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Discussione: O prezzolati o inetti ( a proposito delle tassazzione sulle esig)

  1. #1
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    Predefinito O prezzolati o inetti ( a proposito delle tassazzione sulle esig)

    E’ di queste ore la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo del nuovo regime per le sigarette elettroniche (Decreto 16 novembre 2013).
    Ho provato a leggerlo e francamente, nonostante il linguaggio tecnico giuridico non mi sia ostile, ci ho capito poco.
    Ma una cosa ho sicuramente capito, chi ha pensato ad una tale legislazione può appartenere solo a due delle seguenti categorie: o è un prezzolato lacchè delle multinazionali del tabacco e delle loro associazioni di categoria o è un malato mentale che farebbe ripensare il grande Basaglia sulla necessità di chiudere i manicomi.
    Leggendo la legge e il decreto attuativo, è chiaro, anche al più ingenuo, che l’intento del legislatore è quello di porre fine al mercato delle sigarette elettroniche per quello che oggi noi lo conosciamo.
    Un mercato fatto di un’offerta varia di articoli sia relativamente alle sigarette elettroniche (in tutte le loro declinazioni e accessori) e sia dei liquidi.
    Un mercato che ha consentito a centinaia di migliaia di fumatori di trovare un’alternativa più salutare ed economica al fumo tradizionale, senza parlare delle migliaia di posti lavoro generati in un periodo così difficile.
    Nulle sono valse le dichiarazioni di grandi oncologi a favore dell’uso della sigaretta elettronica, il legislatore è andato dritto per la sua strada perseguendo un fine che dichiara essere quello di sopperire al minor gettito derivante dal calo dei consumi delle sigarette tradizionali ma che in realtà, a mio parere, ne nasconde un altro, molto più subdolo e servile: quello di favorire i grandi Tabaccai (multinazionali del tabacco, distruttori di generi di monopolio e associazioni di categoria).
    Cerco di spiegare meglio quale sarebbe il quadro normativo che si configurerebbe e le conseguenti operazioni di mercato che si verrebbero a creare.
    Partiamo dalla norma in vigore dal 1° gennaio prossimo.
    Ogni liquido, sigaretta elettronica e o meccanica e relativi pezzi di ricambio e o accessori saranno soggetti a un’imposta del 58,5%. Questo vuol dire, per esempio, che una normale batteria ricaricabile che si mette dentro un “tubo” di metallo che serve per attivare un atomizzatore (sistema dentro il quale avviene la vaporizzazione del liquido) se è venduta presso un negozio di sigarette elettroniche è soggetta alla tassazione suppletiva del 58,5% se è venduta in un supermercato o in un negozio di elettronica, no.
    Inoltre, il soggetto che intende importare, distribuire e vendere le sigarette elettroniche e i liquidi rientra nel regime del monopolio di stato, pertanto deve: ricevere un’autorizzazione; pagare una cauzione; dichiarare le presunte vendite future e tenere un registro di carico e scarico; dotarsi di una struttura di magazzino conforme a quelle richieste per i prodotti di monopolio.
    Della serie, ti riempio di burocrazia e di tasse fino ai capelli e vediamo se hai ancora voglia di vendere sigarette elettroniche.
    È chiaro a chiunque che questo quadro normativo farà chiudere tutti i negozi, sia fisici e sia online italiani. Risultato: il gettito atteso non sarà raggiunto, pertanto, qual è il vero obiettivo?
    Se proviamo a vedere come si sono evolute le disposizioni in materie di sigarette elettroniche in questi ultimi mesi, ci accorgiamo come tutto ciò che sembra un gran caos, in realtà, risponde a un disegno preciso e lucido.
    Quando è scoppiato il boom della sigarette elettroniche, abbiamo assistito ad un’attacco mediatico e persecutorio senza precedenti. Non c’era giorno che i media non si occupassero delle sigarette elettroniche, fornendo faziose e fantomatiche analisi sui liquidi (emblematica l’azione del sito online “il salvagente” sbugiardata recentemente da un servizio delle Iene), ogni giorno sembrava che una batteria esplodesse in mano, che un liquido avvelenasse, ci è mancato poco che qualcuno azzardasse l’ipotesi che fumare elettronico facesse venire, anche, l’HIV.
    Ovviamente il legislatore si è subito preoccupato, e a tutela della salute pubblica e delle casse dello stato, ha preso due provvedimenti: uno, ha vietato la pubblicità delle sigarette elettroniche e l’uso nel luoghi pubblici; due ha introdotto un regime suppletivo di tassazione facendo rientrare l’intero sistema “sigarette elettroniche” nell’alveo del Monopolio di Stato.
    Quest’ultimo provvedimento consentiva, inoltre, la possibilità di vendere sigarette elettroniche anche nelle tabaccherie.
    Dopo questi provvedimenti (luglio 2013), il silenzio è calato sul mondo delle sigarette elettroniche.
    Il mostro era stato saziato.
    La Fit (Federazione Italiana Tabaccai) sventolava i panni della vittoria e i media hanno smesso di parlarne. Peccato che il divieto di pubblicità abbia fatto saltare i contratti di pubblicità pianificati anche su quei media che avevano massacrato il settore e dunque, dopo un po’ hanno cominciato a riparlarne, ma in chiave positiva.
    Le vicende delle ultime settimane hanno visto ripristinare la possibilità di fare pubblicità e di fumare elettronico nei locali pubblici, ma l’impianto normativo della tassazione e della relativa burocrazia è rimasto intatto.
    A questo punto la situazione è la seguente:
    - Le sigarette elettroniche, gli accessori e i liquidi, a far data dal 1 gennaio 2014 subiranno una tassazione del 58,5% ;
    - L’intero comparto entra in regime di monopolio, pertanto, deve sottostare alle stesse regole previste per i distributori all’ingrosso di tabacchi e per i tabaccai;
    - E’ possibile fare pubblicità alle sigarette elettroniche e ai liquidi;
    - E’ possibile fumare la sigaretta elettronica nei locali pubblici.
    Alla luce del combinato disposto delle leggi vigenti, chi ci guadagna e chi ci perde?
    Ci guadagnano:
    - Le multinazionali del tabacco che potranno vendere le loro sigarette elettroniche usa getta, “brandizzate” con i loro marchi, potendo, finalmente fare pubblicità;
    - Il sistema monopolistico del tabacco (distributori e rivenditori), l’unico già attrezzato per adempiere alle norme sia in materia di fiscale e sia in materia logistica;
    - Lo stato, che torna a governare e controllare un settore strategico;
    - I media, che vedranno pianificati sui loro canali importanti e insperati budget pubblicitari;
    - I burocrati che si sentiranno, ancora una volta, appagati nel loro bisogno di rendere impossibile la vita ai cittadini e alle aziende;
    - I politici e governanti prezzolati che s’ingrasseranno ulteriormente come maiali (peccato che i loro nobili colleghi in questo periodo, fanno una brutta fine. Loro no).
    Ci perdono:
    - I fumatori, che avranno un’altra buona scusa per avvelenarsi con le sigarette tradizionali;
    - la sigaretta elettronica, dalla eGo alle BB, i liquidi e gli accessori, che per effetto della folle tassazione, perderanno ogni capacità competitiva e attrattiva;
    - gli “svapatori”, che vedranno ridursi drasticamente l’offerta e aumentare la spesa;
    - Le aziende italiane del settore, dai produttori ai distributori, che dovendo: adempiere norme inattuabili per la tipicità degli articoli trattati; applicare una tassa suppletiva; avere un prezzo fisso, avranno la loro impresa antieconomica e pertanto chiuderanno battenti o delocalizzeranno;
    - Le migliaia di negozi, che in questi mesi sono stati aperti e che hanno contribuito in modo determinate allo sviluppo di un nuovo mercato, che chiuderanno, lasciando campo libero ai tabaccai e ai siti internet esteri;
    - Lo Stato (con l’esse maiuscola) che attraverso una diffusione controllata del sistema “sigarette elettroniche” avrebbe potuto risparmiare miliardi di euro in costi della sanità, guadagnare il giusto da un mercato con forti prospettive di crescita, consentire a decine di migliaia di aziende di creare nuovi posti di lavoro.

    [B]MERAVIGLIOSO.[/B]


  2. #2
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    rep per te....ma c'ho un magone....

  3. #3
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    Sono 4 mesi che svapo, sto iniziando a farmi i liquidi da sola. Pensavo di avere un mondo intero da esplorare e assaporare, ho appena iniziato, mi dicevo, mentre piano piano stavo anche abbassando la nicotina. Mi stavo appassionando alle recensioni degli e-liquidi, a mio modo mi affacciavo alla degustazione, a mio modo mi dedicavo alla manutenzione dei limitati sistemi di svapo che ho.

    E tutto questo si perderà, come lacrime nella pioggia -.-

    Tutti questi provvedimenti fanno schifo. L'unica cosa che salvo è l'idea delle cartucce pre-caricate, nel senso: con troppa leggerezza si finiva per manipolare la nicotina, un vero e proprio VELENO venduto anche a litri. Forse questa è l'unica cosa che lo Stato poteva imporre con una certa giustificazione.
    Lo so, molti diranno che con l'informazione e la cautela manipolare la nicotina non ha mai ammazzato nessuno, eppure nella mia poca esperienza già troppe volte ho sentito commercianti trattare questo aspetto con troppa leggerezza.
    Ma dubito che le leggi ormai emanate avessero questo fine, anzi, probabilmente l'imposizione delle cartucce sarà venuta fuori completamente a caso, senza nemmeno pensare all'utilità generale. Come tutto il resto.

    Che disgusto. Povera Italia

    Lo so che la e-cig nella figura non è una eGo W, ma quella giusta era troppo brutta!!


  4. #4
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    ...ciao Italia....addio per ora....
    tornerò semmai quando un giorno le menti "eccelse" della politica delle caste e delle lobby saranno "passate per le armi" da un popolo sempre più infuriato....

    - PENSAVAMO DI AVER TOCCATO IL FONDO...ORA COMINCIAMO A SCAVARE ANCHE QUELLO - (anonimo)

  5. #5
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    resta da vedere se sarà ancora possibile comprare in EU ... questa è l'unica speranza per i vapers, con buona pace dei rivenditori italiani
    Tutto quello che scrivo è da considerarsi IMHO



  6. #6
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    che tristezza infinita...ho sperato fino all'ultimo che rinsavissero!

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da jano Visualizza Messaggio
    resta da vedere se sarà ancora possibile comprare in EU ... questa è l'unica speranza per i vapers, con buona pace dei rivenditori italiani
    ...teoricamente penso si possa comprare all'estero...ma l'imposizione come l'Iva sarà quella italiana...
    sento comunque "puzza" di incostituzionalità....staremo a vedere come reagiscono gli altri paesi della CEE....di cui anche noi facciamo parte....
    personalmente ho aggirato il problema ih ih ih ....

  8. #8
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    Io penso siano Inetti, incapaci di vedere oltre la punta del loro naso.
    Finirà come per la TobinTax, tassa utile solo a distruggere migliaia di posti di lavoro

    A pochi giorni dalla fine di dicembre è già tempo di bilanci anche per la famosa Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie, introdotta a partire dal mese di marzo in Italia sulle azioni e le obbligazioni (esclusi i titoli di stato) tramite aliquota dello 0,12% e da qualche mese anche sui titoli derivati, ma con importo fisso. Il governo Monti l’aveva propinata come un attacco alla speculazione e un modo per recuperare gettito fiscale dalla finanza, ma dire che la tassa sia stata un flop è persino un complimento. Se era stato preventivato un miliardo di euro per tutto l’esercizio 2013, alla fine di ottobre sono risultati incassati appena 160 milioni. Di questo passo, entro la fine di questo mesi si arriverà a 200 milioni, vale a dire a 800 milioni in meno di quanto preventivato.
    Tutti i disastri della Tobin Tax


    Lo stato è riuscito ad incassare appena il 20% del previsto. E dire che il miliardo era già stata una stima molto prudenziale dell’esecutivo. Non che si tratti di una sorpresa. Tutti, dicasi tutti, i paesi che hanno introdotto forme più o meno estese di Tobin Tax sui prodotti finanziari hanno racimolato briciole, una frazione infima del gettito messo in conto.

    Quel che è peggio è che nel frattempo la tassazione ha fatto fin troppi danni. Piazza Affari ha perso un volume di contrattazioni pari a 17,5 miliardi di euro al mese, mentre vi è stata una fuga di capitali dalle azioni verso i mercati non regolamentati dell’85%. Gli intermediari hanno perso il 30% di contrattazioni in favore della piazza londinese. Per non parlare della perdita di posti di lavoro nel settore privato, specie nell’informatica, visto che le contrattazioni finanziarie si portano dietro lo sviluppo di software e programmi.

    Ce ne sarebbe per chiedere scusa o per ritirare la triste Tobin in gran silenzio. Invece, la politica rilancia. E il solito Francesco Boccia (PD, quello della webtax, ora propone in commissione Bilancio della Camera di estendere la tassazione su tutte le transazioni, ma abbassando l’aliquota. Il ragionamento è questo: la Tobin è stata inefficiente e distorsiva, perché ha esentato il 90% dei volumi di contrattazioni. Meglio estenderla su tutte le transazioni, ma abbassando l’aliquota dallo 0,12% attuale (0,1% prevista dal 2014) allo 0,01%, compresi i derivati, che non pagherebbero più una somma fissa. La proposta sarebbe così in linea anche con l’impostazione di Bruxelles, continuando ad esentare solo i titoli di stato (ma non era contro la speculazione?).

    Poiché le transazioni finanziarie annue in Italia ammontano a 12 mila miliardi di euro, la nuova aliquota porterebbe in teoria un gettito di qualche miliardo di euro, che i partiti firmatari (PD, Sel, Nuovo Centro-Destra e Lega Nord) vorrebbero utilizzare per ridurre il cuneo fiscale. Lo solita solfa, la solita demagogia a buon mercato, smentita dai numeri, che potrebbe produrre un’ulteriore distruzione di 12 mila posti di lavoro. E non parliamo di arcigni speculatori, bensì di impiegati nel settore finanziario, assicurativo, informatico, etc.

    Chicca finale: il primo firmatario della Super-Tobin è stato il deputato del PD, Luigi Bobba, ex vice-presidente di Banca Etica, intermediario esentato dalla versione vecchia e nuova della Tobin. Si tratta di finanza etica!
    egocc-eCom : aria nuova, forse - http://www.youtube.com/watch?v=L5oyukdT_ac
    Head Ego C : Questione di testa - http://www.youtube.com/watch?v=Qoe9x7VCcFI
    Ego-c : wick vs mesh - http://www.youtube.com/watch?v=Q4dXIJzXX6o

    "Lascio agli eredi l'imparzialità, la volontà di crescere e capire, uno sguardo feroce e indulgente, per non offendere inutilmente."

  9. #9
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    Rep + per smoke 2.0, direi un quadro lampante della situazione. Speriamo nell'incostituzionalita' della norma, intanto ho fatto scorte per un anno e mezzo minimo, poi vedremo il da farsi....

  10. #10
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    incostituzionale? Può essere. Il problema è che la corte costituzionale ci ha già abituati a vedere vere e proprie ingiustizie, passate come costituzionali.
    Per meglio dire, norme per alcune categorie dichiarate incostituzionali, sono costituzionalmente corrette per altre.
    Se la loro abilità di fare due pesi e due misure è quella dimostrata negli ultimi giorni, tranquilli che non la passeremo liscia.
    L'unica speranza è l'europa. Una soluzione in italia, adesso, non al vedo più possibile.

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