) che questo è un paese dove una parlamentare (pd) può dichiarare la sua omosessualità e addirittura luxuria sta in parlamento e non sa dove andare a pisciare.
    in pochi secondi ha messo sullo stesso piano il decadimento morale (?) di chi si vende per soldi con il libero esercizio del proprio amore (e sessualità, presumo) e la questione di appartenere ad un genere non ben definito.
    a questo punto anche il discorso sul cinema prende senso, secondo me.
    probabilmente il tentativo è quello di muovere la coscienza collettiva su nuovi interrogativi, cercando di non riproporre l'omosessualità come malattia come hai fatto tu (analogia con l'intolleranza alimentare) o come problema (sempre come hai fatto tu).
    di leggi speciali non ce ne sarebbe bisogno se non si usassero più certi termini.

    401 - VGO - scovolino t.

  9. #9
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    Vedi yanez, è sempre questione di rispetto ed accettazione del prossimo nella sua diversità, sia di "gusti" che di vedute.

    Visto che è un dato di fatto documentalmente incontrovertibile che l'APA, nel 1973, sotto la pressione del movimentio gay ha espunto l'omosessualità dal suo DSM non perchè abbia scoperto o dimostrato qualcosa sul punto ma per ragioni "tipografiche", perchè "dobbiamo fare un manuale, non un' enciclopedia di tutti i comportamenti umani possibili, e perciò è opportuno includervi solamente i comportamenti che sicuramente corrispondono alle caratteristiche delle psicopatologie... ...mentre altri colleghi continueranno diligentemente, in coscienza, a curare l'omosessualità (il pdf del documento in lingua originale lo posto più tardi, hanno cambiato il link, chissa perchè...), e la successiva evoluzione del dibattito è più politica che scientifica; visto che ciascuno è dunque legittimato a farsi la propria opinione sulla questione, possibilmente non per apriorismi ma sulla base di un minimo di informazione criticamente elaborata; visto che da "una parte" si accetta serenamente che le persone omosessuali siano Good As You -qualunque cosa sia l'omosessualità- e che la loro peculiarità non possa essere motivo di discriminazioni o peggio violenze e che occorra provvedere urgentemente per riconoscere fattivamente la parità morale e giuridica delle stesse con la eliminazione degli ostacoli di diritto che pregiudicano loro il conseguimento delle effettive pari opportunità nella vita civile, non vedo proprio perchè dall' "altra parte" non sia tollerabile una pluralità di vedute sul punto e vogliano imporre, anche con leggi speciali, la loro "verità" a tutti i costi.

    Se la soluzione della questione è nella carcerazione di quella parte della popolazione che mette in discussione la "verità" oggi proposta dai "camici arcobaleno" -che comporta non pochi effetti collaterali, tra i quali la legittimazione di quello che viene definito nei testi orientameto "pre-pubere"- direi che più che ad un tentativo di smuovere le coscienze su nuovi interrogativi, siamo di fronte ad un tentativo di imporre una Verità di Stato, pratica assai più consona a regimi totalitari che non a moderni paesi liberal-democratici. O no?

    Ps: neanche per idea che perde rilievo la questione del cinema o quella di Facebook. Se Corsaro le spara grosse, suggerendo che l'omosessualità sia un qualcosa di "indegno" da non sbandierare in pubblico e simili scemenze, cancella lui da Facebook, o dalla faccia della terra se preferisci, ma non venirmi a legittimare azioni di contestazione illegittime e meramente lesive degli altrui diritti perpetrate nei confronti di altre persone che di "omofobo" hanno ben poco. Thanks.
    Ultima modifica di Patalollo; 16-11-2011 alle 18:45

  10. #10
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    perdonami, limite mio, ma non capisco cosa vuoi sostenere.
    forse l'inopportunità dell'aggravante per i reati penali? chi propone l'aggravante forse (sarebbe bello chiederglielo) vuole sottolineare come esista una resistenza culturale al considerare l'omosessualità come una delle tante variabili del vivere. quello che diceva l'apa 38 anni fa non mi sembra molto significativo ed ancora prima qualcuno sosteneva che la terra era piatta.
    purtroppo non so cosa siano i camici arcobaleno e l'orientamento pre-pubere, tantomeno quale sarebbe la verità di stato di cui parli. ovviamente non ho corsaro su facebook.
    forse con l'impuntatura sull'omofobia (o quella che viene percepita come tale) si vuole sostenere che è semplicemente ingiusto e retrivo essere in qualsiasi modo discriminati e offesi per una propria scelta che nessuno può permettersi di commentare.
    e poi non dimentichiamo che anche Furia, il cavallo, era omosessuale (cfr renato pozzetto).

    401 - VGO - scovolino t.

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