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Discussione: Il futuro?

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    Ocio che son vecio
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    Predefinito Il futuro?

    L’inverno è iniziato, ma rimangono giornate calde per le sigarette elettroniche. Si discute in tutto il mondo del loro futuro e della loro regolamentazione, da New York a Roma, passando per Bruxelles.
    In America si è da poco concluso un interessante Forum Industriale a cui hanno preso parte i più grandi colossi mondiali delle e-cig. Produttori da tutto il globo come Njoy, V2 Cigs, Logic, Vapor Corp e molti altri, riuniti assieme ad esperti di salute pubblica, consulenti e giornalisti, per discutere del futuro del settore.
    Un dibattito importante, da cui è emersa la forte espansione del mercato e la necessità dei brand di differenziarsi investendo su tecnologia e qualità dei prodotti. Non sono mancate le discussioni relative alla salute, in cui ancora una volta sono emerse le enormi potenzialità delle sigarette elettroniche, oramai riconosciute come una valida alternativa per i fumatori, in quanto meno dannose. E’ tuttavia importante continuare a investire sulla ricerca, per garantire un maggior numero di evidenze scientifiche chiare, senza possibilità di fraintendimenti o incertezze. Si è discusso anche di regolamentazione, ribadendo la necessità di una maggiore comprensione delle potenzialità delle e-cig da parte di autorità sanitarie e legislatori. Si conviene all’unanimità che la regolamentazione deve essere ben distinta da quella relativa ai prodotti derivati dal tabacco.
    Se ci avviciniamo al nostro paese, facendo tappa per Bruxelles, la situazione cambia radicalmente. Secondo quanto riportato da L.I.A.F., Lega Italiana Anti Fumo, si apprende che in Europa la Commissione sarebbe intenzionata a inserire nella Direttiva europea sui Prodotti del Tabacco (TPD, Tobacco Products Directive) un emendamento che equipara le sigarette elettroniche a quelle convenzionali. Un testo che prevede, tra le tante, l’introduzione di una serie di limitazioni sui contenuti di nicotina, sulla diffusione dei prodotti ricaricabili e, naturalmente, sulla pubblicità. Una visione diametralmente opposta rispetto a quella adottata oltreoceano, che potrebbe stravolgere ancor più un settore che, al momento, non gode proprio di ottima forma.
    In Italia, nel frattempo, qualcosa si muove in positivo. In Commissione Bilancio del Senato, all’interno della Legge di stabilità 2014 (DDL 1120), è stato approvato un emendamento che punta a sostituire la famosa tassa del 58,5% sulle sigarette elettroniche e i relativi liquidi. L’emendamento annulla, di fatto, la precedente tassazione, sostituendola con un’imposta legata esclusivamente ai prodotti contenenti nicotina: il 25% del prezzo di vendita al pubblico sui liquidi, 25 centesimi su tutti gli altri (cartucce e cerotti). La lotta portata avanti dalle numerose associazioni sembra stia dando i suoi frutti, anche se la strada perché questo emendamento diventi legge non è ancora conclusa. Per il momento, infatti, è solo stato approvato dalla Commissione, il prossimo passo sarà la votazione in aula sia alla Camera, sia al Senato.





    “Sì alle e-cig per smettere”
    Ma l’Ieo promuove solo
    le cartucce senza tabacco


    “Il governo le boicotta c
    on una maxi-tassa”

    + Veronesi contro il governo:”Boicotta le e-sigarette solo per fare cassa”




    stefano rizzato






    Ti consigliamo:


    Che siano in voga o che la moda sia già evaporata, siano aromatizzate al sigaro o alla vaniglia, tassate al 20 o al 60%: tutto questo, per la medicina, conta poco. Quel che è importante è che le sigarette elettroniche possono essere decisive per aiutare chi fuma a smettere. E conta che non tutte le cartucce - i liquidi usati per ricaricare le «e-cig» - sono uguali: le uniche sane sono «tobacco free», senza contenuto di nicotina.

    In un momento d’incertezza sul futuro del fenomeno tutto questo si può dire, per la prima volta, con dati scientifici. Merito di uno studio dello Ieo, l’Istituto Europeo di Oncologia, e voluto dal direttore Umberto Veronesi. Presentata ieri a Milano, la ricerca ha monitorato le cure di 71 tabagisti, fumatori di almeno 10 sigarette al giorno da almeno 10 anni. Intenzionati a smettere, hanno ricevuto il supporto psicologico «standard». A 35 di loro, però, è stata data anche la possibilità di usare una sigaretta elettronica, rigorosamente senza nicotina.

    Al momento di raccogliere i risultati la differenza è apparsa subito decisiva. Spiega Carlo Cipolla, direttore della divisione di cardiologia dello Ieo: «Dopo sei mesi dall’inizio della terapia ha smesso di fumare il 60% di chi usava la sigaretta elettronica, contro il 32% dell’altro gruppo. Anche tra chi non è arrivato a smettere i risultati sono stati significativi: il gruppo della “e-cig” - in media - è riuscito a eliminare 10 sigarette al giorno, l’altro gruppo solo sei». I dati sono stati raccolti a prova di bugia, con visite sempre dallo stesso pneumologo e che includevano la misurazione del monossido di carbonio nell’aria espirata. «I punti di forza dello studio - aggiunge Cipolla - sono l’omogeneità del campione e la frequenza delle visite con cui abbiamo seguito i pazienti».

    Come detto, l’uso di sigarette elettroniche senza nicotina è un elemento fondamentale sia della ricerca che delle raccomandazioni dello Ieo. Continua Cipolla: «È vero che le “e-cig” eliminano l’aspetto cancerogeno derivante dalla combustione di ingredienti e costituenti, ma la nicotina non è priva di effetti nocivi. Le sigarette elettroniche che contengono tabacco portano ad aspirarne ogni settimana una quantità pari a quella di 180 Marlboro rosse: da cardiologo non posso che sconsigliarle».

    Quello che invece le conclusioni dello studio auspicano è che le sigarette elettroniche «buone», con sapore di tabacco ma senza tabacco, diventino un presidio medico e vengano vendute in farmacia. Una direzione opposta, di fatto, a quella presa finora dal mercato, visto che i negozi specializzati sono ad ogni angolo. Soprattutto, la stragrande maggioranza delle cartucce contengono liquidi a base di nicotina.

    È per questo che Veronesi prova ad andare oltre, proponendo distributori automatici di «e-cig» senza tabacco per garantire la comodità di trovarle sotto casa e metterle, anche su questo piano, in concorrenza con le sigarette tradizionali. Sul settore, però, pende la maxi-tassa del 58,5%, che dovrebbe entrare in vigore nel 2014. Salvo ripensamenti da Roma. «Della questione - rivela Veronesi - ho parlato con il ministro della Salute Lorenzin, che in modo informale mi ha rivelato che proverà a scongiurare l’aumento».

    Intanto, lo Ieo è pronto ad aprire un’altra fase delle ricerche. Una nuova indagine sulle sigarette elettroniche confluirà in «Cosmos 2», il programma dell’istituto che punta a validare l’efficacia di sistemi di prevenzione contro il cancro al polmone, quali la Tac spirale e la diagnosi molecolare. I pazienti saranno 200 e per un quarto di loro si proverà anche con le «e-cig» contenenti nicotina. «Non è una contraddizione - spiega Veronesi -. È necessario esplorare ogni strada e studiare tutte le chance per eliminare questo “mostro”».







    Italia e Svizzera, basta una sigaretta elettronica per fare la differenza






    di LUIGI POSSENTI
    Anche da una sigaretta si capisce la differenza che c’è fra un paese civile ed uno in via di sottosviluppo, tra dei politici dotati di buon senso ed una casta di parassiti dediti alla tassazione. La sigaretta elettronica insomma (e-cig per i sofisti della tecno-lingua) marca la differenza abissale tra la Svizzera e l’Italia.
    Oggi, a Roma, l’Associazione Nazionale Fumo Elettronico ha manifestato contro le scelte del governo Letta. Tra i cartelli esposti dai manifestanti, che protestano contro la tassazione sulle sigarette elettroniche alcuni molto divertenti, tipo questo: “Ve siete fumati er cervello”. “Speriamo che il governo Letta abbia il coraggio di dire basta a scelte che rischiano solo di distruggere investimenti e imprese” (forse le uniche, seppur piccole, nate in quest’ultimo anno di crisi) ha detto il presidente di Anafe, Massimiliano Mancini. La protesta è per scongiurare la maxi-tassa del 58% messa al vaglio dal governo sul consumo di nicotina, a partire da gennaio 2014 e l’obbligo di vendere le e-cig solo dai tabaccai. “Io ci ho speso la mia liquidazione da licenziato”, ha raccontato al Corriere della Sera il proprietario di un negozio di Latina.
    In Svizzera, oltre un anno fa, sulle sigarette elettroniche il provvedimento fu questo, come scritto dal Corriere del Ticino: “Dal primo aprile 2012 le sigarette elettroniche saranno esentate dall’imposta sul tabacco. È quanto ha deciso oggi il Consiglio federale, che ha adeguato in tal senso l’Ordinanza sull’imposizione del tabacco (OlmT). Nel dicembre scorso, il Parlamento aveva approvato una mozione di Roberto Zanetti (PS/SO) che incaricava il governo di rinunciare in futuro a tassare le sigarette elettroniche. Stando al «senatore» socialista, ogni sigaretta «virtuale» ne sostituisce una vera, con ripercussioni positive sulla salute. Un simile sforzo da parte dei fumatori in via di redenzione non deve essere punito con provvedimenti fiscali difficili da giustificare e in contraddizione con gli sforzi della Confederazione per arginare il tabagismo, aveva sostenuto Zanetti”. In sintesi, in terra rossocrociata, le sigarette elettroniche non sono più considerate prodotti di sostituzione assoggettati a imposta. Inoltre, si precisa che tutti i prodotti per la disassuefazione dal fumo registrati dall’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici (Swissmedic) saranno pure esentati dall’obbligo fiscale.
    Le stesse cose le dicono oncologi di fama come i professori Tirelli e Veronesi. Troppo difficile da capire per un governo di scendi…Letta!





    Futuro dello svapo in Italia



    Entro il 2012, inizio 2013 la commissione europea dovrebbe fornire linee guida più precise per regolamentare il mercato della sigaretta elettronica, l’ Oms nel congresso per il controllo del tabacco (FCTC) si pronuncierà in questi giorni dopo il congresso sul tabacco di Seoul del 12 novembre e il ministero della sanità italiano, ha avviato approfondite indagini da concludere in primavera per fornire elementi su una prossima e in parte auspicata regolamentazione delle sigarette elettroniche. Avremo ancora, come oggi, un ampia scelta di prodotti in negozi esclusivamente specializzati oppure finiremo per comprare dal tabaccaio o in farmacia a scapito della scelta e dei costi aggiuntivi?.



    • Sigarette elettroni0che bocciate dall’Istituto Superiore della Sanità (28 dicembre 2012): il ministero della sanità emette un giudizio “prudenziale” rifacendosi all’Oms, auspicando che le sigarette elettroniche con nicotina vengano regolamentate come prodotti medici e non come prodotti del tabacco. fonte: Sigarette elettroniche. Ministro Balduzzi:






    • Sigaretta elettronica assimilata ai tabacchi ( 8 dicembre 2012): a seguito della proposta di modifica n. 7.1 al DDL n.3534, nelle maggiori community è iniziato il tam-tam per lo più con i toni allarmistici dei consumatori e dei negozianti direttamente coinvolti. La proposta di legge inserita nel decreto sviluppo, sembra sia stata temporaneamente ritirata ma aspettiamoci a breve nuovi sviluppi in quanto il focus su questo settore in forte crescita è stato ormai messo dal legislatore sopratutto da un punto di vista economico come la tassazione e quindi una sua regolamentazione, speriamo a beneficio del consumatore, diverrà nel breve periodo operativa. fonte:Anafe (associazione nazionale fumo elettronico): AGGIORNATO – Decreto sviluppo, il parere dell’Italia sulla sigaretta elettronica. | ANaFe – Associazione Nazionale Fumo Elettronico






    • Congresso Oms FCTC del 12 novembre ( 22 novembre 2012): concordato con i paesi membri ,un nuovo trattato sul commercio illegale di tabacco, ti riporto una corta citazione : “L’eliminazione di tutte le forme di commercio illecito dei prodotti del tabacco, compresi il contrabbando e la produzione illegale, è una componente essenziale del controllo del tabacco”, dice l’ambasciatore Ricardo Varela, presidente della Conferenza delle Parti (COP) della WHO FCTC.”Adottando questo nuovo protocollo oggi per consenso, i paesi hanno ribadito il loro impegno storico verso la tutela della salute dei cittadini, in particolare i giovani e vulnerabili.”. L’OMS FCTC è stato adottato dall’Assemblea mondiale della sanità il 21 maggio 2003 ed è entrato in vigore il 27 febbraio 2005. Da allora è diventato uno dei trattati più rapidamente e ampiamente abbracciato nella storia delle Nazioni Unite. fonte: oms FCTC WHO | WHO Framework Convention on Tobacco Control

    Altro link interessante è quello della commissione europea che riporta eventuali legislazioni e studi nei paesi dell’unione. fonte: Commissione Europea ec.europa.eu Eurobarometers - European Commission



    • Interrogazione parlamentare al senato per una regolamentazione delle sigarette elettroniche (14 novembre 2012) “Il senatore Tomassini chiede ai Ministri della Salute e dell’Economia, in relazione alle sigarette elettroniche, per le quali in Italia “esiste una regolamentazione fortemente incompleta”, quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare, per quanto di propria competenza, volte ad introdurre in Italia una regolamentazione completa per i prodotti che contengono nicotina, con o senza tabacco, che possono rappresentare un’alternativa meno dannosa ai prodotti del tabacco convenzionali. ” fonte: Welfarelink - Scienza e benessere in rete




    • Germania vietata la vendita di capsule al mentolo (ottobre2012): l’Ufficio federale della protezione dei consumatori e la sicurezza alimentare ha respinto una domanda di una multinazionale del tabacco a vendere le sigarette contenenti capsule mentolo nel filtro, per motivi di salute pubblica. Le capsule possono essere aperte dal fumatore da schiacciamento. L’Ufficio federale ha preso atto che le capsule hanno lo scopo di aumentare l’attrattiva delle sigarette, soprattutto tra i giovani. fonte OmsFCTC WHO | Germany ? Cigarettes containing menthol capsules banned




    • Il governo degli Stati Uniti prevede di regolare sigarette elettroniche come prodotti del tabacco (25 aprile 2012): l’annuncio del US Food and Drug Administration è venuto dopo che la Corte d’Appello per il circuito DC ha emesso una decisione che le sigarette elettroniche non sono farmaci o dispositivi a meno che non sono commercializzati a fini terapeutici fonte: Reuters.com UPDATE 1-U.S. to regulate electronic cigarettes as tobacco | Reuters






    Studi Favorevoli

    Ecig e la sigaretta elettronica, la salute e i vantaggi: dai test tossicologici non risulta la presenza di sostanze nocive a differenza di quella tradizionale, non raggiunge temperature di combustione (650-850°) tali da trasformare singoli componenti chimici (come ad esempio il glicole propilenico) in sostanze cancerogene. Inoltre i partecipanti agli studi clinici condotti finora non hanno riportato effetti collaterali. Rimane dunque aperta la possibilità che la sigaretta elettronica possa rappresentare un’alternativa, a basso rischio, al fumo di sigaretta tradizionale fonte: ec.europa.eu/health-eu/Marianna Castelluccio http://ec.europa.eu/health-eu/journa...ssation_it.pdf
    Una delle società che ha cercato di fare chiarezza in questo settore in fatto di ricerca, è la Flavourart (non temere non ho niente a che fare con loro) una società italiana produttrice da tanti anni in aromi alimentari certificati e da qualche anno, in aromi per il fumo digitale; ebbene è una tra le poche società che ha fin dal 2010 investito con propri capitali in studi e ricerche molto serie e dettagliate sull’impatto tossicologico delle sostanze da lei prodotte e il loro impatto su alcune cellule viventi(sottocute) presenti nel nostro organismo avvalendosi di un tossicologo di fama internazionale e di laboratori indipendenti per le misurazioni. Ha così creato un protocollo denominato Clearstream, che per la sua serietà è stato accettato dalla comunità scientifica e presentato, insieme ai risultati, in molti importanti congressi. fonte: Flavourart ClearStream by FlavourArt | ClearStream by FlavourArt







    • Fumo passivo quasi inesistenti le tracce di nicotina (settembre 2012, Flavourart): questo studio, e’ stato completato e pubblicato di recente, contribuendo a fornire a noi consumatori e alla comunità scientifica, elementi importanti per un ulteriore passo avanti in queste ricerche. Lo studio è relativo a misurazioni effettuate su ben cinque ore di campionamento, di seguito alcune corte citazioni citazioni presenti nella ricerca:“Nicotina: tra gli aspetti più interessanti, abbiamo osservato che la nicotina, pur presente nei liquidi utilizzati per l’esperimento, non è stata rilevata durante la sessione relativa al fumo elettronico.” ….” Basandosi sui risultati osservati è possibile dedurre che il fumo di sigaretta produce una contaminazione da nicotina nell’aria, almeno 35 volte superiore a quella del fumo elettronico, il che equivale a dire che servono almeno 35 vaper per produrre un livello di nicotina equivalente a quello prodotto da un singolo fumatore.”

    Ecigpoint: a mio parere, bisogna sempre tenere presente delle differenze che ci potrebbero essere(e non dubito che ci siano) tra chi aspira direttamente e chi respira la sostanza nell’aria, che si parla di fumo passivo e non attivo, quindi la misurazione, anche se molto confortante, non e’ ovviamente all’interno del nostro organismo, non c’e’ spirometria relativa ai nostri polmoni, non c’e’ la misurazione di quanto avviene nel nostro sangue, ossigeno compreso e la relativa iterazione cellulare, non è questo lo scopo dello studio, ma è sicuramente la più recente e seria rilevazione misurata in un ambiente chiuso, che stabilisce, una volta per tutte il reale rapporto di nocività nel, fumo passivo, tra le sostanze contaminanti come la nicotina prodotte dalla sigaretta tradizionale e quelle della sigaretta elettronica.
    Qui trovi la ricerca integrale pubblicata a settembre 2012 da Flavouart: http://clearstream.flavourart.it/sit...CSA_ItaEng.pdf Qui, invece un video che ritengo interessante per darti un’idea della serietà e delle risorse con cui vengono affrontati questi studi. fonte: FA ClearStream by FlavourArt | Guarda i video



    • Studio sui liquidi per ecig, presentano danni 1500 inferiori alla sigaretta tradizionale(agosto 2012): “I liquidi che si trovano in una sigaretta elettronica , dopo analisi di laboratorio, hanno dimostrato di essere meno tossici di sigarette tradizionali. La maggior parte degli studi hanno trovato che le sigarette elettroniche non hanno nitrosammine, ma gli studi che ha fatto trovare in nitrosammine una sigaretta elettronica erano a livelli che erano 500-1400 volte inferiore alla quantità presente in una sigaretta di tabacco. Significato, se una sigaretta elettronica viene utilizzato quotidianamente, per quattro a 12 mesi, quindi la quantità di nitrosammine presente sarà la stessa di una singola sigaretta di tabacco.”fonte: New Research Done on the Benefits of an Electronic Cigarette - Technology News - redOrbit








    • Fumo passivo, Il fumo elettronico non presenta sostanze nocive (marzo 2012): studi condotti dalla società coreana Keca,(produttore) viene indicato nel 55% l’ assorbimento della nicotina nella sigaretta tradizionale e un 5,5% in quello prodotto dalla sigaretta elettronica, quasi 1/10 di assorbimento reale della nicotina consumata, ma tale notizia, è, secondo me, da prendere con le dovute cautele in quanto anche qui con minor cura e tempi, il test non avviene sul corpo umano(analisi del sangue, saturazione nelle cellule, etc..) ma tramite una apposita macchina in un ambiente asettico e statico, diverso da quello umano che si limita a misurare passivamente la sostanza rimasta.

    Ecco i due filtri testati dalla Keca utilizzando la sigaretta digitale (il primo) e quella analogica (lfiltri simili sono anche nel test integrale della Flavourart):
    Qui troverai la tabella riepilogativa del test fonte:j anty.com Vapor Test Results by Korea Electronic Cigarette Association Qui invece il video fonte:Keca 게시판 > 공지사í•* > ì*„자담배 기체테스트 진행


    • Studio italiano sulle sigarette elettroniche (gennaio 2012): ”i cercatori del Centro Prevenzione e Cura del Tabagismo dell’Università di Catania, diretti dal Prof. Riccardo Polosa e dal dott. Pasquale Caponnetto hanno pubblicato per primi al mondo un “report” sul Journal of Medicine Case Report (gruppo BMJ), riguardante il successo ottenuto con le sigarette elettroniche nel far smettere di fumare fumatori incalliti.I ricercatori sostengono che il successo ottenuto in questi fumatori, che hanno ridotto da 30 a zero il numero di sigarette fumate al giorno, è conseguenza di una delle caratteristiche intrinseche delle sigarette elettroniche che è quella di essere capaci di riprodurre la gestualità tipica del fumatori.” fonte: salute24.ilsole24ore.it salute24.ilsole24ore.com – 4 gennaio 2012





    • La sigaretta elettronica aiuta a smettere di fumare: una conferma scientifica (settembre 2011) : ”Smettere di fumare con la sigaretta elettronica: al via uno studio scientifico sarà uno studio dello IEO di Milano (Istituto Europeo di Oncologia, diretto da Veronesi) a decretare se, e in che misura, le sigarette elettroniche siano in grado di aiutare le persone a smettere di fumare”. fonte: medicinalive.com La sigaretta elettronica aiuta a smettere di fumare: una conferma scientifica | MedicinaLive



    Altri studi dovranno essere fatti e ti aggiornerò, sopratutto da un punto di vista del fumo attivo (ovvero di chi fuma) ma già oggi iniziamo a farci una idea più seria dei danni e dei benefici che possiamo trarre dal fumo digitale e della sua validità come alternativa al fumo analogico.









    Sigaretta elettronica: nuoce gravemente al fisco

    In Italia 400 mila persone hanno abbandonato le sigarette per passare a quelle elettroniche (ma presto potrebbero diventare 2 milioni). Multinazionali del tabacco e tabaccai sono in rivolta. Per l’erario si prospetta una riduzione delle entrate. E, in attesa di dati definitivi sulla loro tossicità, c’è già chi ha deciso di vietarne l’uso




    Una ragazza fuma una sigaretta elettronica (Credits: ANSA/CLAUDIO PERI)



    Tag: fisco panorama in edicola sigaretta elettronica
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    di Mikol Belluzzi

    Officine grandi riparazioni di Torino, Sergio Marchionne assiste seduto tra il pubblico alla presentazione della 500L. È molto teso, perché la piccola monovolume è una delle novità di punta del gruppo Fiat e un telefonino un po’ invadente lo ritrae mentre aspira voluttuosamente una sigaretta, avvolto dalle spire di quello che sembra del fumo. La scena fa il giro del web, ma guardando con attenzione i particolari si vede che la sigaretta in realtà è un modello elettronico, con la brace sostituita da una piccola luce rossa, e il fumo è semplice vapore acqueo.
    Anche il numero uno di Fiat, tabagista accanito da due pacchetti di sigarette al giorno, è uno dei 400 mila italiani che negli ultimi 2 anni si sono convertiti alle bionde elettroniche. Un fenomeno nato in Cina nel 2003 e che ora sta dilagando in tutto il mondo al punto che la società di analisi Euromonitor stima che il 5 per cento della popolazione diventerà fumatore digitale nei prossimi anni, anzi uno «svapatore», visto che quando il condensatore della sigaretta elettronica si scalda produce solo vapore, particelle di glicerolo e (solo se l’e-fumatore la introduce nella miscela) nicotina in quantità variabile. Per il resto nel fumo della sigaretta elettronica non c’è catrame, né monossido di carbonio e neppure le altre 4 mila e più sostanze che imbottiscono le bionde tradizionali. E poi manca la combustione. Argomenti che hanno fatto breccia anche nel nostro Paese (dove un sondaggio Doxa afferma che su 10,8 milioni di tabagisti il 20 per cento usa o intende utilizzare questa tecnologia), ma che portano con sé uno strascico di dubbi e polemiche.
    Per l’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto superiore di sanità non ci sono riscontri sul fatto che le sigarette elettroniche siano del tutto atossiche e per questo il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha deciso di vietare la vendita ai minori di 16 anni dei prodotti contenenti nicotina, in attesa di avere maggiori evidenze scientifiche per procedere a una regolamentazione. E nel vuoto legislativo ognuno si muove come meglio crede. Così nelle scorse settimane il fumo elettronico è stato vietato sui vagoni di Trenitalia e Ntv, ma anche sugli aerei Alitalia, mentre il primo comune italiano che lo ha bandito dagli uffici pubblici è stato Lomazzo, in provincia di Como, applicando anche una multa fino a 250 euro ai trasgressori. Poi sono arrivate le scuole superiori, i cinema e i ristoranti, dove si applicano i divieti più per esigenze di galateo che per tutela della salute.
    L’e-cig (come gli anglofoni chiamano la sigaretta elettronica) è diventata un oggetto trasversale: la fumano le signore mentre giocano a burraco al circolo e gli addetti alle consegne sui loro furgoncini. I genitori la regalano ai figli, sperando di tenerli lontano dal fumo di tabacco, mentre alcuni datori di lavoro la consigliano ai propri dipendenti per tagliare i tempi della pausa sigaretta. Una piccola rivoluzione che ha come capitale Torino, dove nell’ottobre del 2010 ha aperto il primo shop fisico di e-cigarette d’Europa. Un presidio antesignano dei 1.500 negozi che sono fioriti in questi mesi e che danno lavoro ad almeno 4 mila persone, con un giro d’affari che nel 2012 ha superato 250 milioni di euro.
    L’intuizione si deve a Filippo Riccio e ai suoi tre soci che nel 2009 hanno fondato la Smooke, leader in Italia nella vendita di sigarette elettroniche con 200 negozi e altrettanti in apertura nel 2013, una sessantina di dipendenti e 12 milioni di giro d’affari. «Uno dei miei soci fumava tre pacchetti al giorno, ma dopo due settimane di sigaretta elettronica aveva praticamente smesso» racconta Riccio a Panorama. «Così abbiamo intuito che potesse essere un ottimo business e dopo un anno e mezzo di vendite online abbiamo aperto un negozio fisico, soprattutto per dare modo agli e-fumatori di scegliere gli aromi».
    Perché quel che fa letteralmente impazzire gli e-smoker sono i liquidi da inalare: ne esistono centinaia di varianti, con o senza nicotina, e la sola Smooke ha 18 persone che ogni giorno confezionano 40 mila flaconcini. «Noi non diciamo che la sigaretta elettronica è uno strumento per smettere di fumare, ma serve a trasformare il vizio in una passione» sottolinea Massimiliano Mancini, presidente dell’Anafe, l’Associazione nazionale fumo elettronico e fondatore della novarese FlavourArt, il primo produttore italiano di aromi per e-cigarette, che in 2 anni ha visto crescere i suoi dipendenti da quattro a 40. «Alcuni studi sostengono che si tratta di un modo di fumare meno pericoloso di quello tradizionale, dato che l’e-sigaretta sviluppa solo una nebbia colloidale come quella di un aerosol. Comunque questo è un business pulito e siamo proprio noi produttori a chiedere regole precise e stringenti per il settore». Che ora si trova in una zona grigia: tanti affari e niente accise per lo Stato.
    I primi ad accorgersene sono stati i tabaccai: a Natale, periodo tradizionalmente favorevole alle vendite di sigari e sigarette, i prodotti da fumo hanno subito una contrazione del 10 per cento, mentre gli acquisti di e-cigarette sono letteralmente volati. Una perdita secca anche per l’erario che lo scorso dicembre ha provato a introdurre un emendamento nella legge di stabilità per far vendere le sigarette elettroniche solo nelle tabaccherie: tentativo andato in fumo. Al centro del contendere la possibilità dei negozi di e-cigarette di vendere liquidi contenenti nicotina (e quindi tossici) senza controlli. «Tutto ciò che contiene nicotina è regolamentato dal Monopolio e la cessione è riservata ai tabaccai» tuona Francesca Bianconi, presidente dell’Assotabaccai. «Quello che sta avvenendo in questi negozi è una vendita selvaggia, senza controlli, di prodotti di dubbia provenienza e spesso privi dei bollini che ne segnalano la tossicità. Per questo chiediamo una normativa chiara per tutelare i consumatori e i tabaccai».
    Perché, oltre alla salute, c’è in ballo il portafoglio. Per chi fuma un pacchetto al giorno, la spesa mensile arriva a circa 138 euro, mentre per chi fuma sigarette elettroniche, dopo l’investimento iniziale che va da 30 a 80 euro, la spesa mensile è di 25-30 euro, pari al costo di cinque-sei flaconi di ricarica. «Stiamo parlando di un risparmio anche del 70 per cento per un tabagista» sottolinea Mancini. Soldi che non finiscono più nelle tasche delle multinazionali del tabacco che, pur non rilasciando dichiarazioni ufficiali, sono molto preoccupate dalle dimensioni del fenomeno.
    In America, dove l’e-cigarette ha già conquistato 3 milioni di persone e secondo la Goldman Sachs quest’anno genererà un fatturato di 1 miliardo di dollari, i big si stanno attrezzando: Lorilland si è comprata Blu ecig, Bat ha preso Cn Creative e Rj Reynolds sta sviluppando un proprio prodotto digitale. Per gli analisti della Wells Fargo, tra un decennio le sigarette digitali avranno quasi spento quelle tradizionali. Forse non sarà così, ma meglio pensarci prima che gli affari vadano in fumo.





    PER VERONESI LE ECIG SALVEREBBERO 30.000 ITALIANI L’ANNO
    È pronto ad appellarsi di nuovo al ministro della Salute, Umberto Veronesi, per difendere il futuro delle sigarette elettroniche. “Con le quali potremmo salvare 30.000 vite all'anno in Italia e 500 milioni nel mondo”, ha detto l'oncologo a margine della presentazione di uno studio pilota sulle e-cig condotto dallo Ieo. Obiettivo: studiare gli effetti delle e-cig senza nicotina su alcune categorie di persone, come quelle che devono dire addio al fumo di sigaretta bruscamente dopo un infarto. “Oggi stiamo dibattendo del più grave problema sanitario del nostro secolo: lo stop al fumo. Per questo abbiamo il dovere morale di studiare scientificamente la sigaretta smoke free, e all'Istituto europeo abbiamo deciso di farlo", ha spiegato Veronesi che attacca la decisione della super-tassa del 58,5% che dal 2014 è destinata ad abbattersi sul settore. "Sulla sigaretta elettronica, il governo rema contro", ha detto il professore, preannunciando di tornare a parlare dell'argomento con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, “un'entusiasta dell'e-cig”, l'ha definita Veronesi che della Salute è stato ex-ministro. “l dibattito sulla sigaretta tobacco free si è concentrato soprattutto sul mercato: chi le deve vendere, quali interessi nascondono e se lo Stato ci deve, o può, guadagnare; pochi si sono soffermati sul cuore della questione: la salute dei cittadini”. In particolare, Veronesi si è soffermato sulle potenzialità delle sigarette elettroniche, che lui chiama “tabacco-free-cigarette” e per le quali auspica addirittura la vendita nei distributori automatici. “Le centinaia di morti quotidiane dovute al tabacco vengono ignorate ed è ignorato il loro dolore”, ha affermato Veronesi, sottolineando che la sigaretta elettronica non solo “non è cancerogena”, ma rinunciando alla sola combustione di carta e tabaccoevita a chi le utilizza fino a 13 composti cancerogeni.
    Ultima modifica di lordbyron77; 05-12-2013 alle 12:43 Motivo: citate fonti originali


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    Grande ricerca!
    Volevo dare rep + ma sembra che l'abbia già fatto in passato e non ne ho date abbastanza in giro ...
    vabbeh rep + virtuale
    [url=http://www.esigarettaportal.it]

    Spendo molto di più in HW e e-liquids di quanto risparmio avrei dovuto fumare molto di più, prima di smettere!

  3. I seguenti User ringraziano:


  4. #3
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    grazie @zanet rep

  5. Il seguente User ringrazia :


  6. #4
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    grande ( e utile) lavoro
    complimenti !!!

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  8. #5
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    grande zanet! rep+

  9. Il seguente User ringrazia :


  10. #6
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    Grazie del lavoro fatto!

  11. Il seguente User ringrazia :


  12. #7
    Carpe diem.
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    Woooow, grazie!
    Bel lavoro!
    L'elettronica non è solo una scienza. E' anche una s-c-i-m-m-i-a. [Cit]

    #lacarognasullaspalla 🐒

  13. Il seguente User ringrazia :


  14. #8
    Utente con altri interessi economici L'avatar di Bindolo
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    ottima raccolta di informazioni utili

  15. Il seguente User ringrazia :


  16. #9
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    L'avatar di Motomatto
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    Mitico Zanet Rep +

    Ot Aspetto sempre la recensione della ego-cc.... /ot

  17. Il seguente User ringrazia :


  18. #10
    Doctor WHO svapo!
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    D:"Assumeja a sigaretta vera? "
    R:"Comm a nu s... assumeglia a nu babbà".

  19. Il seguente User ringrazia :


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