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Discussione: Sigarette elettroniche sotto i riflettori di Forbes

  1. #1
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    Predefinito Sigarette elettroniche sotto i riflettori di Forbes

    Tratto da: L.I.F.E – Lega Italiana Fumo Elettronico Sigarette elettroniche sotto i riflettori di Forbes

    Riceviamo e pubblichiamo la traduzione dell’articolo apparso sulla rivista “Forbes” del 11/10/2013.
    Un ringraziamento a Stefano Virtuani per la segnalazione e ad Aurelia Bracciforti per la traduzione

    Perché l’FDA sta proteggendo i fumatori dalle buone notizie riguardo le sigarette elettroniche?
    di Gilbert Ross, M.D.

    Qualsiasi professionista sanitario serio converrebbe che il fumo di sigaretta è senza dubbio il più devastante e prevedibile rischio per la salute pubblica che abbiamo la necessità di affrontare in questo paese. Ed ora, ad oltre quattro anni dal momento in cui è stata data alla Food and Drug Administration (FDA) l’autorità legale per pronunciarsi sui derivati del tabacco, l’agenzia di regolamentazione affronta probabilmente la più importante decisione della storia sulla salute pubblica. È giunto il momento di farsi carico della loro responsabilità nei confronti dei fumatori che stanno cercando di smettere e delle loro famiglie.

    La mortalità dovuta al fumo di sigarette toccherà prevedibilmente il miliardo in questo secolo. Nonostante questo fatto deprimente, le misure attuate dalla FDA finora, apparentemente rivolte a ridurre il numero dei fumatori, sono state attuate quasi completamente a fior di labbra senza avere alcun impatto reale. Un metodo relativamente nuovo di aiutare i fumatori a smettere è stato adottato negli anni scorsi da milioni di fumatori (molti dei quali sono ormai ex-fumatori). Mi riferisco ovviamente alle sigarette elettroniche (e-cigs). In concomitanza con il consistente picco delle vendite di questo dispositivo si vocifera di un declino storico nella vendita di sigarette tradizionali.

    I vaporizzatori personali funzionano fornendo un potente “hit” di nicotina in vapore acqueo, con aromi e attivatori in nessun modo preoccupanti per la salute, né del ”vaper” (come essi si definiscono) né dei presenti. La maggior parte di essi assomigliano a sigarette il che è sia la loro benedizione che la loro maledizione.

    Sorprendentemente, questo nascente miracolo della salute pubblica è stato messo a confronto con un mix di derisione e isteria da parte di gruppi anti-tabacco in tutto il mondo: a livello globale, l’OMS, le ONG orientate alla salute, l’ente regolatore inglese MHRA, e molte nazioni non si risparmiano sforzi per scoraggiare i fumatori dal provarle, usando fuorvianti (anche falsi) avvertimenti, avvisi sui siti, sondaggi telefonici ed un’esagerata preoccupazione sul traviamento della gioventù. Purtroppo, e in modo imbarazzante per la politica di sanità pubblica basata sulla scienza, la FDA e il CDC sono stati volontariamente complici di questa campagna di disinformazione. Nel frattempo hanno volutamente ignorato studi che indicavano i benefici delle e-cig nell’aiutare i fumatori a smettere di fumare. Mi chiedo: “Come può essere?”

    Le possibili spiegazioni non sono belle: ignoranza volontaria, dogmi basati su esperienze collezionate nel 20° secolo, o avidità.

    Accuso coloro che sono responsabili di ostacolare la comunicazione veritiera circa i rischi reali dei vaporizzatori personali di collaborare in una “campagna a protezione della sigaretta tradizionale”, i cui effetti saranno di scoraggiare i fumatori a smettere, il che porterà ad un maggior numero di fumatori morti. Considerate questo: coloro che impediscono l’accettazione delle e-cigs agiscono per motivi che sono ben lontani dalla sanità pubblica.
    I gruppi senza scopo di lucro in prima linea nell’attivismo anti e-cig sono fortemente finanziati da aziende farmaceutiche che si occupano del business della vendita di farmaci contro la dipendenza quasi completamente inutili (un fatto che essi hanno convenientemente trascurato di rivelare). Se le aziende produttrici del tabacco si comportassero allo stesso modo sarebbero state trascinate in tribunale dalla FDA in un baleno. Nel frattempo il risultato chiaro delle campagne ufficiali è questo: i mercati delle sigarette vengono protetti, gli aiuti per smettere del tutto senza valore invece vengono promossi.
    Chi trae profitto? Non certo i fumatori che hanno una dipendenza.

    Nonostante le diffuse campagne contro il fumo, qualche farmaco per smettere che ha un successo marginale e le misure di “denormalizzazione” (denormalizzazione è il processo di ottimizzazione delle prestazioni di un database n.d.t. – vale a dire nonostante vengano svolte da più parti delle azioni contro il fumo in maniera ripetuta e amplificata), si continua a parlare di dipendenza. Solamente nel nostro paese, ogni anno le sigarette esigono un sacrificio di vite umane di circa 450.000 persone che muoiono prematuramente. Altri 8 milioni e mezzo di persone e le loro famiglie soffrono di patologie a lenta evoluzione correlate al fumo. E ancora, circa il venti per cento della nostra popolazione continua a fumare, con scarsi cambiamenti nella prima decade di questo secolo (rispetto al precedente).

    Mentre il numero di fumatori è calato dopo il rapporto del Surgeon’s General (equivalente del Ministero della Sanità) nel 1964, il numero dei malati e dei morti è cresciuto comunque: su questo non si può far nulla, dal momento che il danno è stato compiuto decenni fa, grazie alla nefasta e ingannevole manipolazione fatta dalle aziende del tabacco, esperte nella vendita dei loro prodotti mortali a giovani creduloni e suggestionabili.
    Ma qualcosa può esser fatto adesso per salvare le future generazioni dalla perdita della vita e della salute che ha continuato a devastare coloro che erano assuefatti nel secolo scorso.

    Abbandonare le sigarette è straordinariamente difficoltoso - la maggior parte dei fumatori vuole smettere, ma del milione che ogni anno ci prova, meno di uno su dieci ci riesce per lungo tempo.
    Questo deludente risultato è migliorato solo minimamente dalle terapie approvate dal FDA disponibili sul mercato. Nonostante questi fatti innegabili, i funzionari del CDC e del FDA continuano a dire ai fumatori di rimanere “fedeli” ai prodotti approvati, e li “mettono in guardia” contro le e-cigs, basandosi su ipotetici pericoli, mentre ignorano in maniera perversa il bilancio delle vittime.

    Il funzionario recentemente nominato a capo del centro per il tabacco del FDA, Mitch Zeller, ha indicato che questo è il mese al termine del quale la FDA pubblicherà il suo verdetto se le e-cigs debbano essere considerate derivati del tabacco e inserite nello stesso contesto di regolamentazione delle sigarette. Se la decisione è questa, ne seguiranno inevitabilmente conseguenze disastrose. Il tempo è venuto, anzi ora siamo ben oltre, per affrontare il problema delle malattie legate al fumo, con un occhio verso il futuro, non verso il passato.

    Il tempo stringe per la FDA. La legge richiede che decidano come regolamentare i nuovi prodotti del tabacco (un tribunale federale nel 2011 ha stabilito che le e-cigs sono prodotti del tabacco, grazie al fatto che forniscono nicotina).
    Se l’ autorità di regolamentazione non ha riguardo per la scienza e confina le e-cigs nella stessa cornice (di regolamentazione) delle sigarette, milioni di ex-fumatori torneranno alle sigarette tossiche mortali, o le troveranno su Internet (al mercato nero) e molti di più moriranno con una sigaretta in mano. Una cosa è certa: questo genio non tornerà facilmente nella bottiglia.

    Ma se Zeller della FDA decide di interpretare la legge in modo flessibile (ci sono disposizioni nella legge che lo permettono) ed esenta le e-cigs da tale disciplina rigorosa, facendo rispettare al contempo l’etichettatura dei prodotti validi e il divieto di vendita ai minori, può verificarsi una rivoluzione nella sanità pubblica. Ascoltate, con sorpresa di tutti, il Parlamento europeo ha fatto proprio questo! Quelli di noi che hanno a cuore la salute pubblica hanno ora motivo di sperare che il nostro FDA possa ascoltare la lezione da parte dell’UE, e non abbia riguardo per gli isterici e i cercatori di profitti i cui messaggi porterebbero a delle morti fumo-correlate ancora più inutili.

    Gilbert Ross, M.D., è il Capodirettore medico del Consiglio americano sulla Scienza e Salute (American Council on Science and Health (ACSH)) di New York



    Articolo originale: Why Is The FDA Shielding Smokers From The Good News About E-Cigarettes? - Forbes


  2. #2
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    Non mi è chiaro questo punto:

    "Ma se Zeller della FDA decide di interpretare la legge in modo flessibile (ci sono disposizioni nella legge che lo permettono) ed esenta le e-cigs da tale disciplina rigorosa, facendo rispettare al contempo l’etichettatura dei prodotti validi e il divieto di vendita ai minori, può verificarsi una rivoluzione nella sanità pubblica. Ascoltate, con sorpresa di tutti, il Parlamento europeo ha fatto proprio questo!"

    Cosa ha fatto il Parlamento europeo? Sta differenziando la esig dal tabacco? Se si, perchè invece in Italia hanno potuto accomunarli?


    Grazie

  3. I seguenti User ringraziano:


  4. #3
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    @pat71

    Sei sempre preziosa!



    Ma a conti fatti ho speso moooooolto di più...

  5. Il seguente User ringrazia :


  6. #4
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    @3dc72 Il Parlamento europeo ha votato lo scorso 8 ottobre - nell’ambito della revisione della direttiva sul tabacco - l’emendamento 170 dell'articolo 18. Se non ricordo male, gli stati membri hanno tempo 24 (o 36?) mesi per applicare le direttive UE (e l'iter di questa direttiva ancora non è stato completato).

    Per le ecig, anzi, più precisamente per i prodotti contenenti nicotina, sono state approvate una serie di regole specifiche, cosa che finora mancava a livello comunitario. Qui puoi leggere il testo completo dell’emendamento: Testi approvati - Martedì 8 ottobre 2013 - Lavorazione, presentazione e vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati ***I - P7_TA-PROV(2013)0398

  7. Il seguente User ringrazia :


  8. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da pat71 Visualizza Messaggio
    @3dc72 Il Parlamento europeo ha votato lo scorso 8 ottobre - nell’ambito della revisione della direttiva sul tabacco - l’emendamento 170 dell'articolo 18. Se non ricordo male, gli stati membri hanno tempo 24 (o 36?) mesi per applicare le direttive UE (e l'iter di questa direttiva ancora non è stato completato).

    Per le ecig, anzi, più precisamente per i prodotti contenenti nicotina, sono state approvate una serie di regole specifiche, cosa che finora mancava a livello comunitario. Qui puoi leggere il testo completo dell’emendamento: Testi approvati - Martedì 8 ottobre 2013 - Lavorazione, presentazione e vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati ***I - P7_TA-PROV(2013)0398
    Grazie mille, quando ho un attimo mi leggo tutto con calma, grazie ancora

  9. #6
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