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Discussione: Commenti e discussione su "Le batterie per BB: Guida per principianti (e non....)

  1. #1
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    Predefinito Commenti e discussione su "Le batterie per BB: Guida per principianti (e non....)

    Come detto nel primo post della guida, ho chiuso quel 3d per mantenerlo pulito e leggibile per tutti e vi invito, se ne sentite la necessità, a richiedere chiarimenti o fornire suggerimenti in questo 3d.

  2. I seguenti User ringraziano:


  3. #2
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    intanto ti reppo, e grazie.

  4. Il seguente User ringrazia :


  5. #3
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    Grazie davvero utilissima e completissima guida, Rep+ e thanks d'obbligo per te !!!

    Un paio di domande se puoi, volevo chiederti come comportarmi con le batterie nuove di pacca, che di solito arrivano cariche o quasi, prima le scarico e poi le ricarico o la prima cosa da fare e' infilarle nel caricabatterie, te lo chiedo perche' al riguardo mi han dato consigli discordanti .

    L'altra domanda e' se mettere a caricare le batterie quando non sono del tutto scariche le danneggia o ne accorcia la durata o no, praticamente una batteria da 3.7v che quando e' completamente carica mi da 4,1\4,2 V, se io la ricarico quando ritorna a 3,6\3,7 v anziche' tirarla fino a 3,2\3,3v faccio disastri o no?

    Grazie in anticipo per le risposte !

  6. Il seguente User ringrazia :


  7. #4
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    @Febbo
    le batterie al litio non soffrono di effetto memoria, per cui puoi ricaricarle qualunque sia il livello di carica di partenza. Quando mi arrivano nuove, in genere le metto sotto carica, perchè se erano state stoccate correttamente non dovrebbero essere al livello massimo di carica.
    Quello che danneggia le batterie è una carica al di sopra dei 4,2 V (per le 3,7 V), dovuta ad un caricabatterie non troppo affidabile, oppure scaricarle sotto i 3 V.
    Quindi non fai disastri, vai tranquillo.

  8. Il seguente User ringrazia :


  9. #5
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    Grazie mille a questo punto allora appena risultano un po' fiacche le ricarico e questa situazione di solito la percepisco intorno ai 3,6\3,5v, se cosi' non si fanno danni mentre a overscaricarle si, otterei uno svapo qualitativamente migliore e aumenterei la vita delle batterie !!!

  10. #6
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    Dunque, visto che da quando sono qui faccio solo domande e non porto contributi, cerco di rimediare per quel poco che posso.

    Di batterie ricaricabili ne esistono diverse tecnologie. Le più comuni sono:
    - Piombo-acido
    - Nickel-cadmio
    - NIiMH (Nickel-Metal Hydrates)
    - LiPo (Litio Cobalto in Polimeri)
    - LiIon (Litio Cobalto in elettrolita)
    - LiMn (Litio Manganese)

    Tralasciando le piombo acido (solo per svapatori patologici... ), le prime due tecnologie sono abbastanza consolidate (modo gentile per dire vecchiotte).
    Sia le NiCd che le NiMH hanno alcune caratteristiche in comune, tipo:

    NiCD
    Vantaggi
    - Tensione nominale 1,2V
    - Buone densità di energia (57 Wh/Kg, quasi il doppio delle piombo acido)
    - Buone correnti di picco in scarica (migliori delle pile standard alcaline)

    Svantaggi
    - Vita relativamente breve (500 cariche-scariche o 3 anni)
    - Autoscarica abbastanza elevata (perdono il 15% della carica al mese)
    - Costo abbastanza elevato
    - Forte impatto ambientale (il cadmio è un metallo pesante)
    - Effetto memoria. Se la batteria viene abitualmente ricaricata, diciamo quando è al 30% di carica residua, dopo essersi scaricata del 70% risulta a zero, diminuendo la capacità complessiva della batteria. Di questo ne parlo meglio più sotto.

    NiMH
    Hanno gli stessi vantaggi delle NiCd, con in più il fatto di essere un po' meno costose, sicuramente meno inquinanti per l'assenza del cadmio e con una densità di energia leggermente maggiore (80 Wh/kg). Hanno un ciclo di vita maggiore di 500 cariche/scariche, ma l'invecchiamento è sempre di tre anni. L'autosacarica è più elevata e arriva al 20%/mese (vale a dire che una batteria completamente carica messa in un cassetto, dopo sei mesi è a zero). Contrariamente a quanto si crede, anche loro soffrono dell'effetto memoria.

    LiPo
    LiIon
    LiMn

    Sono da considerare un po' il Santo Graal degli accumulatori. Hanno una densità di energia doppia rispetto alle NiMH (167 Wh/Kg) ed una tensione per elemento di ben 3,6 V, col risultato di avere, a parità di potenza, batterie più piccole e leggere. I cicli di carica e scarica raggiungono tranquillamente i 1000, si caricano velocemente ed hanno un'autoscarica dimezzata rispetto alle NiCd (10%/mese).
    La differenza tra le Litio normali e quelle col polimero consiste nel fatto che nelle LiPo l'elettrolita di Litio è inglobato un polimero gelatinoso, la qual cosa consente ai costruttori di creare pacchi batterie con forme più particolari, oltre ad aumentare leggermente la sicurezza delle pile stesse.
    Le LiMn utilizzano il Manganese al posto del Cobalto per l'elettrodo negativo, con un significativo miglioramento dal punto di vista ambientale. L'80% delle pile al litio in commercio usa questa tecnologia.
    Tutto rose e fiori ? Non proprio. I loro più grossi difetti sono di essere delicate, pericolose e piuttosto difficili da ricaricare.
    Una precauzione fondamentale: MAI far scendere in scarica la tensione delle Litio sotto i 3 V per elemento. A quel punto, la batteria si spacca.

    Pericoli
    Il pericolo con gli accumulatori è strettamente legato alle sovratemperature, che causano lo sviluppo di gas sotto pressione. In genere si risolve il problema mettendo valvole di sfogo nei contenitori o sui tappi. Negli accumulatori al litio, però, c'è un problema aggiuntivo: queste non "sbuffano", scoppiano proprio e con un bel botto (provato di persona), dato che il Litio non solo è molto reattivo in presenza di umidità, ma ha anche la brutta abitudine di sviluppare idrogeno nella reazione. Non so quanti di voi abbiano mai visto o usato quei petardi rossi o gialli che si usano a carnevale o capodanno: bene, una 18650 che scoppia è due volte peggio. Per questo motivo, soprattutto in fase di carica, è essenziale controllare che la batteria non si surriscaldi. Solitamente, soprattutto nei pacchi batterie, vengono integrati dei termostati che, raggiunta una certa temperatura, interrompono i contatti, ma nei formati tipo stilo o bottone non è garantito che ci siano. Detto questo, non c'è comunque da preoccuparsi più di tanto. Far scoppiare una pila al litio è spettacolare, certo, ma, se costruita a dovere, non è nemmeno semplice o frequente. La miglior prevenzione consiste nel comprare batterie e caricabatterie solo da rivenditori fidati, evitando se possibile cinesate con costi sospettosamente bassi. Tranquilli, quindi, ma con prudenza.

    Carica
    La cosa probabilmente interessa poco visto che, comunque, alla fine si usano i caricabatterie, ma giusto qualche accenno ai sistemi di ricarica lo voglio fare.

    NiCd e NiMH si ricaricano alla stessa maniera, ovvero a corrente costante. Esistono due metodologie di ricarica, la fast charge e la trickle charge. Nella fast charge, la batteria viene caricata con una corrente pari alla nominale (ovvero, una pila da 2000 mAH si carica a 2 A per un ora). I sistemi elettronici, di solito, monitorizzano la tensione ai poli che, in fase di carica, sale linearmente. A carica conclusa, la tensione inizia a scendere, con un "ginocchio" più pronunciato nelle NiCD che nelle NiMH. Per questo motivo, se per le prime questa tecnica è considerata affidabile, per le seconde si preferisce misurare la temperatura (che, a batteria carica, sale rapidamente) o più semplicemente usare un timer fissato a un'ora.

    La trickle charge è più sicura, anche se più lunga. La pila viene caricata con una corrente pari a 1/10 di quella nominale (ovvero, una pila da 2000 mAH si carica a 200 mA per 10 ore). Una volta caricata, la batteria può essere lasciata collegata indefinitamente senza danneggiamenti: la trickle charge, infatti, è anche detta carica di mantenimento. Il difetto principale, ovviamente, è il lungo tempo di carica.
    I caricabatterie più intelligenti, poi, applicano la "discharge-before-charge", ovvero all'inserimento della pila iniziano scaricandola fino ad arrivare a 0,6-0,7 V per elemento, poi procedono alla carica vera e propria, questo per evitare l'effetto memoria.

    Per le Litio, la storia è tutta diversa. La ricarica avviene inizialmente a corrente costante, di solito pari a quella nominale (ovvero la corrente indicata sulla pila come ampere invece di amperora), poi quando la tensione della batteria raggiunge i 4,20 V, si passa ad una carica a tensione costante. La tensione di 4,20 volt per cella è considerato un buon compromesso tra capacità di carica e stress dell'elemento che, con tensioni più alte, tende ad ossidarsi, riducendo la vita utile dello stesso. A questo punto, si monitorizza la corrente che, gradualmente, decresce. Quando questa corrente scende sotto il 3% della corrente nominale, la carica è considerata conclusa. Il controllo della temperatura, con le pile al Litio, è anche più importante che nelle altre due tecnologie, per evitare brutte sorprese. Quando la corrente raggiunge lo zero, la batteria è carica. L'effetto memoria non sanno nemmeno cosa sia, anzi è meglio caricarle spesso e brevemente piuttosto che mandarle a zero.

    Effetto memoria
    Qualche delucidazione in più e qualcosa da NON fare, se non siete più che esperti...
    Negli accumulatori al nickel (NiCd e NiMH), la ricarica con batteria non scarica causa, a lungo andare, una cristallizzazione errata dei cristalli di Nickel o di Cadmio che li rende inutilizzabili ai fini della carica. Questo viene detto "effetto memoria" o, a volte, "effetto fondo di bottiglia". Esistono due metodi per cercare di recuperare la pila: uno rischioso (da non provare, come detto, se non siete esperti o aspiranti suicidi) ed uno molto più sicuro, anche se più lungo.
    Il primo consiste nel fornire delle brevissime "botte" di corrente a 12-14 V nella pila (max 1 sec, tre o quattro volte), che causano lo sbriciolamento dei cristalli anomali. Se si è fortunati, si recupera una parte della capacità persa, altrimenti si spacca la batteria. Ripeto ancora, è una procedura "d'emergenza", che va evitata il più possibile.
    Quella corretta (e consigliata dai costruttori) consiste nel "ciclare" la batteria rovinata con cicli di scarica e ricarica completi (scaricare a 0,7V e caricare al 100%) per 10-15 volte. Ci vuole parecchio tempo, ma in questo modo si può recuperare l'accumulatore quasi completamente senza rischi.

    Come già detto, tutto questo NON VALE per gli accumulatori al litio che, grazie al cielo, NON SOFFRONO MINIMAMENTE dell'effetto memoria.

    Spero che questa chiacchierata risulti interessante per qualcuno, nel caso contrario mi scuso per il tempo e lo spazio che ho fatto perdere al forum.

    Ciao

    Paolo
    Ultima modifica di webwizard; 26-11-2012 alle 13:10

  11. I seguenti User ringraziano:


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