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Discussione: Dilemma: Coil con spire "attaccate" o distanziate? [Risolto]

  1. #1
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    Predefinito Dilemma: Coil con spire "attaccate" o distanziate? [Risolto]

    Ciao ragazzi,
    Scusate la ignoranza e impertinenza quindi non vogliate mi male! In questo immenso mare del "fai da te" si parla spesso di coil fatte con le spire attaccate per evitare hot spot e quindi eseguire dry burn per avvicinarle il più possibile tra loro mentre altri parlano di coil distanziate e con assoluto NON dry burn per evitare scorie di metalli pesanti che poi ti vai a svapare..ora.. In questa confusione, chiedo a voi guru' un parere al riguardo magari dando dei vostri consigli personali. Io per esempio,da buon paranoico,non ho mai fatto dry burn e distanziato sempre le coil..notando però che spesso quando le rigenero, trovo alcune spire più annerite di altre..dunque ecco perché chiedo a voi maggiori info! cheers

  2. #2
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    Il dryburn si faceva anni fa quando non c'erano gli atom rigenerabili e si cercava di sfruttare il più possibile l'atomizzatore, adesso si fa prima a cambiare la coil che a fare il dryburn.

  3. Il seguente User ringrazia :


  4. #3
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    Grazie pef la risposta @klimt . quindi dici che con spire distanziate e senza prove di conducibilità, non ci sono comunque problemi giusto? (Ovviamente facendo a dovere le spire in maniera omogenea e distanziate in ugual misura tra loro)

  5. #4
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    Controlla che la wick o il cotone tocchino bene tutte le spire.
    Anch'io, pur non essendo esperta, sono contraria al dry burn.
    Click VAPIT!

  6. Il seguente User ringrazia :


  7. #5
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    Una normale coil a spire distanziate ed equidistanti è un ottima scelta☺ altra cosa importante è adattare il numero delle spire al foro dell'aria, e quindi il tipo di wire in base alla resistivitá che ti permetta di avere una coil del valore in ohm che hai scelto.
    Ti faccio un esempio su un atom tipo kay è inutile e poco proficuo fare 7 spire perche dato il diametro del foro aria sotto la coil le 7 spire non saranno investite dalla stessa quantitá di aria per cui ti troverai con quelle esterne che lavoreranno molto di meno, ed infatti ti sarai accorto che le spire piú annerite sono le 2 centrali proprio perchè investite direttamente dal flusso di aria.


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  8. I seguenti User ringraziano:


  9. #6
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    Pur non ritenendomi guru, provo a risponderti. E' una domanda che difficilmente trova una risposta univoca e giusta. Va a gusto e esperienza personale, quindi ti racconto la mia, senza pretese che sia la verità assoluta.
    Sto notando sempre di più che le microcoil, tanto di moda fino a un anno fa, stanno tornando in discussione. Per come la penso io, non le vedo "sempre" così vantaggiose. Nelle build a filo singolo, trovo che le spire attaccate riducano molto la superficie di contatto tra il filo e la wick, riducendo l'efficienza della coil. Le spire "moderatamente" separate, a mio avviso, permettono al liquido di bagnare meglio il filo, aumentando significativamente la superficie effettiva. A contrario, utilizzo spire attaccate nei fili twistati, visto che il liquido passa attraverso le spire e bagna efficacemente una buona superficie del materiale.

    Per il dry burn, andrei più rilassato. Per produrre nuovi elementi a partire da altri servono reazioni atomiche, che di certo non si verificano a causa di riscaldamenti raggiungibili durante un dry burn, ma solo con bombardamenti con raggi altamente energetici, come i gamma. Quindi, se in un filo mi ritrovo metalli pesanti è perché erano presenti già prima, non perché il calore li ha prodotti a partire da Ferro, Cromo e Alluminio (Kanthal). Al massimo il calore può generare ossidi di questi metalli, che non sono terribili. Diverso il discorso del Nichel e Titanio, infatti, il dry burn con questi non si fa, per due motivi: 1) si indeboliscono tantissimo e cambiano le proprie caratteristiche fisiche che ne garantiscono un corretto funzionamento in TC; 2) pare che si producano ossidi dannosi.

    Una coil twistata in Kanthal mi dura un mesetto e svapo #estratti/macerati. Quando rigenero, faccio un dry burn ben fatto, do una passatina con un pezzetto di carta per eliminare residui carboniosi e via.

    Tutto qua.
    Ultima modifica di AndyTheAlchemist; 29-03-2016 alle 19:14

  10. I seguenti User ringraziano:


  11. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da klimt Visualizza Messaggio
    Il dryburn si faceva anni fa quando non c'erano gli atom rigenerabili e si cercava di sfruttare il più possibile l'atomizzatore, adesso si fa prima a cambiare la coil che a fare il dryburn.
    Sì, come no, allora mi devi insegnare come fare, perché io sinceramente a rifare due clapton fusion ci metto qualcosa come un ora, mentre il dry burn lo faccio in 5 secondi di numero.

  12. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Gigi01 Visualizza Messaggio
    Ciao ragazzi,
    Scusate la ignoranza e impertinenza quindi non vogliate mi male! In questo immenso mare del "fai da te" si parla spesso di coil fatte con le spire attaccate per evitare hot spot e quindi eseguire dry burn per avvicinarle il più possibile tra loro mentre altri parlano di coil distanziate e con assoluto NON dry burn per evitare scorie di metalli pesanti che poi ti vai a svapare..ora.. In questa confusione, chiedo a voi guru' un parere al riguardo magari dando dei vostri consigli personali. Io per esempio,da buon paranoico,non ho mai fatto dry burn e distanziato sempre le coil..notando però che spesso quando le rigenero, trovo alcune spire più annerite di altre..dunque ecco perché chiedo a voi maggiori info! cheers
    Gigi, i problemi di hot spot li puoi riscontrare quando fai coil con le spire attaccate, e non il contrario...

  13. Il seguente User ringrazia :


  14. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da AndyTheAlchemist Visualizza Messaggio
    Per produrre nuovi elementi a partire da altri servono reazioni atomiche, che di certo non si verificano a causa di riscaldamenti raggiungibili durante un dry burn, ma solo con bombardamenti di raggi altamente energetici. Quindi, se in un filo mi ritrovo metalli pesanti è perché erano presenti già prima, non perché il calore li ha prodotti a partire da Ferro, Cromo e Alluminio (Kanthal). Al massimo il calore può generare ossidi di questi metalli, che non sono terribili.
    Lasciando perdere le centrali nucleari, ciò che noi comunemente non conosciamo, sono le impurezze dei vari metalli pesanti contenuti nei fili di kanthal , impurezze che possono essere presenti o meno, e variare a seconda dei produttori. Secondo me, dire che gli ossidi di nichel e cromo non sono così terribili, a mio avviso è un tantino azzardato : il triossido di cromo (Cr+6) e l'ossido di nichel (Ni+2) non sono poi così salubri.

  15. #10
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    Una normale coil a spire distanziate ed equidistanti è un ottima scelta☺ altra cosa importante è adattare il numero delle spire al foro dell'aria, e quindi il tipo di wire in base alla resistivitá che ti permetta di avere una coil del valore in ohm che hai scelto.
    Ti faccio un esempio su un atom tipo kay è inutile e poco proficuo fare 7 spire perche dato il diametro del foro aria sotto la coil le 7 spire non saranno investite dalla stessa quantitá di aria per cui ti troverai con quelle esterne che lavoreranno molto di meno, ed infatti ti sarai accorto che le spire piú annerite sono le 2 centrali proprio perchè investite direttamente dal flusso di aria.


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    Le spire centrali risultano maggiormente interessate da residui carboniosi non perché siano quelle maggiormente investite dal flusso d'aria (in realtà dovrebbe essere l'esatto opposto, visto che se questo fosse il motivo resterebbero più fresche), ma perché in qualsiasi tipo di coil, quelle centrali sono quelle che si riscaldano per prime e raggiungono le temperature di esercizio più elevate.

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