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Discussione: Guida completa alle batterie di Rick Moquin (traduzione italiana)

  1. #1
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    Lightbulb Guida completa alle batterie di Rick Moquin (traduzione italiana)

    A conclusione del generoso lavoro di @gorman e ringraziando anche @ilPapino e @Martino per il loro contributo nella discussione iniziata da @lordbyron77 Guida alle batterie - in inglese!, riapro in rilievo l'ottima "Guida completa alle batterie" di Rick Moquin, nella sua versione tradotta in lingua italiana.

    Nel post successivo trovate il link originale "scovato" da @lordbyron77 e segnalo che la probabile origine del materiale è da ricercarsi in uno dei blog di Rick Moquin, in particolare:

    http://vapcentral.blogspot.it/

    Da parte mia mi sono limitato, durante la lettura, a delle insignificanti modifiche all'ottima traduzione di @gorman.
    Ultima modifica di giangi; 01-07-2012 alle 02:13

  2. I seguenti User ringraziano:


  3. #2
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    Lurkando qua e là, ho trovato quest'ottima guida (in Inglese) per apprendere le nozioni minime sulle nostre batterie: Happy Vaper - Canadian Quality Electronic Cigarette ECig E CIG E-CIG/Personal Vaporizers and DIY Smoke Liquid
    Non ho trovato la fonte originale, qualora la si trovasse, editerò il link

    Approfondimenti

    Sharing Battery Knowledge Essays & Feedback - Battery University


    Buona lettura
    Ultima modifica di giangi; 01-07-2012 alle 01:45

  4. Il seguente User ringrazia :


  5. #3
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    Predefinito Guida completa alle batterie di Rick Moquin (traduzione italiana) - PRIMA PARTE

    Domande frequenti (FAQ) sulle batterie
    Questa FAQ è stata realizzata con l’aiuto di Battery University, una fonte rilevante per le informazioni qui contenute.
    Nei casi in cui siano richiesti dati tecnici o, comunque, spiegazioni approfondite, vengono forniti i link necessari. Abbiamo ottenuto il permesso da Battery University (Isidor Buchmann) per utilizzare il materiale protetto dal copyright che si può trovare in questa FAQ.

    Le batterie sono tutte uguali?
    Sfortunatamente no! Le batterie non vengono prodotte tutte nello stesso modo, nonostante quanto sostenuto da molte persone. A rendere ancor più complessa la questione, anche le batterie di un medesimo produttore si differenziano le une dalle altre, a causa di un cattivo (o inesistente) controllo sulla qualità. A titolo di esempio sono state rilevate differenze nei diametri e nelle lunghezze, causa di infinite frustrazioni per la comunità di svapatori.

    Che significano i numeri riportati sulle batterie?
    In generale i numeri sono legati alle dimensioni delle batterie, espressi in millimetri (mm). La prima coppia di numeri definisce il diametro di una batteria, la seconda coppia la sua lunghezza. Il quinto numero è utilizzato per indicare una singola cella. Per esempio: una batteria 18650 ha 18mm di diametro e una lunghezza di 65mm.
    Un altro numero che possiamo trovare sulle batterie è la capacità in mAh (milliampere-ora), che equivale al quantitativo di energia immagazzinata nella cella. Maggiore sarà questo numero, maggiore sarà l’energia potenzialmente a disposizione dell’utilizzo che si intende farne (lo svapo, nel nostro caso). Questo valore, espresso in mAh è di solito collegato direttamente alle dimensioni di una batteria, ma non sempre. È possibile che esistano due batterie di dimensioni differenti con valori mAh identici. C’è anche da dire che le similitudini, solitamente, terminano qui.

    Qual è la migliore batteria?
    Nella mia modesta opinione, tutti dovrebbero acquistare le batterie della miglior qualità possibile per le proprie finanzie. Ho un debole per la produzione di AW, grazie alla sua qualità, resistenza e uniformità produttiva. Non tutte le batterie sono uguali, quindi la mia scelta ricade sul marchio AW. Perché?
    Perché il controllo sulla qualità e l’affidabilità di AW non è, a mio avviso, secondo a nessuno. Quando si tratta di sicurezza delle batterie, sono un passo avanti rispetto a quanto altri hanno solo tentato di raggiungere.

    Dovrei comprare batterie protette o non protette?
    Un altro argomento spinoso, in cui rientrano valutazioni spesso soggettive, a cui dare risposta è ancor più arduo. Si dovrebbero solo acquistare batterie protette, sia che si intenda usarle in serie, sia che si intenda utilizzarle singolarmente. Perché?
    Alcuni obiettano che la protezione vale sin tanto che il PCB (circuito di protezione) funziona correttamente e che, come qualsiasi componente elettronico, questo può sempre guastarsi. L’affermazione, in sé, è incontestabile. Ciò premesso, sono dell’avviso che la protezione aggiuntiva non debba essere sottovalutata con tanta leggerezza.

    Di quali batterie ho bisogno e/o quali dovrei usare?
    È ormai prassi comune, per i venditori, suggerire un elenco di batterie consigliate, per l’uso con un particolare apparecchio per lo svapo. La cosa è relativamente recente ma, oggi, sta diventando la norma. La cosa assume particolare rilievo per alcuni dei nuovi dispositivi meccanici. Perché?
    Il motivo è da ricercarsi in alcune delle nuove produzioni, realizzate con tolleranze molto ridotte e, in alcuni casi, senza nemmeno le molle che possano compensare diverse lunghezze di batteria. Come già osservato, poi, batterie degli stessi produttori possono avere lunghezze diverse, anche all’interno della stessa tipologia di batterie. Perché?
    Non lo sappiamo ma, fidatevi, non fate affidamento solo sul controllo qualità dei produttori, ne restereste inevitabilmente delusi. Quando avete un dubbio, chiedete sempre al venditore quali sono le batterie approvate e/o consigliate.

    Caricatori. Quali usare?
    Nuovamente, utilizzate quello consigliato dal venditore o, meglio ancora, quello consigliato dal produttore delle batterie. Se avete dubbi, usate il consiglio del produttore delle batterie. Ci sono diversi caricatori multiformato sul mercato, che funzionano bene e possono essere consigliati. Suggerirei di acquistare uno di questi, in caso utilizziate batterie di taglie differenti. Non ha alcun senso utilizzare più di un caricatore, quando se ne può utilizzare solo uno.

    Quale dev’essere la capacità di carica del caricabatterie?
    Varia a seconda della tipologia di batterie che devono essere caricate: deve essere del voltaggio appropriato, ad esempio 4,2V per batterie da 3,7V nominali o 3,6V per batterie da 3V nominali. Benché sia possibile utilizzare un caricatore con capacità inferiore alla capacità delle batterie (parliamo di voltaggio), fare il contrario può portare a guasti catastrofici, non solo per il caricatore ma per le batterie stesse. Questi guasti possono degenerare, fino a portare a conseguenze assai gravi. Parliamo, in un elenco non esaustivo, di batterie che sfiatano, esplosioni e incendi. D’altro canto, utilizzare un caricatore per batterie da 3 con batterie da 3,7V finirebbe per consegnarvi batterie praticamente scariche.

    Chimica delle batterie. C’è differenza?
    Assolutamente sì. Ed è una differenza significativa sia per la sicurezza sia per l’uso generale.
    Quali sono le differenze fra le diverse composizioni chimiche delle batterie?
    Le batterie basate su chimica agli ioni di litio (Li Ion) richiedono un circuito di protezione per la sicurezza, mentre quelle basate su Litio-Ferro-Fosfato (LiFePO4) e Litio-Manganese (LiMn o IMR) utilizzano una chimica più sicura. Anche negli ultimi due casi, sono comunque consigliati circuiti di protezione. La chimica più sicura impedirà lo sfiato con fiamme in caso di malfunzionamento catastrofico, mentre le batterie Li Ion contengono un ossidante, che produce ossigeno a sostegno della combustione, in caso si sviluppi sufficiente calore.
    Le batterie LiMn o IMR sono in grado di sopportare richieste di carico più elevate delle loro “cugine” Li Ion e LifePO4 (e di farlo con dimensioni più contenute). Vengono quindi definite batterie ad alto assorbimento. A patto che le batterie dispongano di un fattore C sufficiente all’applicazione, sono le batterie consigliate per l’utilizzo con atomizzatori a bassa resistenza.
    Detto questo, batterie Li Ion con celle di dimensioni rilevanti sono comunque in grado di gestire alte richieste di carico. In questi casi, la longevità delle batterie, fra un ciclo di carica e l’altro, diventa il fattore decisivo fra le due tipologie. Ad esempio, la AW 18650 da 2600mAh durerà di più della IMR 18650 da 1600mAh:
    • IMR18650 1600mAh 10C :
    o (1.6*10) = 16A per 6min, mentre
    • AW 18650 2600mAh 2C
    o (2.6*2) = 5.2A per 30 min
    Se usiamo un fattore di 3 con le IMR, (16/3) = 5.3, possiamo capire come diminuire la richiesta di carico non aumenti la longevità in maniera significativa (6min x 3, cioè 18 min), quando la paragoniamo a un carico analogo gestito da una 18650 standard per 30 minuti. Questi dati contrastano le supposizioni che vedono le IMR come soluzione efficace per tutte le celle, quando si può facilmente capire, ed è quanto riportato dalla comunità, che la chimica IMR è sprecata per batterie di grandi dimensioni.
    Se usiamo la matematica, appare chiaro come la longevità maggiore si ottenga utilizzando una 18650 standard rispetto a una IMR. Oltre a questo, le celle IMR sono prive di protezione e, benché utilizzino una chimica più sicura, l’uso di batterie protette dovrebbe essere sempre il fattore decisivo rispetto alla scelta d’uso, nel momento in cui la capacità di carico addizionale non è di particolare rilievo.
    Ultima modifica di giangi; 01-07-2012 alle 01:54
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  6. I seguenti User ringraziano:


  7. #4
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    Predefinito Guida completa alle batterie di Rick Moquin (traduzione italiana) - SECONDA PARTE

    Cosa si intende per "impilare"?

    "Impilare" è un termine gergale utilizzato per descrivere la connessione del polo negativo a quello positivo, utilizzando due o più batterie. Il termine più corretto sarebbe "utilizzare batterie in serie" o "connettere batterie in serie". Quando si collegano due batterie in serie, se ne raddoppia il voltaggio, mantenendone la capacità (mAh).

    Cosa si intende per "in parallelo"?

    A differenza di un utilizzo "in serie", "in parallelo" indica la connessione la connessione di ciascun polo positivo al polo positivo delle altre batterie, connettendo allo stesso modo tutti i poli negativi. Quando due batterie vengono connesse "in parallelo" si raddoppia la capacità (mAh) del pacchetto di batterie, mantenendone il voltaggio inalterato

    Ci sono vantaggi nell'utilizzare le batterie in parallelo rispetto all'utilizzarle in serie?

    Sì. Il vantaggio principale che si ottiene è quello di consentire un carico che una singola batteria non sarebbe in grado di sopportare. Connettendole in parallelo, si assicura che le batterie si suddividano il carico, senza sovracaricare nessuna cella del circuito. Un esempio, utilizzando una Trustfire 14500 da 900mAh (con un valore C di 1,5):

    • La batteria singola è in grado di svolgere un lavoro da [(900mAh/1000)x(1,5)]: 1,45A;
      La richiesta sulla batteria è di 1,6A da un atomizzatore standard a 2,2 ohm. Considerando che la batteria può garantire 1,45A, la batteria verrà stressata quando sottoposta al carico.
    • D'altro canto, se connettessimo due o più batterie in parallelo, raggiungeremmo 2,9A (o 4,35 nel caso di tre batterie), disponendo a questo punto di quanto necessario per reggere un carico di 1,6A, senza stressare nessuna batteria del circuito.


    Usare le batterie in serie garantisce gli stessi risultati?

    No, perché l'amperaggio si ottiene dividendo il voltaggio per la resistenza. I=V/R. Come abbiamo visto in precedenza, quando colleghiamo in serie le nostre batterie, ne moltiplichiamo il voltaggio, mantenendone inalterata la capacità (mAh). Prendiamo sempre la nostra 14500 da 3,7V e 900mAh:

    • La batteria singola è in grado di svolgere un lavoro da [(900mAh/1000)x(1,5)]: 1,45A
    • Due batterie in serie raddoppierebbero il voltaggio effettivo; 3,7x2 = 7,4V
    • Applicando la formula I=V/R, cioè 7,4/2,2 = 3,36A, avremmo un carico pari a circa due volte e mezza la possibilità di scarica della serie di batterie, portandoci a svapare in condizioni di fortissimo sovraccarico, con risultati potenzialmente catastrofici, in special modo in presenza di batterie non protette.


    Esiste un modo per utilizzare con efficacia un simile pacchetto di batterie? Sì, aumentando la resistenza dell'atomizzatore utilizzato per lo svapo.

    • Se I=V/R, allora R=V/I o 7,4/1,45= 5,13 ohm
    Ultima modifica di giangi; 01-07-2012 alle 01:58
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  9. #5
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    Predefinito Guida completa alle batterie di Rick Moquin (traduzione italiana) - TERZA PARTE

    Cosa si intende per C rating quando si parla di batterie?
    Quando si parla di C rating ci si riferisce alla capacità di carica e scarica delle batterie:

    1C = una volta la capacità in mAh di una batteria. Una batteria da 900 mAh, a 1C, può scaricare milliamp o 0,9 amp per 1 ora. La maggior parte delle batterie, a meno che non sia specificato diversamente hanno un C rating pari a 1.

    1C per una batteria da 2600mAh equivale a 2,6 amp per un'ora, mentre 2C per la stessa batteria equivale a 5,2 amp per 30 minuti.

    È facile capire che se il C rating può raddoppiare la capacità di lavoro di una batteria, riduce anche il tempo di effettiva durata per un carico così incrementato.
    Con C rating frazionali vale l'opposto:

    Se una batteria da 2600mAh può produrre 2,6 amp per un'ora, 0,5C per una batteria da 2600mAh equivale a 1,3 amp per 2 ore, raddoppiando la durata della batteria ma diminuendo la corrente sviluppata per un dato lavoro.

    Perché è necessario mantenere le batterie in coppie?
    Metaforicamente parlando, potremmo dire che le squadre che sono abituate a giocare assieme giocano meglio. Abbandonando la metafora, però, nell'utilizzo delle batterie si cerca di mantenere la resistenza interna delle batterie allo stesso livello o il più simile possibile.

    Cos'è la resistenza interna di una batteria e da cosa deriva?
    Le batterie LiIon perdono capacità attraverso l'ossidazione delle celle (colesterolo, per affidarsi a un'altra metafora), un processo che si manifesta naturalmente durante l'uso e l'invecchiamento delle batterie. Mano a mano che una batteria invecchia, la sua resistenza interna (colesterolo) aumenta. Questo aumento di colesterolo (resistenza interna) provoca accumuli di placche e quando questi accumuli raggiungono un determinato livello, il risultato è una batteria/arteria occlusa o, per meglio dire, una batteria non più in grado di erogare sufficiente corrente per il carico di lavoro. Simile, in pratica, a chi rischia un infarto faticando per salire una semplice rampa di scale.
    fig1.jpg

    La resistenza interna diminuisce il quantitativo di energia sfruttabile in una batteria?
    Sì. Riduce la capacità complessiva di carica della batteria. Immaginate una batteria con tre sezioni. Una contenente l'energia disponibile, la seconda vuota, pronta per essere caricata e la terza che contiene rocce, ormai inutilizzabile. Con l'uso e l'invecchiamento, la sezione di rocce aumenta
    fig2.jpg

    Ho sentito parlare di "stressare" una batteria. Che effetti ha lo stress per una batteria?
    La risposta è che può causare un invecchiamento precoce, a causa dell'accumulo di colesterolo (cioè di resistenza interna), in questo caso particolare dovuto ai carichi di lavoro eccessivi. Questi carichi aumentano la resistenza interna (colesterolo) esponenzialmente, portando a un incremento degli accumuli di placche (la zona di rocce della domanda precedente).

    Stressare una batteria è pericoloso?
    Sì, assolutamente sì.

    A quali effetti può portare stressare una batteria?
    Nei casi più blandi, l'accumulo di placche porta a un'occlusione arteriale con possibile scompenso cardiaco o, nel nostro caso, a una batteria non più in grado di mantenere la carica o erogare corrente.
    Nei casi più gravi, le arterie occluse possono portare a un aneurisma e alla morte. Nel nostro caso, se il circuito di protezione non intervenisse e la batteria fosse troppo stressata, portando a una condizione di sovracorrente, la batteria potrebbe sfiatare o anche esplodere.
    Ultima modifica di giangi; 01-07-2012 alle 02:18
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  11. #6
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    Predefinito Guida completa alle batterie di Rick Moquin (traduzione italiana) - QUARTA PARTE

    Perché mantenere le batterie in coppia?
    Come abbiamo visto, la resistenza interna nelle batterie riduce la possibilità di erogazione di corrente. Se una batteria di una coppia avesse una resistenza maggiore dell'altra, sarebbe chiamata a un lavoro supplementare. Questo (nel tentativo di erogare il medesimo quantitativo di corrente della sua "compagna"), porterebbe a un ulteriore incremento della resistenza interna. Col passare del tempo, la resistenza interna crescerebbe esponenzialmente, arrivando a danneggiare irrimediabilmente la batteria.

    Considerando che la corrente elettrica scorre in un sistema chiuso, la batteria con minore resistenza interna cerca di spingere una pallina da golf attraverso un tubo da irrigazione (si fa per dire, ovviamente). Questo, a sua volta, porta a un incremento della resistenza interna nella batteria migliore. E mano a mano che la resistenza interna aumenta nella batteria migliore, la batteria con maggiore resistenza interna viene stressata sempre più. Perché? Immaginate di farvi largo attraverso una giungla, con un machete, e paragonatelo a una passeggiata in un parco. Dove faticate di più?

    Come posso assicurarmi di mantenere le batterie in coppie?
    Normalmente vengono vendute in coppia. Una volta che le acquistate, contrassegnatele con una sigla lettera/numero. A1, A2, per esempio. Per evitare che il contrassegno si cancelli col tempo, potete coprirlo con un pezzetto di nastro adesivo trasparente.

    Il numero del contrassegno è importante? Perché?
    Sì, è importante. Quando si usano le batterie in serie, si verifica un fenomeno naturale che molti non sanno spiegarsi. La batteria più vicina al carico si scaricherà più rapidamente di quella più lontana. Sono state esposte molte teorie rispetto a questo fenomeno. All'atto pratico, sappiamo che si verifica e non approfondiamo (in questa sede). Dovete quindi alternare le batterie negli usi successivi. Per esempio, se usate la A1 in cima, la volta successiva mettetela in basso, poi nuovamente in basso, poi in alto e così via. Questo garantirà una migliore distribuzione del carico di lavoro e un accumulo di resistenza interna meglio distribuito, incrementando la longevità delle batterie. È un po' come la rotazione degli pneumatici, che si pratica per assicurarne un consumo uniforme.

    Quante batterie devo comprare?
    Si tratta di una domanda a cui è difficile fornire una risposta univoca, considerando le esigenze diverse che possono dipendere dallo stile di svapata dell'utilizzatore, dalla capacità delle batterie stesse e dal fatto che le batterie vengano utilizzate da sole o in coppia (in serie).

    In generale, 3-4 batterie dovrebbero essere sufficienti per un utilizzo con singola batteria, con un caveat. Le batterie 10440 hanno una capacità molto bassa (320-350mAh), quindi è consigliato acquistarne almeno 6, anche 8.

    Se le batterie devono essere usate in serie, invece, si ha bisogno di un minimo di 2-3 set di batterie, cioè 4-6 batterie per poter rispondere correttamente alle esigenze di svapo.

    Esiste una manutenzione per le batterie?
    Sì, anche se forse sarebbe meglio riferirsi a una cura adeguata per le batterie. Cura che si traduce in:
    • mantenere le batterie sempre pulite
    • mantenere le batterie in una custodia protettiva
    • mantenerle in un luogo asciutto
    • se non si dispone di una custodia protettiva, le batterie devono essere conservate in orizzontale, in modo da evitare che i contatti si tocchino fra loro. Le custodie protettive garantiscono questo aspetto;
    • ispezionare quotidianamente la copertura protettiva per ridurre le possibilità di cortocircuito. È di fondamentale importanza per le batterie che vengono usate in tubi metallici o comunque PV metallici, dove il contenitore è utilizzato come polo negativo per portare corrente;
    • le batterie devono essere numerate e utilizzate in rotazione, per assicurarne un'usura uniforme;
    • quando si acquistano le batterie, vanno caricate. Molte batterie escono dalla fabbrica già cariche. Questo voltaggio, però, viene definito voltaggio residuo e benché possa indicare il voltaggio disponibile, non indica lo stato di carica della batteria o il tempo trascorso dalla carica. Non vi è necessità di rodare le batterie, si tratta di un mito ormai sfatato. Così come non è necessario caricare una batteria nuova per 8 ore o per tutta la notte. Una carica che si conclude con la luce verde del caricatore è sufficiente
    • controllare sempre il voltaggio delle batterie una volta estratte dal caricatore. Servirà non solo per controllare lo stato di carica della batteria ma anche per verificare che le misure di sicurezza del caricatore e del PCB della batteria stiano funzionando a dovere. Se si dovesse evidenziare un sovraccarico, investigare sui possibili motivi prima di proseguire nell'uso della batteria o del caricatore;
    • una volta che la batteria smette di funzionare o arriva al suo limite di basso voltaggio (garantito dalle funzioni di sicurezza del PCB della batteria stessa), verificate il voltaggio residuo della batteria prima di metterla nel caricatore. È altresì importante prendere nota della durata del ciclo di carica. È un'informazione importante come riferimento futoro perché:
      - indicherà il livello d'usura della batteria. Ci si può aspettare un ciclo di carica più breve mano a mano che il contenuto di rocce aumenta (la resistenza interna, come visto nei punti precedenti). Può comunque indicare anche lo stato di funzionamento del caricatore.
      - se, per ragioni ignote, il ciclo di carica dovesse richiedere più tempo di quanto normalmente avviene per una data batteria, si dovrà indagare rispetto alle cause del comportamento anomale. Potrebbe essere difettoso il circuito di protezione della batteria o del caricatore o entrambi. Durante l'invecchiamento, infatti, le batterie dovrebbero impiegare progressivamente meno a caricarsi, visto che la capacità di immagazzinare energia delle celle si riduce con l'accumulo di rocce (resistenza interna).
    • prendere nota della durata d'utilizzo delle batterie oltre che del loro tempo di carica. Col passare del tempo, l'usura porterà a durate inferiori e a cicli di carica ridotti. Si tratta di chiari indicatori di "vecchiaia" per una batteria. Tempo di ordinarne una nuova.
    Ultima modifica di giangi; 01-07-2012 alle 02:00
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  13. #7
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    Predefinito Guida completa alle batterie di Rick Moquin (traduzione italiana) - QUINTA PARTE

    Come si misura il voltaggio?

    Con un multimetro. È consigliato l'utilizzo di un multimetro digitale rispetto a uno analogico, per ragioni legate all'accuratezza delle misurazioni. I multimetri non sono semplici misuratori di voltaggio, consento infatti altre misurazioni, fra cui quella della resistenza. Nessuna casa dovrebbe esserne sprovvista, visto che gli usi possibili vanno ben oltre quelli legati allo svapo.

    Perché mi serve un multimetro?

    Un utente di ECF propone questa citazione nella sua firma: «Uno svapatore senza multimetro è come un dottore senza stetoscopio.» Non potrei essere più d'accordo. Un utilizzo corretto di questo strumento aggiunge un'ulteriore elemento di sicurezza e può anche essere sfruttato per individuare problemi all'orizzonte, prima che possano verificarsi o che comunque potrebbero passare inosservati.

    Come appena menzionato, un uso giudizioso e quotidiano del multimetro per testare le batterie può evitare possibili incidenti. Il multimetro è un modo per verificare lo stato di salute delle batterie, così come quello degli atomizzatori. Oltre a questo, potendone misurare la resistenza, garantisce l'utilizzo di atomizzatori adatti al voltaggio prescelto per lo svapo. Visto che tutti gli atomizzatori sono identici esteriormente (a meno che non vengano marchiati dal produttore), infatti, l'uso di un atomizzatore a bassa resistenza, con alti voltaggi, potrebbe portare rapidamente a un malfunzionamento.

    Alcuni atomizzatori, inoltre, vedono le loro prestazioni decrescere col passare del tempo e questa è un'indicazione di come abbiano ormai i giorni contati. Spesso un atomizzatore può smettere di funzionare senza motivi apparenti. Un rapido controllo col multimetro ci permette di capire immediatamente se l'atomizzatore è effettivamente "morto" oppure se ci sono altri problemi su cui valga la pena investigare.
    A volte un atomizzatore funziona bene con un PV e non va con un altro. Anche in questo caso, una verifica col multimetro può essere d'aiuto per isolare il problema.

    Quali misure di sicurezza adottare durante la carica delle batterie?

    Innanzitutto si deve sempre usare un caricatore che sia designato per quella specifica batterie. Nel dubbio, seguite sempre i consigli del produttore della batteria.

    Non lasciate mai in carica le batterie incustodite o durante la notte.

    Tenete sotto controllo la fase di carica. Se le batterie o il caricatore diventano molto caldi (non tiepidi o caldi, molto caldi), scollegate immediatamente il caricatore e togliete le batterie dal caricatore stesso, per procedere poi a ricercare le cause del problema.

    Effettuate la carica sempre lontano da oggetti infiammabili, in particolar modo per le batterie LiIon non protette. Per quanto in molti si rivolgano ormai alle batterie protette, altri proseguono nell'utilizzo di batterie non protette. Temo che questo proseguirà fintanto che le batterie non protette verranno messe in vendita.

    Sconsigliamo di caricare le batterie in queste condizioni:
    • batterie con chimica diversa simultaneamente nello stesso caricatore
    • caricare batterie con voltaggi dissimili nello stesso caricatore. Utilizzare sempre il caricatore appropriato al voltaggio delle batterie per caricarle
    • caricare batterie delle stesse dimensioni ma con capacità in mAh differenti simultaneamente nello stesso caricatore
    • caricare batterie di produttori diversi simultaneamente nello stesso caricatore

    Caricare sempre le batterie usate in coppia come coppia e le batterie usate singolarmente come batteria singola.

    Rimuovere sempre le batterie dal caricatore quando la luce diventa verde. Le batterie non hanno bisogno di restare nel caricatore per una carica incrementale "goccia a goccia". Al contrario, oltre a non essere necessario, questo può diminuire la vita della batteria stessa.

    Se una batteria si carica più rapidamente di un'altra, rimuoverla dal caricatore. Prendere nota della cosa, perché è un'indicazione che punta a due circostanze: la batteria ha sviluppato una maggiore resistenza interna oppure la batteria è stata consumata maggiormente rispetto alla sua controparte. Benché sia normale che le batterie usate in coppia abbiano tempi di ricarica differenti, discrepanze troppo ampie devono essere gestite con cautela. Una verifica col multimetro può aiutare, diversamente si possono invertire i canali di ricarica durante la ricarica successiva, per verificare se il problema riguardi la batteria oppure il canale di ricarica del caricatore che potrebbe ricaricare più lentamente dell'altro.

    In caso si verifichi che una batteria di un set (coppia) è problematica, l'uso di quel set di batterie deve essere interrotto, per utilizzare solo la batteria funzionante in modo corretto da sola (non come parte di una coppia differente). Nel caso di batterie da 3V (inutili per utilizzo singolo), il set deve essere eliminato.

    Se invece si verifica che è il caricatore a offrire tempi di ricarica diversi fra i diversi canali, è consigliabile sostituire il caricatore.

    Non caricare mai una batteria che sia stata portata oltre alla soglia di basso voltaggio. Si può riuscire a ricaricare una batteria in queste condizioni ma il tutto va effettuato sotto stretto controllo. Qualsiasi ulteriore indicazione di problemi deve portare all'interruzione della carica e all'eliminazione della coppia di batterie oppure all'utilizzo della batteria rimanente in PV che funzionino con una sola batteria. Mai e poi mai utilizzare la batteria di una coppia con una batteria proveniente da un'altra coppia. Mai e poi mai mischiare batterie nuove e vecchie per formare nuove coppie.
    Le batterie formano una coppia, vengono usate in coppia e vengono eliminate in coppia. A meno di non poterne usare una per PV a singola batteria, in caso la batteria che mantiene il funzionamento corretto sia abbastanza nuova.
    In tutti gli altri casi, eliminate le batterie a coppie.
    Ultima modifica di giangi; 01-07-2012 alle 02:02
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  15. #8
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    Predefinito Guida completa alle batterie di Rick Moquin (traduzione italiana) - AVVERTENZE FINALI

    Attenzione!

    Le batterie che utilizzano celle IMR hanno una resistenza interna molto inferiore alle normali batterie LiIon da 3.7V e potrebbero terminare il processo di carica a un voltaggio più elevato del dovuto (specialmente con le versioni più vecchie del caricatore WF-139). Controllatene sempre il voltaggio quando le estraete dal caricatore per verificare che non superi i 4.20V. Sovraccaricarle sopra i 4.25V può ridurne la longevità. Sopra i 4.50V potrebbero scoppiare o perdere liquidi. NON USATE un caricatore che tenda a sovraccaricare le batterie con celle IMR.
    Ultima modifica di giangi; 01-07-2012 alle 02:13
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    Predefinito Nota aggiuntiva: Smaltimento delle batterie

    Approfitto di questo thread per inserire alcune informazioni sullo smaltimento delle batterie.

    Come molti di voi sanno già, le batterie al litio vengono smaltite come tutte le altre batterie. Non devono mai essere bruciate o buttate nei normali cassonetti dei rifiuti, ma devono essere smaltite esclusivamente nei contenitori per la raccolta differenziata di batterie, che si trovano all'esterno di molti edifici pubblici o commerciali (scuole, supermercati, farmacie, ad esempio) o possono essere riconsegnate ai venditori che hanno l'obbligo di provvedere al loro smaltimento.

    "Dal 1°gennaio 2009, in virtù del D.Lgs. 188, datato 20 Novembre 2008, è stato esteso in Italia l'obbligo di recupero alle pile e agli accumulatori non basati sull'uso di piombo bensì sull'impiego di altri metalli o composti. Tale decreto recepisce e rende effettiva la direttiva europea 2006/66/CE.

    Ad essere incluse sono:
    • le batterie primarie (cioè le pile non ricaricabili) di tipo:
    - Zinco-Carbone (per apparecchi a basso consumo, per es. sveglie)
    - Alcalino-Manganese (per apparecchi ad elevato fabbisogno di energia, per es. walkman)
    - Litio (ad esempio, per fotocamere, orologi da polso o calcolatrici tascabili)
    - Zinco-Aria (batterie per usi specifici, ad esempio apparecchi acustici)
    - Ossido d'Argento (celle a bottone, ad esempio per orologi o calcolatrici tascabili)

    • le batterie secondarie/ricaricabili (vale a dire accumulatori):
    - Piombo (utilizzati per l'alimentazione automobili e camion)
    - Nichel-Cadmio (batterie economiche per apparecchi ad elevato consumo di energia)
    - Nichel-Idruro metallico (per giocattoli, videocamere, apparecchi radio; meno nocive degli accumulatori al nichel-cadmio)
    - Ioni e polimeri di litio (per cellulari, notebook o fotocamere digitali)

    Il D.Lgs. 188/08 introduce il principio (ormai diffuso nella normativa comunitaria) che i costi di raccolta e riciclo vengano posti a carico dei produttori di pile e accumulatori, che dovranno organizzarsi in Consorzi o Sistemi collettivi e che ha portato, di fatto, all'abolizione del consorzio obbligatorio (Cobat).
    Il Decreto ha infatti previsto la costituzione di un Centro di coordinamento Pile ed Accumulatori (CdcPA) che avrà il compito di garantire l'efficacia e l'efficienza dell'intero sistema. Il Cdcpa non ha fini di lucro e avrà il compito di ottimizzare le attività dei sistemi collettivi dei produttori di pile ed accumulatori per incrementare costantemente le percentuali di raccolta e di riciclo di pile e accumulatori a fine vita; dovrà dare inoltre garanzia dell'obiettivo primario di tutela ambientale, salvaguardando l'economicità del servizio per tutti i soggetti coinvolti, dai cittadini, agli operatori ecologici, dalle imprese alle istituzioni tutte.
    "

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  19. #10
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    Solo un piccolo appunto, non mi è chiara questa parte del discorso che riporto qua sotto
    Quale dev’essere la capacità di carica del caricabatterie?
    Varia a seconda della tipologia di batterie che devono essere caricate: deve essere del voltaggio appropriato, ad esempio 4,2V per batterie da 3,7V nominali o 3,6V per batterie da 3V nominali. Benché sia possibile utilizzare un caricatore con capacità inferiore alla capacità delle batterie (parliamo di voltaggio), fare il contrario può portare a guasti catastrofici, non solo per il caricatore ma per le batterie stesse. Questi guasti possono degenerare, fino a portare a conseguenze assai gravi. Parliamo, in un elenco non esaustivo, di batterie che sfiatano, esplosioni e incendi. D’altro canto, utilizzare un caricatore per batterie da 3 con batterie da 3,7V finirebbe per consegnarvi batterie praticamente scariche.
    Da quello che capisco prima si consiglia un caricabatterie con voltaggio più alto rispetto alla batteria e poi si dice che questo stesso caso può comportare "guasti catastrofici".


    Tra liquidi, hardware, tasse, spese di spedizione in totale ho speso 256,55 €

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