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Discussione: DNA40 for Dummies

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    Predefinito DNA40 for Dummies

    Link al datasheet:
    http://www.evolvapor.com/datasheet/dna40.pdf


    Premessa

    "sono sicuro che la mia coil non andrà mai a secco perchè ormai sono il mago delle resistenze autoprodotte?" (cit. @chriseida)
    Da qui può nascere la scelta di usare un sistema che possa correggere eventuali imperfezioni, e che possano portare ad un innalzamento eccessivo della temperatura, con conseguenti saporacci o peggio ancora sviluppo di sostanze tossiche per l’organismo.

    Il DNA40 utilizza il Ni200 (Nickel puro oltre il 99,6%) come materiale per la resistenza, ed analizzando le importanti variazioni di resistenza a seguito del riscaldamento tipico di questo wire, simula la temperatura della coil. Rimane opzione dell’utente porre un limite (compreso tra i 200°F
    ed i 600°F ) raggiunto il quale il DNA40 modulerà l’erogazione per non superare il limite precedentemente impostato. Un limite ritenuto ragionevolemente sicuro è quello di 450°F, che dovrebbe metter al riparo da bruciature della fibra usata come wick, e soprattutto dallo sviluppo di sostanze nocive dal liquido.

    Lavaggio del wire

    Prima di iniziare una qualsiasi rigenerazione il wire va lavato da eventuale sporcizia dovuta alla lavorazione o da polvere, e nel caso del Ni200 andrebbe evitata l’inutile pratica di scaldare il filo, mal sopportata dal Ni200 e che può portare ad errori nelle letture, il wire si può lavare con acqua e sapone o usando l'etanolo (l'alcol “Buongusto” del supermercato va bene), ovviamente il tutto va risciacquato per bene con acqua.

    Pianificazione e realizzazione della coil

    Eccoci al momento della pianificazione della coil che per dar modo al TP di funzionare dovrà esser compresa tra 0.1Ω ed 1.0Ω, maggiore sarà la superficie di vaporizzazione e meglio il TP assolverà la propria funzione, dato che la stessa coil farà il proprio lavoro di dissipare il calore a dovere. Per agevolare la pianificazione ci si può avvalere di questo tool http://www.steam-engine.org/coil.asp , e scegliendo il Ni200 come materiale poi simulare la coil e la potenza voluta (Watt) cercando di rimanere con il simbolo della fiammella colorato tra il verde ed il giallo.

    Pianificata e costruita la resistenza, che dovrà avere spire distanziate per evitare false letture dovute a micro corti, ecco che potremo montarla sul nostro atomizzatore, facendo molta attenzione a serrare molto bene eventuali viti o bulloni, e nel caso il fissaggio risultasse lasco potrebbe esser utile raddoppiare il wire per migliorare il serraggio. Fissaggi imprecisi possono provocare letture imprecise o poco costanti, pregiudicando il buon funzionamento del sistema.
    Il Ni200 ha tra le caratteristiche quella di esser molto malleabile, il che agevola alcuni passaggi ma potrebbe complicarne altri (infilare il cotone, ad esempio) può risultare utile in alcuni casi utilizzare il metodo di Rip Tripper per irrigidire il Ni200 https://www.youtube.com/watch?v=yA_iUkuKufs. Altro trick per costruire resistenze perfettamente ordinate (spire strette ed equidistanti, senza contatto) senza diventar matti, è usare come supporto una vite con filettatura stretta; arrotololato il wire sulla filettatura della vite, sarà sufficiente posizionare il tutto tra le torrette dell'atomizzatore, e poi svitare la vite per ottenere una coil "perfetta".

    In commercio si trovano due tipi di Ni200, definiti "Soft" ed "Hard", Il Soft è quello "normale" e che puoi eventualmente irrigidire col metodo di Rip prima linkato, quello Hard è già irrigidito tramite lavorazione meccanica. Se si intende fare un uso prevalente col cotone, la scelta della versione "Hard" è la più opportuna poiché la coil risultante sarà più resistente alla frizione dovuta ad infilare-sfilare il wicking, coi sistemi a mesh la versione "Soft" renderà più agevole l'andare a contatto col rotolino


    Uso


    Attivando il device, sempre ad atom freddo (temperatura ambiente) per non sfalsare la lettura iniziale, ecco che si proporrà durante lo svapo il segnale “Temperature protected”...contrariamente a quanto si possa pensare non è un vero e proprio segnale di allarme, ma un avviso del fatto che il circuito stia modulando in maniera importante per ovviare ad uno scarso afflusso di liquido, o ad un eccesso di watt impostati. Si può continuare ad usare il device così settato, l'intervento dell'elettronica dovrebbe esser comunque dolce, salvo resistenze completamente sbagliate o asciutte e che possono portare ad un blocco pressoché totale

    Batterie
    16A (continui, non pulsati) sono il minimo raccomandato da Evolv, va da sè che poi con batterie scarse il segnale di "weak battery" apparirà precocemente.

    DNA40, caratteristiche aggiuntive


    Il DNA40, oltre al controllo delle temperatura ed a differenza dei predecessori, integra finalmente il controllo dell'inversione di polarità delle batterie ed il funzionamento anche in step-down.
    Riprendo un intervento di @kerz: Step-down è la capacità del circuito elettronico di erogare un voltaggio inferiore al valore della batteria. Tipicamente quando si usano resistenze con un basso valore di ohm si erogano, a seconda dei watt che vuoi raggiungere, voltaggi anche molto inferiori ai 4volt nominaliUn esempio. Se ho una resistenza da 0.5ohm e voglio usarla a 12.5Watt... il circuito dovrà riuscire ad erogare 2.5Volt partendo dai 4V (circa) della batteria carica. I circuiti privi di step-down erogano un minimo pari alla batteria (sotto carico) e quindi diciamo 3.7V... quindi tu pensi di svapare a 12.5W invece con res da 0.5ohm in realtà vai a 27watt

    Configurazione a mesh

    La configurazione di un atomizzatore a mesh per TP, è simile ma non uguale a quella tradizionale, ed è la seguente:
    - prima di tutto va scelta la misura del Ni200, e generalmente la taglia da 0,25mm (AWG30) è quella che offre il miglior compromesso tra prestazioni e spazio disponibile per ospitare la coil.
    - ossidazione del rotolino di mesh (scelta della grana e misura della mesh secondo parametri soliti)
    - costruzione della resistenza sul rotolino, vedrete che è molto semplice data la morbidezza del wire
    - disattivazione del TP (dalla posizione di blocco, premere up+down e scorrere le temperature fino alla scritta "OFF", dopodiché confermare col tasto di attivazione ed uscire dal blocco coi soliti 5 click)
    - attivazione a secco e soliti aggiustamenti per eliminare gli hot-spots elettrici, fino ad ottenere spire che si accendano dal centro verso l'esterno. Insistere il minimo indispensabile perché più si arroventa il Ni200 e più le letture successive diventeranno imprecise
    - attivazione con liquido, per verificare la capillarità di massima, sempre con TP disattivato
    - smontare l'atomizzatore, finchè torni a temperatura ambiente (circa 10 minuti)
    - riattivazione del TP sul device
    - assemblare l'atomizzatore sul device e svapare. La scelta dei watt va tarata in funzione dei valori già pianificati col solito tool http://www.steam-engine.org/coil.asp

    In alternativa a quanto sopra, e per gli utenti più smaliziati, è addirittura possibile evitare l'ossidazione della mesh procedendo solo con l'incandescenza del Ni200 per eliminare eventuali hot-spots, ma è sconsigliabile farlo poiché tale procedura deteriora eccessivamente il Ni200 a causa delle troppe attivazione necessarie.

    ++++++ DNA40 for Dummies ++++++


    Link al datasheet:
    http://www.evolvapor.com/datasheet/dna40.pdf


    Premessa


    "sono sicuro che la mia coil non andrà mai a secco perchè ormai sono il mago delle resistenze autoprodotte?"
    Da qui può nascere la scelta di usare un sistema che possa correggere eventuali imperfezioni, e che possano portare ad un innalzamento eccessivo della temperatura, con conseguenti saporacci o peggio ancora sviluppo di sostanze tossiche per l’organismo.


    Il DNA40 utilizza il Ni200 (Nickel puro oltre il 99,6%) come materiale per la resistenza, ed analizzando le importanti variazioni di resistenza a seguito del riscaldamento tipico di questo wire, simula la temperatura della coil. Rimane opzione dell’utente porre un limite (compreso tra i 200°F
    ed i 600°F ) raggiunto il quale il DNA40 modulerà l’erogazione per non superare il limite precedentemente impostato. Un limite ritenuto ragionevolemente sicuro è quello di 450°F, che dovrebbe metter al riparo da bruciature della fibra usata come wick, e soprattutto dallo sviluppo di sostanze nocive dal liquido.


    Lavaggio del wire

    Prima di iniziare una qualsiasi rigenerazione il wire va lavato da eventuale sporcizia dovuta alla lavorazione o da polvere, e nel caso del Ni200 andrebbe evitata l’inutile pratica di scaldare il filo, mal sopportata dal Ni200 e che può portare ad errori nelle letture, il wire si può lavare con acqua e sapone o usando l'etanolo (l'alcol “Buongusto” del supermercato va bene), ovviamente il tutto va risciacquato per bene con acqua.


    Pianificazione e realizzazione della coli

    Eccoci al momento della pianificazione della coil che per dar modo al TP di funzionare dovrà esser compresa tra 0.1Ω ed 1.0Ω, maggiore sarà la superficie di vaporizzazione e meglio il TP assolverà la propria funzione, dato che la stessa coil farà il proprio lavoro di dissipare il calore a dovere. Per agevolare la pianificazione ci si può avvalere di questo tool http://www.steam-engine.org/coil.asp , e scegliendo il Ni200 come materiale poi simulare la coil e la potenza voluta (Watt) cercando di rimanere con il simbolo della fiammella colorato tra il verde ed il giallo.

    Pianificata e costruita la resistenza, che dovrà avere spire distanziate per evitare false letture dovute a micro corti, ecco che potremo montarla sul nostro atomizzatore, facendo molta attenzione a serrare molto bene eventuali viti o bulloni, e nel caso il fissaggio risultasse lasco potrebbe esser utile raddoppiare il wire per migliorare il serraggio. Fissaggi imprecisi possono provocare letture imprecise o poco costanti, pregiudicando il buon funzionamento del sistema.
    Il Ni200 ha tra le caratteristiche quella di esser molto malleabile, il che agevola alcuni passaggi ma potrebbe complicarne altri (infilare il cotone, ad esempio) può risultare utile in alcuni casi utilizzare il metodo di Rip Tripper per irrigidire il Ni200 https://www.youtube.com/watch?v=yA_iUkuKufs. Altro trick per costruire resistenze perfettamente ordinate (spire strette ed equidistanti, senza contatto) senza diventar matti, è usare come supporto una vite con filettatura stretta; arrotololato il wire sulla filettatura della vite, sarà sufficiente posizionare il tutto tra le torrette dell'atomizzatore, e poi svitare la vite per ottenere una coil "perfetta".


    In commercio si trovano due tipi di Ni200, definiti "Soft" ed "Hard", Il Soft è quello "normale" e che puoi eventualmente irrigidire col metodo di Rip prima linkato, quello Hard è già irrigidito tramite lavorazione meccanica. Se si intende fare un uso prevalente col cotone, la scelta della versione "Hard" è la più opportuna poiché la coil risultante sarà più resistente alla frizione dovuta ad infilare-sfilare il wicking, coi sistemi a mesh la versione "Soft" renderà più agevole l'andare a contatto col rotolino


    Uso



    Attivando il device, sempre ad atom freddo (temperatura ambiente) per non sfalsare la lettura iniziale, ecco che si proporrà durante lo svapo il segnale “Temperature protected”...contrariamente a quanto si possa pensare non è un vero e proprio segnale di allarme, ma un avviso del fatto che il circuito stia modulando in maniera importante per ovviare ad uno scarso afflusso di liquido, o ad un eccesso di watt impostati. Si può continuare ad usare il device così settato, l'intervento dell'elettronica dovrebbe esser comunque dolce, salvo resistenze completamente sbagliate o asciutte e che possono portare ad un blocco pressoché totale


    Batterie


    16A (continui, non pulsati) sono il minimo raccomandato da Evolv, va da sè che poi con batterie scarse il segnale di "weak battery" apparirà precocemente.


    DNA40, caratteristiche aggiuntive


    Il DNA40, oltre al controllo delle temperatura ed a differenza dei predecessori, integra finalmente il controllo dell'inversione di polarità delle batterie ed il funzionamento anche in step-down. Step-down è la capacità del circuito elettronico di erogare un voltaggio inferiore al valore della batteria. Tipicamente quando si usano resistenze con un basso valore di ohm si erogano, a seconda dei watt che vuoi raggiungere, voltaggi anche molto inferiori ai 4volt nominali Un esempio. Se ho una resistenza da 0.5ohm e voglio usarla a 12.5Watt... il circuito dovrà riuscire ad erogare 2.5Volt partendo dai 4V (circa) della batteria carica. I circuiti privi di step-down erogano un minimo pari alla batteria (sotto carico) e quindi diciamo 3.7V... quindi tu pensi di svapare a 12.5W invece con res da 0.5ohm in realtà vai a 27watt


    Configurazione a mesh


    La configurazione di un atomizzatore a mesh per TP, è simile ma non uguale a quella tradizionale, ed è la seguente:
    - prima di tutto va scelta la misura del Ni200, e generalmente la taglia da 0,25mm (AWG30) è quella che offre il miglior compromesso tra prestazioni e spazio disponibile per ospitare la coil.
    - ossidazione del rotolino di mesh (scelta della grana e misura della mesh secondo parametri soliti)
    - costruzione della resistenza sul rotolino, vedrete che è molto semplice data la morbidezza del wire
    - disattivazione del TP (dalla posizione di blocco, premere up+down e scorrere le temperature fino alla scritta "OFF", dopodiché confermare col tasto di attivazione ed uscire dal blocco coi soliti 5 click)
    - attivazione a secco e soliti aggiustamenti per eliminare gli hot-spots elettrici, fino ad ottenere spire che si accendano dal centro verso l'esterno. Insistere il minimo indispensabile perché più si arroventa il Ni200 e più le letture successive diventeranno imprecise
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    - riattivazione del TP sul device
    - assemblare l'atomizzatore sul device e svapare. La scelta dei watt va tarata in funzione dei valori già pianificati col solito tool http://www.steam-engine.org/coil.asp


    In alternativa a quanto sopra, e per gli utenti più smaliziati, è addirittura possibile evitare l'ossidazione della mesh procedendo solo con l'incandescenza del Ni200 per eliminare eventuali hot-spots, ma è sconsigliabile farlo poiché tale procedura deteriora eccessivamente il Ni200 a causa delle troppe attivazione necessarie.


    Oltretutto il Ni200 si deteriora ad ogni surriscaldamento, quindi sottoporlo a più di un setup con la mesh - che ha il passaggio obbligato dell'incandescenza - non mi pare una buona idea


    "The mechanical properties of Nickel 200 at elevated temperatures are shown in Figures 3 and 4. However, Nickel 200 is normally limited to service at temperatures below 600°F (315°C). At higher temperatures Nickel 200 products can suffer from graphitization which can result in severely compromised properties. For service above 600°F (315°C), Nickel 201 is preferred"


    http://www.specialmetals.com/documen...%20&%20201.pdf













    Questi sono i passaggi fondamentali per approcciare il DNA40, ed ho cercato di riassumere quelle poche malizie utili ad un corretto funzionamento del tutto, soprattutto a beneficio dei meno esperti, ora sta a voi integrare o fare domande, così da arricchire questa traccia che vorrei poi mettere in rilievo come "guida". Per ora ho cercato di riassumere quanto emerso in questi mesi, e quanto verificato in prima persona
    Ultima modifica di lordbyron77; 27-04-2015 alle 20:28


  2. #2
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  3. #3
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    Grazie Lord ... ho letto tutto quello che avete scritto sul DNA40 ed il TP, ma un breve tutorial riassuntivo fa davvero comodo a chi, come me, sta per realizzare la prima coil con il Ni200 ...

  4. #4
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    @lordbyron77, ottima questa piccola guida. Sto per ordinare il Ni200. Il sito ne ha due tipi:
    Hard Finish - NI200 Wire - 99.6% Nickel - Hard Drawn
    Soft Finish - NI200 Wire - 99.6% Nickel

    Mi sai dire la differenza e quale ordinare. Grazie
    Ultima modifica di Drakogian; 21-04-2015 alle 02:22

  5. #5
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    Predefinito DNA40 for Dummies

    Il Soft è quello "normale" e che puoi eventualmente irrigidire col metodo di Rip, quello Hard è già irrigidito tramite lavorazione meccanica. Se intendi fare un uso prevalente col cotone io prenderei l'hard, ma dato che le bobine costano un amen io prenderei tutte le qualità di 0,20-0,25-0,32 anche considerando che le coil qui si cambiano spesso, dato che il dry-burn è da evitare.

    Domani integro la variabile soft/hard tra le possibilità, non ci avevo pensato

  6. #6
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    Le potenzialità di un dispositivo dotato di CT sono enormi , come enormi sono le sue implicazioni : forse si potrebbe finalmente parlare di svapo davvero "sicuro" ( tra virgolette, perché si può avere anche il CT inserito, ma se come liquido si usa l'olio della friggitrice perché ha un buon sapore di patatine fritte, beh allora...) . Al momento vedo solo un grande limite, e cioè che il suo utilizzo è precluso ai dispositivi entry level non rigenerabili che forse , proprio perché destinati a quella fascia di utenti meno esperti , ne trarrebbero un grande beneficio (io da nubbio ad esempio, non ho avuto difficoltà a far andare in secca una testina usa&getta , vuoi per il fatto di utilizzare un liquido con densità non consona al tipo di testina, vuoi per un non corretto settaggio dei watt, e chi più ne ha, più ne metta).
    Insomma, il fatto che sia attualmente un dispositivo non per tutti , a me sembra attualmente un grosso limite.

    Domanda : c'è qualche possibilità di poter far funzionare un CT su atomizzatori a ceramica come ad esempio un ebaron o un arb (tenuto conto non solo della necessità del ren-nores , ma anche della presenza della ceramica che non aiuta certo nella dissipazione del calore) , oppure su sistemi a mesh ?

    Grazie

  7. #7
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    Innanzitutto grazie a @lordbyron77 per il thread riepilogativo

    Mi accodo poi a Caetla per la questione della gestione su sistemi a Mesh.

    Essendo così malleabile il Ni200 classico, mi viene da pensare che sia obbligato il procedere con la creazione e posizionamento del rotolino sull'atom e la realizzazione della coil attorno al rotolino stesso.

    Oppure conviene comunque adottare la soluzione "Rip Trippers" o il filo già rinforzato ? In questo caso penso al vantaggio di avere una coil "perfetta" grazie al metodo bullo-coil.


    Bye bye.
    ( Marco )


  8. #8
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    un po' di tutto... probabilmente troppo!
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    @AvengerII Marco secondo me con il nickel puro è più facile arrotolare il filo direttamente sulla mesh, essendo più morbido non si rischia di rovinarla

  9. Il seguente User ringrazia :


  10. #9
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    Integrata la parte sulla mesh, e sui due tipi di Ni200 presenti in commercio. Purtroppo non ho esperienza con sistemi ceramici, quindi chi ne abbia è il benvenuto

  11. I seguenti User ringraziano:


  12. #10
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    Salve,

    Con la ceramica io ho fatto qualche tentativo, e forse per niubbiaggine o magari perché scalda troppo, ed influenza in qualche modo il DNA40, il Controllo della Temperatura entra sempre in funzione anche con coil perfettamente irrorata e fredda.

    I tentativi sono stati fatti con il mio Eviva che si comporta splendidamente utilizzando il supporto in acciaio mentre utilizzando il bicchierino ceramico con la coil all'interno non riesco quasi a svapare per nulla per quanto interviene il CT!

  13. Il seguente User ringrazia :


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