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Risultati da 1 a 10 di 14

Discussione: Padri.

  1. #1
    saru
    Guest

    Predefinito Padri.

    NEWS : 21 MARZO 2011

    Padre separato denuncia il giudice
    Un’odissea giudiziaria per l’affidamento del bambino finisce davanti al Csm: quel magistrato ha un pregiudizio

    Avellino- Un’odissea giudiziaria, iniziata dopo il divorzio. Vissuta da un padre con l’angoscia di dover rinunciare al figlio e conclusa con la segnalazione di un giudice del tribunale di Avellino al Consiglio superiore della magistratura e la decisione - comunicata al presidente del palazzo di giustizia di piazzale de Marsico - di rinunciare a qualsiasi tipo di difesa nel prosieguo del procedimento avviato nei suoi confronti. E non solo: la “comunicazione” ufficiale ai magistrati che in caso di condanna pecuniaria «non sarò in grado di attenermi all’ordinanza » perchè non voglio «negare a mio figlio un giocattolo nel giorno di Natale, il pigiama, le scarpe, il libro delle favole, il pallone, i vestiti, il riscaldamento, le merendine, lo zoo, un film al cinema ». Una storia emblematica, simile a quella di tanti traumatici divorzi. Il dramma dei papà, spesso sottovalutato. Al punto che sono nate diverse associazioni che tutelano i loro diritti di genitori separati e con figli. «Sono finito in questo mondo surreale - racconta Francesco F., di Avellino - quattro anni fa. Insieme a mia moglie e al bambino, che aveva tre anni. Se allora mi avessero predetto quello che sarebbe avvenuto e che sta avvenendo, non ci avrei creduto. E avrei fatto male».

    Cosa è accaduto...
    «Sintetizzo. Ricorso giudiziale, udienza presidenziale rinviata per assenza giustificata da certificato medico, e con la conseguenza che non ho potuto vedere mio figlio per sette mesi, contro ricorso giudiziale, udienza presidenziale, ricorso in corte d’appello, ricorso al tribunale dei minori...»

    Perchè anche il tribunale dei minori?
    «Mio figlio aveva una anoressia di tipo psicologico, certificata in ospedale ma mia moglie non aveva intenzione di prestargli le cure individuate dopo la diagnosi...»

    E poi...
    «Ispezione degli assistenti sociali, ctu psicologica a seguito del ricorso urgente che mi è stato opposto per l’individuazione della scuola elementare in cui iscrivere il bambino. E ancora una nuova ctu psicologica per verificare se fosse ancora la migliore soluzione l’affido condiviso al cinquanta per cento con il pernottamento del piccolo per tredici giorni al mese presso la mia abitazione».

    Una storia infinita...
    «Infatti. Comunque, nonostante il giudizio sia ancora in corso, da questo labirinto fantascientifico ne sono uscito “vivo” e senza conseguenze (ho mantenuto intatto il mio rapporto con il bambino e i miei tredici giorni e tredici notti insieme a lui), ma non indenne. Si diventa sempre più timidi, insicuri. Ci si domanda cosa succederà ancora. Il portafogli si svuota e la testa si riempie di incertezze, di paura e un po’ di vergogna».

    Solo processi civili?
    «Purtroppo no. Spero di uscire indenne dal processo penale e che mi vede imputato. Si sta celebrando in tribunale per presunti maltrattamenti denunciati da mia moglie a cavallo delle udienze presidenzali. E’ superfluo dire che questi fatti non sono mai avvenuti. Ma non solo...»

    Cioè...
    «Spero di passare indenne anche il giudizio del giudice di pace al quale mia moglie si è rivolta per il riconoscimento della mia quota spese straordinarie sostenute per il bambino. Ma il sapone, il dentifricio, gli integratori alimentari, le goccine di acqua salata per il naso, il sapone intimo femminile, la pomatina per le gengive e via di seguito, le sembrano spese straordinarie? Tant’è che andremo a rispondere anche di questo in tribunale. Ma consideri che solo per mio figlio corrispondo 500 euro al mese e per mia moglie altri duecento...»

    La sua situazione economica...
    «Sono un piccolo commerciante. Mia moglie lavora, è un dipendente pubblico. Ha la casa coniugale, altri fabbricati e terreni. Cose che io non ho. Queste cose le ho provate e sottoposte al giudice...»

    E allora?
    «Ha ordinato delle indagini della finanza per trovare conferme. Le ha trovate, dopo cinque mesi. Ma non è servito a nulla. Il magistrato, con un gioco di prestigio, mi ha attribuito potenzialità di reddito derivanti da un mestiere che non ho mai fatto. A niente è servito provare con fatti e documenti che svolgo un’altra professione. E che quelle potenzialità in realtà non esistono. Dove non hanno potuto gli atti - evidentemente - hanno avuto ragione i pre-giudizi, quelli che un giudice non dovrebbe mai avere».

    Quindi...
    «Questo è il motivo che mi ha spinto a denunciare i fatti al Consiglio superiore della magistratura. Ed è sempre questo il motivo che mi ha convinto a comunicare al presidente del tribunale di Avellino che nel giudizio civile in corso non opporrò più alcuna difesa: se i documenti non servono figuriamoci che valore avrà la mia testimonianza. Se il giudice ha già deciso emetta pure la sentenza ».

    Teme conseguenze?
    «Da oggi in poi potrei essere massacrato da quel giudice o da chi per esso deciderà di annullarmi anche come padre e che faranno di tutto per delegittimarmi e in qualche modo umiliarmi».

    La sua paura più grande?
    «So che probabilmente raggiungeranno lo scopo di dividermi da mio figlio. Fino a ora non ci sono riusciti con le Ctu e con gli assistenti sociali. Domani ci riusciranno, perchè sarei nella materiale impossibilità di versare l’assegno di mantenimento impostomi a seguito di un provvedimento assurdo e abnorme. Le ripercussioni giudiziarie saranno inevitabili. Eppure...»

    Eppure...
    «C’è un momento in cui devi scegliere da che parte stare. C’è un momento in cui devi scegliere tra l’orgoglio e la dignità. C’è un momento in cui devi condividere con gli altri la tua esperienza e non ti puoi più nascondere, vergognarti. Non puoi subire tutte le ingiustizie in silenzio. Non puoi non denunciare le “incapacità”, l’incompetenza di chi ti deve tutelare applicando la legge. Massacrato sì, ma vigliacco no. Devo avere il coraggio di guardare mio figlio negli occhi con fierezza. Perderò la mia battaglia, ma almeno ci avrò provato».

  2. #2
    Claudio_80
    Guest

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    Babbo, tu che eri un gran cacciatore di quaglie e di fagiani, caccia via queste mosche che non mi fanno dormire, che mi fanno arrabbiare... Com'è profondo il mare..?..?....

  3. #3
    saru
    Guest

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    Poi da solo l'urlo Diventò un tamburo E il povero come un lampo Nel cielo sicuro Cominciò una guerra Per conquistare Quello scherzo di terra Che il suo grande cuore Doveva coltivare...
    Com'è profondo il mare...!...!...

  4. #4
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    Situazione A: moglie sposata con bravo ragazzo che lavora bene, bimbo di tre anni, bella casa costruita con i soldi di lui che lavora mentre lei -per scelta comune- sta a casa a tirare su il figlio... una favola di matrimonio sembra, finchè lei non si stanca di lui, perchè non la diverte più la vita di coppia che fanno e chiede la separazione. Pronostico: in mancanza di prova di motivi di addebitabilità a lei della separazione, lei si sarebbe "messa in tasca" assegnazione casa coniugale e metà del reddito del marito... Conclusione: con un po' di ragionevolezza -anche dell'avvocato che cerca una mediazione- per evitare litigi di cui fa le spese il figlio durante anni di separazione contenziosa lui riesce almeno a salvare la casa e a pagare un po' meno di alimenti, figlio in affidamento condiviso...

    Situazione B: Coppia monoreddito, lei disoccupata con poche prospettive di lavoro, lui manesco e arrogante, che già si porta la nuova amante in casa mentre la moglie fa la reclusa, la serva, e lui minaccia che in caso di separazione si licenzierebbe, lasciandola con i due figli a carico e il mutuo casa da pagare... Pronostico: anche con richiesta di addebito della separazione e denunce varie al marito, la "coperta" sarebbe comunque troppo corta per consentire ai due di vivere ciascuno una propria vita e magari alla prima rata non pagata la casa se la prenderbbe la banca. Risultato: lui della separazione non ne vuole sapere e lei non ha -comprensibilmente- il coraggio di iniziare la battaglia e continua a subire.

    A volte viene davvero da chiedersi la legge chi tutela... :-(
    Ultima modifica di Patalollo; 24-03-2011 alle 02:13

  5. #5
    saru
    Guest

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    In questi casi e in altri, in Italia, la legge tutela i Figli di conseguenza la madre e il padre si arrangia o sotto i ponti o a mangiare in mense di volontari.

    Ps anche se il padre si licenzia si attaccano ai cotributi pensionistici.
    Dovrà lavorare in nero per tutta la vita, se riesce, e non potrà avere mai nulla di proprietà.
    In più se lui avesse ancora i genitori dovrebbero pagare loro per lui.

  6. #6
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    Sono convinta che in linea di massima la legge sia perfettibile ma cmq giusta.
    La cosa che non condivido (e mai ho condiviso) è la difficoltà, nel caso sia il marito quello ad avere un più basso reddito, a far valere i suoi diritti.
    Certo è difficile valutare una situazione del genere dall'esterno.
    Ho letto storie di padri veramente tristissime, in perenne lotta per il diritto alla paternità.
    Ma ho letto anche storie di violenze domestiche e a raccontarle non sono mai i diretti interessati.
    Secondo me andrebbero fatti dei corsi obbligatori per i genitori in procinto di separarsi, per insegnargli a non riversare i loro disagi "emotivi" sui bambini.
    Personalmnte, a meno che non fossi sposata con una persona violenta o pericolosa, qualunque sia il motivo di una separazione, non riuscirei a separare mio figlio/a da suo padre.

  7. #7
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    Il divorzio quando ci sono di mezzo i figli può diventare davvero complicato e il 99% delle volte se il padre non è un farabutto, ci rimette e anche di molto.
    Una quindicina di anni fa mi è capitato di dover assistere a quello di una coppia di amici ed è stato davvero straziante, non solo per il fatto che come logico ognuno cercava di “tirarti” dalla sua parte, ma soprattutto vedendo come la madre cercava di manipolare (in gran parte riuscendoci pure) i figli contro di lui. Senza dimenticare la questione economica, la madre volendo riesce a rifarsi una vita, per il padre è praticamente impossibile: certe sentenze dove per gli alimenti il padre deve versare il 75% del suo stipendio non lasciano scampo.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da pat71 Visualizza Messaggio
    Il divorzio quando ci sono di mezzo i figli può diventare davvero complicato e il 99% delle volte se il padre non è un farabutto, ci rimette e anche di molto.
    Una quindicina di anni fa mi è capitato di dover assistere a quello di una coppia di amici ed è stato davvero straziante, non solo per il fatto che come logico ognuno cercava di “tirarti” dalla sua parte, ma soprattutto vedendo come la madre cercava di manipolare (in gran parte riuscendoci pure) i figli contro di lui. Senza dimenticare la questione economica, la madre volendo riesce a rifarsi una vita, per il padre è praticamente impossibile: certe sentenze dove per gli alimenti il padre deve versare il 75% del suo stipendio non lasciano scampo.
    Verissimo... Rare volte è il contrario... Vedi Barbara d'Urso (brrrrr....) che paga gli alimenti all' ex marito...

  9. #9
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    argomento spinosissimo.
    entriamo in un campo minato. la legge tutela i minori ma sovente i minori non vengono tutelati da chi dovrebbe perseguire il loro bene: i genitori/e.
    spesso accade chei figli diventino armi di vendetta e ricatto.
    se non ci sono motivi particolari (violenza soprattutto) un genitore che chiede al giudice limiti e vincoli sulla frequentazione del figlio con l'altro genitore dimostra di non volere bene al proprio figlio e per me dovrebbe perdere la patria potestà.
    Uno stato in cui difendersi costa più della pena da cui ci si vorrebbe difendere non è civile.
    Che palle chi dà il benvenuto a tutti i costi


    Quello che sta nel cuore del sobrio è sulla lingua dell'ubriaco.(Plutarco)
    ci sedemmo dalla parte del torto poichè tutti gli altri posti erano occupati B.Brecht

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Sturusu Visualizza Messaggio
    argomento spinosissimo.
    entriamo in un campo minato. la legge tutela i minori ma sovente i minori non vengono tutelati da chi dovrebbe perseguire il loro bene: i genitori/e.
    spesso accade chei figli diventino armi di vendetta e ricatto.
    se non ci sono motivi particolari (violenza soprattutto) un genitore che chiede al giudice limiti e vincoli sulla frequentazione del figlio con l'altro genitore dimostra di non volere bene al proprio figlio e per me dovrebbe perdere la patria potestà.
    Concordo.. Mi ricordo l'amica di mia madre che ha subito per anni violenze (anche sessuali) da parte del marito. Quando si sono separati e la figlia minore è voluta rimanere con il padre lei non si è opposta sapendo che il marito rispettava tantissimo le figlie... Ecco, lei, pur di non rovinare il rapporto delle figlie con il padre ha evitato che venissero a conoscenza delle carte processuali.
    Sinceramente non so se io sarei riuscita a fare altrettanto in questo caso...

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